Mirella Serri presenta “Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980)”

Ada Rocha Postato da Ada Rocha in Eventi > gruppi di letture/reading > incontri letterari > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 28 febbraio 2012 presso la Biblioteca Comunale Centrale – Palazzo Sormani, Sala del Grechetto Via F. Sforza, 7 (Milano), alle 18:00.
L'evento...

Mirella Serri

presenta

“Sorvegliati Speciali”
Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980)

“Attenti al lupo (rosso) !”

Martedì 28 febbraio alle ore 18 Mirella Serri presenta “Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980)” presso la Biblioteca Sormani di Milano.

Interviene Gad Lerner e introduce Marilena Poletti Pasero.


Le vicende di cui si occupa l’opera della Serri si svolgono a partire dal secondo dopoguerra e si intensificano in epoca scelbiana, quando l’intellighenzia di sinistra viene schedata in quanto ritenuta covo di potenziali sovversivi e longa manus della propaganda dell’opposizione.

“Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980)” è un libro che mette a nudo l’attività di “spionaggio” a cui sono stati sottoposti numerosi intellettuali “di sinistra” nel periodo della nostra storia che va, appunto, dal 1945 al 1980. Sono tante le virgolette perché queste parole non possono – e non devono – richiamare alla memoria immagini del tipo Le vite degli altri della Germania comunista dell’est. Si tratta di flebili supposizioni poliziesche basate su superficiali letture di un’attività artistica spesso indirettamente collegata ad ambienti di sinistra. Di materiale per farci un film di alta tensione psicologica, insomma, ce n’è ben poco.

Ad ogni modo è interessante andare a frugare tra i rapporti della polizia del tempo, attraverso le ricerche della Serri, e scovare quali sono i nomi illustri che ci sono finiti dentro.

In un documento del 1945 si legge che tutto il mondo dello spettacolo è “infiltrato di comunisti e sostenuto dai loro giornali, così che, quando la censura si abbatte con la sua mannaia, i produttori, da Ponti a De Laurentiis, scatenano una canea”.  (fonte: http://marioavagliano.blogspot.com/2012/02/gli-intellettuali-spiati-dai-gendarmi.html)

Cominciamo, ad esempio, con Vittorio de Sica, il cui film Stazione Termini è stato prodotto “contro il volere dell’onorevole Andreotti” .
(fonte: http://marioavagliano.blogspot.com/2012/02/gli-intellettuali-spiati-dai-gendarmi.html).

Continuiamo con Vittorio Gassman, macchiato della colpa di essere politicamente influenzato dal regista Luchino Visconti, “notoriamente affetto da omosessualità”, e descritto ancora come “estremamente intelligente, ma dal temperamento sensibile e irrequieto. Certamente ha subito l’influenza dell’ambiente filocomunista che predomina nel teatro”. (fonte: http://marioavagliano.blogspot.com/2012/02/gli-intellettuali-spiati-dai-gendarmi.html)

E poi è la volta di Eduardo De Filippo: apertamente antifascista, si pensa sia attivo nel Pci per via della bocciatura di due suoi progetti cinematografici.
Ecco come gli spioni cercano di spiegarsi il sorprendente fatto che il grande intellettuale si ritrovi a capo di un gruppo culturale napoletano fiancheggiatore del Pci: “La partecipazione del De Filippo dev’essere frutto di un deplorevole opportunismo e, forse, di dispetto verso gli organi governativi e gli ambienti ufficiali dello spettacolo”. (fonte: http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/il-libro/articolo/lstp/441527/ )

Ma la lista degli spiati a rischio gendarmi è ancora lunga: andiamo da Alberto Asor Rosa a Cesare Zavattini, da Nanni Balestrini a Giorgio Bocca, Italo Calvino, Giovanni De Luna, Giangiacomo Feltrinelli, Gianfranco Funari, Renato Guttuso, Dario Fo, Franca Rame, Alberto Moravia, Elsa Morante, Dacia Maraini, Paolo Liguori, Cesare Musatti, Eugenio Scalfari, e avanti ancora per tutti i tre decenni che coprono il periodo di governo democristiano.

Ogni nome in quei registri finisce per essere la triste espressione di una grottescamente ridicola caccia al lupo rosso … che non c’è. L’espressione di un potere che alternatamente cerca di assicurarsi il consenso del Vaticano con la destra, e quello degli Stati Uniti con la sinistra. Molto spesso, infatti, quegli intellettuali sono vicini agli ambienti di sinistra in termini candidamente ingenui, altre volte per puro opportunismo.

Per un altro verso, Mirella Serri mette a nudo anche le incoerenze di quella schiera di intellettuali che, pur professandosi comunisti, non si comportavano poi in linea con le proprie professioni di fede.

Pronti ad alimentare un’immagine utopistica e mitizzata dei paesi sovietici, disertavano poi le occasioni in cui era richiesta una prova vera del loro credo. L’autrice porta l’esempio di Emilio Lussu che il 4 febbraio del 1951, al cinema Adriano di Roma, racconta come sia impossibile trovare “un fuciletto o un carro armato” come regalo per il figlio nei negozi vicino Mosca perché, citando un negoziante: “Ai bambini sovietici sono sconosciuti i giocattoli che riproducono ordigni di guerra”. (fonte: http://www.blitzquotidiano.it/libri/sorvegliati-speciali-intellettuali-spiati-mirella-serri-1117892/)

Oppure, ancora, Carlo Salinari descrive con queste parole le condizioni di vita degli operai russi: “I lavoratori, a differenza di quelli italiani, operano in un ambiente di assoluta serenità e di grande conforto, il che li sprona a dare il massimo contributo per le realizzazioni industriali”. E aggiunge: “si può persino criticare l’impostazione del lavoro, esprimere dubbi, perplessità”. (fonte: http://www.blitzquotidiano.it/libri/sorvegliati-speciali-intellettuali-spiati-mirella-serri-1117892/) 

Gli unici che sembravano abbastanza lucidi da non omettere gli eccidi di Stalin e i successivi delle truppe sovietiche in Ungheria erano i radicali.

Nel complesso l’ultimo di lavoro di Mirella Serri si presenta quindi come un’opera in cui vengono messe a nudo da una parte attività sotterranee travisanti la realtà delle cose, e dall’altra apologie fumose dietro le quali poco o niente di criticamente solido si cela.


Mirella Serri insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma. Ha dedicato saggi ai maggiori autori contemporanei. Ha pubblicato, tra l’altro, “Carlo Dossi e il racconto” , “Storie di spie. Saggi sul Novecento in letteratura”, “Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista” , “I redenti” , “I profeti disarmati” . Ha curato “Doppio diario di Giaime Pintor. 1936-1943”, e ha partecipato al volume collettivo “Il Novecento delle italiane” . Ha realizzato trasmissioni culturali per la tv. Collabora a L’espresso, La Stampa, Ttl, Corriere della Sera-Magazine.

 

 


Evento organizzato da ULI

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