Kill Bill Diaries, diario di un film e di un uomo

Postato da Luisa in Speciali > reportage
Questo reportage è relativo all'evento “Kill Bill Diaries”
Il reportage...

“Kill Bill Diaries” - Reportage

Giovedi' 23 febbraio scorso (2012 n.d.r.), presso il “Bistrò del tempo ritrovato”, è stato presentato il libro “Kill Bill Diaries” scritto da David Carradine, tradotto in Italia da Ilaria Floreano ed edito dalla casa editrice Binetti.

L' incontro è iniziato con una presentazione video di David Carradine che parlava della sua esperienza sul set da cui ha avuto origine il libro.

Carradine, maestro di arti marziali, inizia a lavorare a Hollywood in serie molto famose negli anni Settanta e Ottanta diventando ben presto un vero e proprio volto iconico del cinema di genere. Quando Tarantino lo convoca per il ruolo di Bill, Carradine comprende che quello, per lui, attore ormai al tramonto ancor prima di aver raggiunto l'apice del successo, diventerà il ruolo della vita, pertanto meritevole di un diario.

Un diario in cui l'attore riversa non solo la sua esperienza, ma anche le sensazioni, i punti di vista e le emozioni. Vi compaiono, oltre a Carradine, che parla in prima persona, anche tutti i personaggi/attori di Kill Bill che prendono forma e vengono modellati a tutto tondo dalle parole di David.

Il diario, nella sua versione italiana, è arricchito da note esplicative, da un'introduzione critica e dal contributo di Andrea Maria Merli, la voce italiana di Carradine.

La traduttrice Ilaria Floreano descrive la lingua usata da Carradine nel suo libro: non troppo slang, qualche parolaccia, ma, soprattutto, ogni termine scelto tenendo presente il fine ultimo che, per l’autore, è sempre stato quello della pubblicazione, con la specifica intenzione, dunque, di aprire le porte del set al pubblico.

Una decisione scaturita dalla percezione che Kill Bill sarà un film unico, che segnerà la storia del cinema. Probabilmente proprio per questo Carradine partecipa gratuitamente al film, come la maggior parte del cast ad eccezione di Uma Turman.

Dalle pagine del diario emerge un Carradine che si identifica col suo personaggio fin quasi a confondercisi, tanto che anche gli abiti indossati sono i suoi. Bill, dunque, diventa una sorta di suo alter ego. Carradine, però, si trova perfettamente a suo agio anche con Tarantino, tanto che gli si affida totalmente e mette in atto un profondo e continuo interscambio tanto che alcuni dei monologhi inseriti nel film derivano proprio da dialoghi tra l’attore e il regista.

Insomma, un diario di vita, e non solo della vita sul set, che ci aiuta a ricostruire i contorni di una personalità complessa ed engmatica che, a suo modo, ha scritto una pagina della storia del cinema.


 


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