Gutenberg va in “pensione”…

Francesca Postato da Francesca in Eventi > news mondo editoriale
Questo evento si è tenuto il 31 marzo 2012 a , alle .
L'evento...

LECCE - Non c’è l’epilogo amoroso ad addolcire la pillola, ma la storia è esattamente la stessa. Il megastore che schiaccia il piccolo negozio causandone la chiusura. È -quasi- la trama di “C’è posta per te", una commedia dolce-amara del 1998, ambientata in una ammaliante New York autunnale e interpretata dagli impareggiabili Tom Hanks e Meg Ryan. «Ce lo hanno già detto che la nostra storia somiglia a quel film», dice sorridendo un po’ tristemente Caterina Calcagno, una delle tre socie di Gutenberg, una piccola libreria dal nome altamente evocativo che si trova in via Cavallotti, una delle più trafficate del centro di Lecce.

Le socie-fondatrici della libreria "Gutemberg" di Lecce: Caterina Calcagno, Elisabetta Liguori, Teresa Romano

Il megastore -antagonista (n.d.r.)- in questione è il Feltrinelli Point, che ha inaugurato otto mesi fa a soli tre numeri civici di distanza.

Da alcuni giorni, la libreria Gutenberg è aperta soltanto di mattina, ma l’aria di smobilitazione è fin troppo evidente.

Vetrine coperte dalla carta scura e cartoni sparsi ovunque in attesa di essere riempiti.

L’avventura si è conclusa dopo due anni e mezzo con una festa. Domenica 11 marzo, i clienti si sono ritrovati per l’ultima volta al civico 1/F di via Cavallotti per salutare Caterina Calcagno, Elisabetta Liguori e Teresa Romano.

In realtà, il negozio chiuderà definitivamente a fine marzo, giusto il tempo di vendere ancora qualche altro libro e qualche altro oggetto di cancelleria, alcuni davvero originali e di ottimo gusto.
«Il primo anno - racconta Caterina Calcagno -, nonostante la crisi fosse già iniziata - era l’autunno del 2009 -, speravamo che la congiuntura negativa sarebbe stata un fenomeno passeggero. Così non è stato. A giugno dello scorso anno, poi, è arrivato il Feltrinelli Point a pochi metri di distanza. Ci siamo rese conto che non saremmo riuscite ad andare avanti nel periodo di Natale, che è quello in cui ci si rifà dei periodi di magra del resto dell’anno».

Scartata l’idea di creare un negozio con prodotti di nicchia «perché Lecce è troppo piccola e i costi di gestione sono sempre quelli», spiega Calcagno -, la Gutenberg ha puntato sulla qualità del servizio. «Per noi è sempre stato fondamentale il rapporto umano - aggiunge -, e la velocità nell’evadere un ordine, anche quello più difficile. Abbiamo fatto arrivare a Lecce libri da ogni parte del mondo».

Ma la scelta coraggiosa di aprire una libreria in un paese dove si legge pochissimo e di puntare sulla qualità non è stata sufficiente.
«Il bilancio dal punto di vista umano è meraviglioso - dice Caterina Calcagno, sicura di interpretare anche i sentimenti delle sue socie -, perché è stato il coronamento di un sogno che tutte e tre avevamo da tempo. Rimane l’amarezza di non essere riuscite ad andare avanti».

La libreria chiude, ma la società Gutenberg continuerà a esistere. «Ci piacerebbe - conclude Caterina Calcagno - organizzare reading e incontri con gli autori e con gli studenti».

Francesca Mandese

(articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno di sabato 10 marzo 2012)

 

 


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