Per la pace perpetua di Immanuel Kant

Il commento...

“Per la pace perpetua”

di Immanuel Kant

Lo so, lo so...non appena sentiamo il cognome “Kant” ripiombiamo in incubi trascendentali: interrogazioni liceali a dir poco critiche, pomeriggi di sole spesi su manuali di filosofia mentre la ragione e l'intelletto (per una volta d'accordo) giudicavano impietosamente il nostro sguardo perso nel vuoto fino a farci capitolare: “io puramente, praticamente non penso!”

Ma ve lo garantisco, questo libricino è diverso e andrebbe letto nelle ore di Educazione Civica alla scuola dell'obbligo: qui si parla di diritto e si progetta una struttura concreta (a livello sia mondiale sia statale) che non solo favorisca, ma perpetui la pace.

Come in una Costituzione, così nel testo di Kant troviamo principi fondamentali e articoli definitivi e, ve l'assicuro, ci stupiremo di quanto gli uni e gli altri siano attuali: l'autodeterminazione e il principio di non ingerenza tra gli stati; la necessità di una costituzione repubblicana fondata su libertà, diritto comune e uguaglianza; il diritto internazionale fondato su una federazione di stati liberi e il principio cosmopolita dell'ospitalità universale.

Non è abbastanza contemporaneo? Vi sembra tutto complicatissimo, al limite dell'incomprensibilità? ...allora devo svelare una chicca che sa proprio di ultim'ora!

Nelle pochissime pagine che costituiscono il saggio c'è posto per un'appendice che svela le massime dei “moralisti politici”, di modo da poterle riconoscere come incompatibili col progetto di pace perpetua:

- “Fac et excusa”: usurpa pure, potrai sempre giustificare a posteriori la violenza mentendo

- “Si fecisti nega”: scarica il barile; se fai qualcosa di male nega con tutte le forze di esserne responsabile, per esempio sostieni di essere stato frainteso o dai tranquillamente la colpa a qualcun altro

- “Divide et impera”: metti zizzania; agita le acque e metti gli uni contro gli altri gli stati tuoi avversari o i leader del tuo popolo, così sarà molto più semplice dominarli

Credete che Herr...come si chiama?...ah, sì Kant abbia fatto un uso criminoso della penna? Beh...ma allora vedete che siamo proprio sul pezzo?

 

 

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