“I torinesi” e “I napoletani”

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Questo evento si è tenuto il 14 febbraio 2012 presso Biblioteca Sormani, Sala del Grechetto (Milano), alle 18:00.
L'evento...

“I torinesi” e “I napoletani”

Doppio appuntamento alla Biblioteca Sormani di Milano

Martedì 14 febbraio, presso la Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani di Milano, Nord e Sud si confrontano nel doppio incontro che vedrà protagonisti Osvaldo Guerrieri con “I torinesi”, e Francesco Durante con “I napoletani”, volumi usciti entrambi per l'editore Neri Pozza e inseriti in una serie dedicata agli abitanti delle varie regioni dello Stivale.

L'appuntamento è alle ore 18.

Dialoga con gli autori Antonio Franchini.


Padri dell'Italia, i torinesi, da quando Cavour unificò la nazione nel lontano 1861, suscitando probabilmente più malumori che entusiasmi in quelle regioni della penisola (soprattutto al Sud) che nell'esercito piemontese vedevano un invasore deciso a spazzar via tradizioni secolari, a imporre leggi, a riscuoter tasse. è da allora, forse, che i torinesi hanno assunto nell'immaginario collettivo il volto dell'autoritarismo, dell'obbedienza alle regole, del rigore che poco spazio lascia alla creatività.

A ben vedere, però, creativo -di più, geniale- questo popolo lo è stato in vari campi, come fa notare Osvaldo Guerrieri nel volume “I torinesi”, una sorta di galleria dei tanti personaggi che hanno lasciato un'impronta significativa nella storia di Torino (e non solo) degli ultimi 150 anni. Fra questi troviamo l'architetto della Mole Alessandro Antonelli; Francesco Cirio, colui che fece nascere l'industria conserviera in Italia; l'inventore della penna a sfera Marcel Bich; la signora Lenci, con le bambole di pezza che portano il suo nome, veri e propri oggetti del desiderio per i collezionisti di tutto il mondo. E poi -come dimenticarli?- il padre della Fiat Gianni Agnelli, o i grandi intellettuali, poeti, artisti e scrittori del Novecento, da Guido Gozzano a Piero Gobetti, da Felice Casorati a Carlo e Primo Levi, da Mario Soldati ad Amalia Guglielminetti.

“Il paesaggio napoletano ha ispirato milioni di quadri, e un passatempo divertente del girare a vanvera per i musei del mondo può consistere nel cercare di riconoscere da lontano la roba nostra che vi è custodita in gran copia”

Più che un territorio geografico, una condizione dell'essere: non Napoli, ma la “Napoletanità”, definibile come un impasto misterioso e affascinante di tradizioni e linguaggi sedimentatisi nel corso di millenni attraverso l'apporto delle civiltà più diverse, ciascuna delle quali, in questo pezzo di Sud, ha lasciato un po' di sé. Una segreta alchimia di tratti quali astuzia, buffoneria, pigrizia, opportunismo, ironia e istrionismo: questa l'identità napoletana celebrata dalla canzone e dalla letteratura partenopea, quasi irrigidita in uno stereotipo, nel tipo fisso del “napoletano”, visto come l'incarnazione delle contraddizioni di una terra in cui convivono la serenità del mare e la minacciosa presenza del Vesuvio. Così i napoletani, almeno in teoria: sì, perché nella pratica, nella quotidianità concreta e presente, anche qui come in qualsiasi altra parte del mondo bisogna fare i conti con l'omologazione, con modelli culturali e di consumo che si ricalcano identici dai grandi centri alle periferie, da Nord a Sud, cancellando le particolarità locali o riducendole a folklore.

Fondato su una ricchissima documentazione storica, “I napoletani” di Francesco Durante ripercorre l'identità di questo popolo, fra ieri e oggi, fra mito e realtà: lo fa mettendo a confronto “Teoria” e “Pratica” (ciascuna delle quali analizzata in due sezioni distinte), per capire quanto sia ancora possibile farle dialogare e, soprattutto, per scoprire cosa resta, oggi, dell'originalità napoletana in un orizzonte d'imperante conformismo.


Gli autori

Osvaldo Guerrieri
Originario di Chieti, vive a Torino. è giornalista e critico teatrale deLa Stampa, attività questa che gli è valsa, nel 2003, il Premio Flaiano per il Teatro. Si occupa anche di narrativa ed è autore dei romanzi “L'archiamore”, “Un padre in prestito”, “Natura morta con violino oltremare”, “L'insaziabile”; e delle raccolte di racconti “L'ultimo nastro di Beckett e altri travestimenti” e “Alè Calai”.

Francesco Durante
Nato ad Anacapri e residente a Napoli, Francesco Durante è caporedattore delCorriere del Mezzogiorno, ma anche esperto di letteratura italoamericana, critico letterario e scrittore. Ha tradotto opere di grandi autori stranieri, quali Bret Easton Ellis, Raymond Carver, John Fante, William Somerset Maugham. Fra i volumi di cui è autore ricordiamo “Italoamericana. Storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti” (da cui il regista Davide Livermore ha tratto una riduzione teatrale) e “Scuorno”, vincitore del Premio Vittorini nel 2009.


L'evento è organizzato in collaborazione con Unione Lettori Italiani

 

 


Evento organizzato da Biblioteca Sormani e pubblicato anche qui!

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