“L’innocenza di Giulio”

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 11 aprile 2012 presso Libreria Feltrinelli, Piazza Piemonte (Milano), alle 18:30.
L'evento...

“L'innocenza di Giulio”

Mercoledì 11 aprile a Milano, la Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte ospita Giulio Cavalli che presenta il volume “L'innocenza di Giulio”, edito da ChiarelettereDialoga con l'autore Nando Dalla Chiesa.

L'appuntamento è alle ore 18:30.



“Le sentenze (emesse in nome del popolo italiano) vanno motivate affinché il popolo possa sapere per quali motivi appunto si viene assolti o condannati, ma anche perché il popolo possa conoscere i fatti che stanno alla base dei motivi per cui una persona è chiamata a rispondere di determinate azioni di fronte a un tribunale. Qui il popolo è stato truffato”

Prescrizione non significa assoluzione o innocenza, e “reato prescritto” non è sinonimo di “reato mai commesso”: semplicemente, l'ordinamento giuridico italiano stabilisce che, decorso un certo lasso temporale, un reato non è più perseguibile dalla legge. Insomma, non c'è la condanna, seppur resta la colpa.

Nel nostro Paese non è però raro assistere a tentativi di distorsione linguistica e manipolazione dei concetti attraverso cui prendere una parola -peggio ancora, una sentenza- e tirarne fuori il suo opposto. Come fa notare Giulio Cavalli, “Ripetere una bugia infinite volte trasforma in verità storica qualcosa che non è mai accaduto”  (ascolta qui il video di presentazione del libro).

E il processo Andreotti è, da questo punto di vista, un caso emblematico.  

Sette volte presidente del Consiglio e ventidue ministro, Andreotti ha segnato una lunga stagione della storia d'Italia, ponendosi come il precursore -sostiene Cavalli- di pratiche di malcostume che tutti gli italiani hanno oggi sotto gli occhi, senza bisogno di andare troppo indietro nel tempo. Per l'autore de “L'innocenza di Giulio”, raccontare la storia di Andreotti è un patto di verità a vantaggio delle nuove generazioni, che hanno il diritto di conoscere le radici di quello che viene definito “andreottismo” e che coincide con il tentativo di privatizzare le regole e la giustizia. Cambiando il senso delle sentenze e, magari, scrivendo leggi ad personam. 

Se buona parte dell'opinione pubblica pensa ancora che Andreotti sia stato assolto -e quindi giudicato innocente- nel processo che lo ha visto imputato in associazione per delinquere e rapporti con la mafia, sarebbe il caso di leggere la sentenza della Corte d'Appello di Palermo (emessa il 2 maggio del 2003), che ribalta l'assoluzione cui in primo grado si era giunti per insufficienza di prove, e recita testualmente:

“I fatti che la Corte ha ritenuto provati in relazione al periodo precedente la primavera '80 dicono che il sen. Andreotti ha avuto piena consapevolezza che i suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha quindi coltivato, a sua volta, amichevoli relazioni con gli stessi boss; ha palesato agli stessi una disponibilità non meramente fittizia, ancorché non necessariamente seguita da concreti, consistenti, interventi agevolativi; ha loro chiesto favori; li ha incontrati; ha interagito con essi […].
[…] Dovendo esprimere una valutazione giuridica sugli stessi fatti, la Corte ritiene che essi non possono essere interpretati come una semplice manifestazione di un comportamento solo meramente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indicano una vera e propria partecipazione all'associazione mafiosa apprezzabilmente protrattasi nel tempo”

In sostanza, il processo stabilisce che Andreotti è colpevole di aver intrattenuto rapporti con la mafia fino al 1980, ma non può essere perseguito penalmente perché, decorsi i termini di legge, i reati di cui si è reso responsabile sono caduti in prescrizione.

Una non condanna ben diversa dall'innocenza.

L'autore
Nato a Milano nel 1977, Giulio Cavalli è scrittore, autore teatrale e collaboratore di diverse testate, per le quali firma articoli di inchiesta. Nel 2001 fonda a Lodi la compagnia “Bottega dei mestieri teatrali”, con cui mette in scena spettacoli di impegno civile, fra i quali anche “L'innocenza di Giulio”, da cui è tratto il libro omonimo.
Costretto a vivere sotto scorta per le minacce ricevute da alcune cosche mafiose, è attualmente consigliere regionale in Lombardia e primo firmatario della legge per l'educazione alla legalità, oltre che membro dell'Osservatorio sulla legalità del Consiglio regionale.
Fra i volumi di cui è autore ricordiamo: “Linate 8 ottobre 2011. La strage” (scritto con Fabrizio Tummolillo), “Fronte del palco”, “Nomi, cognomi e infami”

 

 


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