Eventi del bicentenario di Dickens: reportage

Il reportage...

«Di come, camminando di notte nella Lanterna Magica, Dickens ha incontrato la sua Musa»



Non basta la mappa della metro per orientarsi a Londra. L’ho sperimentato i primi di febbraio, quando per la seconda volta ho deciso di tuffarmi nell’entusiasmo della cara vecchia metropoli.

Fra le altre cose ero decisa a prendere quanto possibile di ciò che la città offre per il bicentenario di Dickens, ed è a questo punto che la testa ha iniziato a girarmi!

Ci sono tante, tantissime, un’infinità di iniziative a cui si può aderire, ed ho cominciato a cercarle nel sito che le riassume tutte.
Il calendario delle proposte è immenso ed è indispensabile, purtroppo, dover rinunciare a qualcosa.

 

Se avete l’occasione di trovarvi a Londra quest’anno voglio consigliarvi, in particolare, la mostra Dickens and London, ospitata dal Museum of London fino al 10 giugno 2012.

Come recita il titolo l’installazione è centrata sul legame fortissimo che ha unito Charles Dickens alla capitale britannica. Vi ritroverete catapultati ai tempi vittoriani perché l’esibizione è organizzata lungo un percorso sul quale sono disseminati vari oggetti risalenti ai tempi del noto scrittore.

Forse la prima cosa che richiamerà la vostra attenzione sarà una cabina in legno: si tratta dell’ “ufficio” del guardiano notturno di una delle case di Dickens. Ai piedi della cabina ci sono delle cuffie dalle quali potete ascoltare diversi tipi di parlate britanniche, ognuna col proprio accento e la propria inflessione.
Sono lì per darvi un assaggio di quello a cui Dickens, tra le altre cose, faceva attenzione: non era soltanto un uomo visivo, ma anche ‘sonoro’ -se così si può dire- perché registrava nella memoria anche i modi di esprimersi delle diverse persone che incontrava e soprattutto origliava, trovandosi a passare di lì -per poi metterli in bocca ai suoi personaggi. Certo, personaggi di carta, ma che tornavano in vita grazie ad un’espressività così ricca e differenziata, così vera.


E poi continuate a lasciarvi portare per mano attraverso quei tempi lontani, attraverso quadri che mostrano la Londra dell’epoca, così come la vedeva e la viveva Dickens; o ancora, vi imbatterete nelle prime edizioni originali dei manoscritti dickensiani, nei suoi fogli scritti segnati e riscritti, nei manifesti di quelle opere teatrali del tempo per cui Dickens andavo pazzo, il tutto gelosamente conservato dentro a delle teche protettive. Fra gli oggetti che appartenevano a Dickens spicca un teatrino in legno con il quale si divertiva ad inscenare le storie inventate per la famiglia e per gli amici, ed i simboli del suo lavoro: la sedia ed il tavolo su cui si accingeva a scrivere.


Eppure ciò che ha magnetizzato il mio sguardo mentre i minuti scorrevano veloci è stato il quadro di Robert William Buss “Dickens’ Dream”.

La storia di quest’opera è a dir poco commovente, e dimostra quanto uno scrittore possa incidere nella vita delle persone, anche solo brandendo, come unica arma, la propria penna. Buss, a cui era stata commissionata l’illustrazione de “Il circolo Picwick”, non aveva soddisfatto i propri editori, ed era stato sollevato dal suo incarico piuttosto sommariamente.
Nonostante ciò, non aveva mai provato risentimento contro un autore di cui rimase fino alla fine un ammiratore leale, tanto da continuare a ritrarlo nei suoi lavori. Questo, in particolare, è stato iniziato dall’artista non appena appresa la notizia della morte di Dickens, nel giugno del 1870. Vi è ritratto il grande Charles, seduto nel suo studio di Gad’s Hill Place e circondato dal turbinio di molti dei suoi personaggi. Purtroppo l’autore non riuscì a portare a termine l’opera perché morì nel 1875, ma ciò nulla toglie alla sua capacità di trasmettere la forza con cui l’autore immaginava e concepiva i suoi personaggi, così veri -azzarderei- da poterli sognare in tutti i loro dettagli.


Ma continuiamo, acceleriamo il passo e … ci fermiamo di già un’altra volta perché ci troviamo davanti ad una mappa della Londra di Dickens. Al centro, protagonista, il Tamigi, non ancora coperto da tutti i ponti di oggi. E mi immagino Dickens, a vagabondare per quelle strade, alla ricerca di un suono, di un’immagine da far rivivere tra le sue pagine, da far scaturire dal suo inchiostro. Ebbene sì, lo ammetto: non sono l’unica ad averlo fatto. Anzi, William Raban non si è fermato all’immaginazione, bensì ha deciso di girare un vero e proprio cortometraggio per ripercorrere i passi del maestro del romanzo inglese. Nella parte finale della mostra troverete una saletta dove accomodarvi, rilassarvi e gustarvi un filmato che Raban ha girato di notte per le strade di Londra, 150 anni dopo Dickens.

Non è stato un lavoro facile, spesso il regista tornava a casa con niente di buono da tenere per il montaggio, però, intrufolandosi nelle vite notturne degli altri, ne è uscito con un’opera estremamente interessante, e con molti nuovi amici. Ciò che fa di questo piccolo film una piccola opera d’arte è l’abbinamento delle immagini della Londra notturna di oggi, e dei suoi attori-abitanti, con le parole del Dickens di allora, costretto a vagabondaggi continui dalla propria insonnia. Sembra un accordo stonato, detto così, a parole, ma vi garantisco che questo insolito abbinamento ci fa sentire Dickens uno scrittore ancor più moderno e ci illumina su come sia stato forse il primo a descrivere così bene quella che, in definitiva, è la prima città moderna d’Europa.


Infine, ad accrescere ancora di più lo spessore di questa mostra, c’è l’esposizione di Suki Chan, dal titolo Sleep Walk, Sleep Talk”. Anche questa videoinstallazione prende ispirazione dalle passeggiate notturne di Dickens, abitudine condivisa dall’artista creatrice delle foto panoramiche di una Londra notturna, che sembra mostrarsi tra sonno e veglia.


Se avete ancora del tempo, e volete dedicarlo ancora una volta al nostro caro vecchio Charles, allora posso consigliarvi un’altra destinazione: il Museo di Charles Dickens, che si trova nella casa in cui lo scrittore ha vissuto dal 1837 al 1839. In una via tranquillissima, vicino a Russell Square, il museo passa quasi inosservato nella fila di case che lo ingloba. Al suo interno potrete vedere numerosi ritratti dei membri della famiglia Dickens, vari manoscritti, lo studio dell’autore, dipinti, schizzi, e anche alcuni vestiti.
Il tutto conservato davvero benissimo, e integrato da un video sulla vita dell’autore che viene proiettato in continuazione nel piano interrato.

Dopo tutte le scale che avrete salito, e quelle che avrete sceso per prendere the Tube; e dopo le corse, per riuscire a concentrare le vostre visite dickensiane in un’unica giornata, muovendovi da una parte all’altra di Londra, ora è tempo di concedervi una piccola, dolce tregua. Il delizioso caffè al piano terra dell’accogliente casa-museo vi prenderà tra le sue poltrone, con una tazza di tè ed una fetta torta.

Ma fate attenzione: è un lusso che vi potrete concedere soltanto fino ad aprile 2012! Riaperto nel dicembre 2011, il museo richiuderà già i battenti ad aprile per lavori di manutenzione. Non perdetevi la ciliegina!


 

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