Pordenonelegge 2010 – 17 settembre 2010

Elisa M Postato da Elisa M in Speciali > reportage
Questo reportage è relativo all'evento Pordenonelegge
Il reportage...

Prosegue fino a domenica 19 settembre questa affollatissima undicesima edizione di Pordenonelegge, la festa del libro con gli autori divenuta uno dei più attesi appuntamenti culturali dell’anno: cinque giorni di incontri, lezioni magistrali, presentazioni, readings, performances e conferenze sullo sfondo della bellissima cittadina friulana, oltre alla megalibreria e al mercato dei libri fuori catalogo allestiti in piazza XX Settembre.

lo scrittore triestino Pino RoveredoPiacevolmente ironico, come sempre, lo scrittore triestino, ed ex operaio, Pino Roveredo (nella foto a destra), Premio Campiello nel 2005 con Mandami a dire, ha incontrato la stampa per raccontare il suo ultimo lavoro La melodia del corvo, edito da Bompiani. L’autore, che affronta in questo romanzo tematiche e disagi sociali da lui vissuti personalmente, ha ammesso che i toni tipicamente noir percepibili nella trama, e soprattutto nel finale, non sono stati da lui voluti consciamente. In realtà il romanzo è una storia d’amore, struggente, terribile e relativamente impossibile, come tutte le storie d’amore, del resto, sono. Inoltre, ha voluto evidenziare i temi politici impliciti nel romanzo: il degrado dei valori nella società contemporanea, la mancanza del senso di condivisione e collettività, la corruzione presente nella pubblica amministrazione, di qualsiasi colore essa sia, l’indifferenza e l’individualismo pericolosamente diffusi soprattutto tra i giovani.

Abbastanza impressionante è l’installazione di Mauro Covacich allestita al Museo Civico d’Arte, dall’enigmatico titolo di L’umiliazione delle stelle. Per chi non lo sapesse, nei romanzi dello scrittore friulano compare spesso il maratoneta/bodyartist Dario Rensich, una sorta di alter ego dell’autore stesso, che ha trasformato la sua attività sportiva in una performance artistica vertiginosamente quotata. Nella videoinstallazione del museo, Mauro Covacich, proprio come Rensich nei romanzi, corre sul tapis roulant i 42 km di una maratona regolamentare. Mentre ascoltiamo l’affanno del suo respiro, una serie di led luminosi ci informano sullo stato fisico di Covacich durante la corsa: lui continua a ripetere lo stesso movimento, ma il suo corpo, temperatura, ritmo cardiaco, dispendio energetico, ossigenazione, cambiano lentamente davanti ai nostri occhi.

Bellissima, anche se in parte disincantante, la lezione di Edoardo Boncinelli sull’amore, inserita nella serie di incontri SMSentimenti, i sentimenti umani riletti quest’anno dagli uomni di scienza. Il noto genetista, dichiarando di avere scelto questo tanto discusso sentimento per una sua predisposizione all’innamoramento, ha letteralmente “smontato”, senza nulla togliere alla poesia e al romanticismo, il concetto dell’amore, offrendoci un’affascinante spiegazione scientifica di ciò che spesso è causa dei nostri sogni. La capacità di affezionarsi, e quindi di innamorarsi, inesistente tra tutte le specie animali, deriva da quella caratteristica per cui il genere umano è l’unico a mantenere a lungo il legame simbiotico genitori/figli. Il cervello del bambino, che nasce incompleto, fissa dentro di sè, tra le proprie esperienze, l’amore dei genitori, riversandolo successivamente sul partner che diviene, per ragioni più naturali che sentimentali, l’oggetto del suo istinto affettuoso: un’emozione che riunisce l’istinto della riproduzione al desiderio di considerazione tipico dei cuccioli. Un’emozione comunque bella e che merita di essere vissuta fino in fondo, ma con i dovuti limiti, in quanto può essere tanto forte da trasformarsi in odio.

l'insegnante/viaggiatore goriziano Emilio RigattiIn una piacevole conversazione con l’ex insegnante Sergio Chiarotto, l’atipico insegnante/viaggiatore goriziano Emilio Rigatti (nella foto a sinistra) ha raccontato al pubblico la straordinaria esperienza del suo metodo di istruzione. Il suo programma di insegnamento itinerante, integrato dagli affascinanti tours ciclistici del Friuli da lui progettati, ha sempre incantato gli alunni e spesso allarmato i dirigenti scolastici. Con il suo stile totalmente anticonformista, Emilio Rigatti ha illustrato il suo particolare metodo di insegnamento che, in classe o per le strade che sia, trasforma in creatività ed improvvisazione quello che ormai la scuola italiana ha reso noioso e talvolta controproducente. Certo, egli non ha vita facile, viene spesso contestato od ostacolato dalle complicate e inutili burocrazie di questo paese, ma, da artista che è, conosce il metodo giusto per aggirarle, e le sue lezioni su due ruote continuano ad entusiasmare gli studenti friulani.

Vai al reportage del 18 settembre 2010 (1a parte - 2a parte)

Elisa M

(17 settembre 2010)

© 2010 imieilibri.it

 


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