Bicentenario della nascita di Charles Dickens

L'evento...

2012: “Odissea dickensiana”


(fonte: http://www.decorarconarte.com)

Signori e signore, è iniziato l’anno di Mr Dickens!

Sembra un’esagerazione, ma davvero tutto il pianeta letterario (perlomeno quello anglo-sassone; n.d.r) si sta dando da fare per ricordare il grande scrittore inglese nella migliore maniera possibile, come a volergli dare un ennesimo caloroso saluto, al di là del tempo.

Ed il duecentesimo compleanno non è certo un avvenimento come un altro: ecco perché è stata istituita una vera e propria organizzazione con il compito di gestire e coordinare tutte le iniziative ideate per l’occasione, Dickens 2012. Più che un’organizzazione la si potrebbe definire un continuo evento composito che ruota attorno alla persona di Dickens, e che si disloca in tutto il globo.

Nonostante lo scrittore vittoriano fosse originario di Porstmouth la sua opera non conosce confine, né di spazio né di tempo. Istituzioni e organizzazioni dei paesi più disparati hanno allora deciso di unirsi per ricordare questo grande maestro della narrazione.

Le celebrazioni ufficiali sono cominciate nell’Abbazia di Westminster, dove il principe del Galles Carlo e la duchessa di Cornovaglia Camilla hanno reso omaggio alla tomba dello scrittore. All’evento hanno partecipato anche alcuni attori di spicco, tra cui Ralph Fiennes, al quale è stata affidata la lettura di un estratto da “Bleak House” (“Casa desolata) e che sarà protagonista di un adattamento del romanzo “Great Expectations” (Grandi speranze). Ecco di seguito alcune delle parole con cui il principe Carlo ha deciso di ricordare l’autore:

“La parola ‘dickensiano’ rievoca immediatamente un’immagine vivida della vita vittoriana, con tutti i suoi contrasti e i suoi intrighi, e la sua caratterizzazione è tanto attuale oggi quanto lo era nel giorno in cui è stata scritta. Non è un caso che a Portsmouth l’enfasi delle celebrazioni sia posta sul giovane Dickens, e apprendo con grande piacere che i progetti si propongono di sfruttare il bicentenario come un mezzo per incoraggiare l’istruzione, la scrittura creativa e varie rappresentazioni nelle scuole di tutta la città”.
(fonte:http://www.ibtimes.co.uk/articles/294830/20120208/prince-charles-dickens-bicentenary-200th-anniversary-wreath.htm)

Nella città d’origine dell’autore è stato proprio uno dei suoi discendenti a parlare alla folla riunita davanti alla casa in cui Dickens è nato.

Per dare un po’ di ordine al ricco calendario di eventi fornito da Dickens 2012, il sito stesso offre una presentazione suddivisa per tipologia di manifestazione. Percorriamola assieme per capire che cosa non dobbiamo assolutamente perdere quest’anno:

Film, TV e radio – fin dal 1901, anno della prima proiezione dell’adattamento di Canto di Natale, si è continuato a trasporre le opere di Dickens dalla pagina al grande e piccolo schermo. Colpisce davvero sapere che ogni romanzo di Dickens è stato riadattato almeno due volte. Per celebrare il bicentenario la proiezione di queste opere verrà intensificata come mai prima, e anche la BBC le trasmetterà nei suoi canali televisivi e radiofonici.

Letteratura ed istruzione – continuando il grande sogno di Dickens, si spargeranno per il mondo letture pubbliche, workshop per adulti e bambini, attività educative, e anche lezioni di scrittura creativa e gare di penna. Ne sarà soddisfatto lo spirito di Dickens, grande sostenitore della cultura e dell’arte come strumenti per migliorare la società.

Mostre – un punto nevralgico di queste commemorazioni è la scoperta di tutto ciò che ha costituito l’ispirazione del grande Charles Dickens. Diverse mostre in Svizzera, Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna sono state pensate per mettere in risalto i collegamenti tra l’ambiente e il tempo dell’autore da una parte, e la sua opera dall’altra. Tra queste la più suggestiva e ambiziosa è quella che ci presenta l’autore in un intreccio magico con la città che più gli ha dato e a cui più ha lasciato: Londra.

Teatro e spettacoli – tra Dickens e il teatro c’è un legame molto forte, tanto che lo stesso scrittore da giovane aveva sognato di diventare attore. Viene dunque offerta la possibilità di assistere alla messa in scena di opere con adattamenti tradizionali e sperimentali, per mantenere vivo lo spirito popolare delle opere dickensiane.

Festival – infine, sono state previste anche iniziative che si protrarranno per più giorni e che continueranno anche dopo la fine dell’anno, una sorta di eredità delle celebrazioni del bicentenario.

Un esempio? Potrete imparare a costruire da voi i giocattoli che piacevano tanto ai bambini dei tempi di Dickens.

Per concludere questo excursus sulle tante iniziative per mantenere acceso il ricordo di Dickens, non può mancare un accenno anche alla serie di francobolli che la famiglia reale ha dedicato all’amato scrittore. Ne vedete due in questo articolo: il primo raffigurante un’illustrazione originale di Mr Pickwick, e l’altra invece tratta dall’opera Nicholas Nickleby.

La collezione completa dei dieci francobolli entrerà in circolazione a giugno e vedrà come protagonisti i personaggi che più hanno marcato il ricordo dei lettori, tra cui Oliver Twist, David Copperfield e “A Tale of Two Cities” (Racconto di due città)

Per avere sempre sotto controllo la miriade di eventi in programma la cosa migliore da fare è tenere regolarmente sott’occhio il sito, che vi informa giorno per giorno di cosa sta accadendo e accadrà (o vi siete, sfortunatamente, persi) nell’universo dickensiano.

Prima di lasciarvi a Dickens e ai suoi festeggiamenti riportiamo le parole del Reverendo Dr. John Hall, decano di Westminster, pronunciate nel giorno del duecentesimo compleanno di Charles:

“L’umanità e la compassione di Dickens hanno avuto un impatto straordinario sull’Inghilterra vittoriana attraverso i suoi scritti, che continuano ad essere oltremodo popolari. Questo bicentenario dovrebbe aiutare a rinnovare i nostri impegni per migliorare i tanti emarginati del nostro tempo”.
 (fonte: http://www.ibtimes.co.uk/articles/294830/20120208/prince-charles-dickens-bicentenary-200th-anniversary-wreath.htm)

«Quanto forti ci arrivano le parole dickensiane? O meglio, quanto intensamente ascoltiamo il loro messaggio?»

 

 


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