Io speriamo che me la cavo di Marcello D'Orta

Il commento...

“Io speriamo che me la cavo”
di Marcello D'Orta


Disponibile su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del Purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono. I bambini del Limbo diventeranno farfalle.
Io speriamo che me la cavo…”

Leggendo questo libro mi sono fatto veramente tante risate. La simpatia dei bambini napoletani, i loro racconti di vita quotidiana nei vicoli di una città unica al mondo, le loro battute, i loro modi di dire rubati ai grandi spesso reinterpretandoli a modo loro, tutto questo rende questo libro veramente carino.

A dire il vero però tutte le risate che mi ha strappato hanno un rovescio della medaglia: man mano che andavo avanti nella lettura infatti una sorta di vergogna, di senso di colpa mi ha assalito, dal momento che mi sono reso conto che dietro a certe pagine, così divertenti a primo impatto, si celava un malessere, situazioni di disagio, di miseria che mi hanno fatto riflettere.

“Il mondo fa schifo, io non ho paura a dirlo, perché sono il capoclasse, e certe cose posso dirle…”

Bambini cresciuti spesso troppo in fretta, di un‘ingenuità a volte crudele, esprimevano scene di violenza, di abbandono, che forse non meriterebbero di essere prese come motivo di sorriso.

Rimane comunque il fatto che quel linguaggio, un misto tra le tipiche cadenze del parlato fanciullesco e il dialetto napoletano, già di per sé sarcastico, mi ha veramente conquistato, perché è di una simpatia unica.

“Io preferisco Garibardi perché è l'eroe dei due mondi, e così ora l'Italia non ha più vergogna di andare in America…”

 

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...