Zygmunt Bauman – Sorte Individuale

Postato da andrelebrogge in Speciali > reportage
Questo reportage è relativo all'evento FestivalFilosofia 2010
Il reportage...

L’unica maniera per prevedere il futuro è collaborare (A. Gramsci)

Con questa frase il professor Zygmunt Bauman (di cui una breve presentazione in basso - n.d.r.), presente per la quinta volta al FestivalFilosofia, ha scelto di chiudere la sua lezione, la prima delle lezioni magistrali di quest’anno, aventi come tema la “Fortuna”. Incomincio quindi dalla fine con due intenzioni: la prima è quella di scattare un’istantanea fotografica, quella precisamente del fotofinish sportivo, che immortala l’ultima scena dell’interessante parabola oratoria cui ho assistito; la seconda, è di caricare la vostra attenzione, come già accaduto con la mia, su questo concetto che racchiude in sé tutte le espressioni chiave della convivenza (il dialogo, l’operosità condivisa, il rispetto, l’educazione).

Il professor Bauman, caratterizzato da un’assoluta chiarezza espositiva, ha spiegato che l’unica cosa che possiamo sapere con certezza è l’esistenza nelle nostre vite dell’incertezza. Ha, infatti, introdotto il suo intervento esplicitando con quale costante gli esseri umani si applichino a controllare la realtà, per ritrovarsi comunque in balia del caso. Questo, nonostante le migliorie apportate quotidianamente dall’ausilio di scienza e tecnologia. Quindi ha puntato la restante parte della lezione, sulla querelle fondante il più importante dei suoi temi, il Mondo liquido.

Questa espressione sta ad intendere un mondo in cui: “… La nostra ignoranza e la nostra impotenza nel trovare e attuare soluzioni individuali a problemi globali hanno come esito perdita di autostima, vergogna per essere inadeguati di fronte al compito e umiliazione. Tutto ciò concorre all´esperienza di un costante stato di incertezza, che si manifesta come incapacità in sensi assoluti ad assumere il controllo della propria vita …”.

La tematica ha aperto tutta una serie di concetti correlati, di cui il professore si è fatto portavoce; ad esempio ha esplicitato come il nostro essere individui non sia essenzialmente de facto, ma de iure, cioè siamo individui cui è stato inculcato essere tali, ma praticamente siamo limitati dalle due quotidiane domande, che senza sosta dominano le nostre vite:

1)   Cosa fare?

2)   Chi farà ciò che c’è da fare?

Bauman, ed in questo ammetto di essere rimasto deluso, non indica esplicitamente una via per porre rimedio al Mondo liquido, al governo dell’incertezza, allo stato di necessità continuo che deprime il nostro status di individui; il ruolo che ha scelto di mantenere, infatti, non è quello di guida, ma di osservatore attivo e di interlocutore.

Quando sotto la pioggia lieve, ma insistente di Modena ho lasciato Piazza Grande, l’unica domanda senza risposta è stata: qual è, quindi, la via per passare da essere un individuo de iure ad uno de facto? Il riecheggiare di quell’ultimo motto con cui ho deciso di aprire questo articolo, si è fatto strada da solo: “L’unica maniera per prevedere il futuro è collaborare”, sperando che non sia già troppo tardi.

A presto.

andrelebrogge

(18 settembre 2010)

© 2010 imieilibri.it

Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman - Considerato il teorico della postmodernità, insegna Sociologia nelle Università di Leeds e di Varsavia. Nelle sue opere si occupa di una serie di temi rilevanti per la società e la cultura contemporanea: dall’analisi della modernità e postmodernità, al ruolo degli intellettuali, fino ai più recenti studi sulle trasformazioni della sfera politica e sociale indotti dalla globalizzazione.

Tra le sue opere troviamo: Modernità Liquida (Laterza 2002); Modus vivendi (Laterza 2007); Vite di corsa (Il Mulino 2009); Modernità e globalizzazione (Ed. Dell'Asino 2009); L'arte della vita (Laterza 2009).

(fonte http://www.zam.it/biografia_Zygmunt_Bauman).

 


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