“Se no che gente saremmo”

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 26 gennaio 2012 presso Auditorium Scuola Sandro Pizzi, Ricengo (Cremona), alle 21:00.
L'evento...

“Se no che gente saremmo”

 

Una leggenda del calcio d'altri tempi rivive giovedì 26 gennaio all'Auditorium della Scuola Sandro Pizzi di Ricengo (in provincia di Cremona), dove alle ore 21 Gianfelice Facchetti racconta la storia di suo padre Giacinto nelle pagine di “Se no che gente saremmo”, edito da Longanesi.


“Lui era così: fermo e riflessivo perseguiva i suoi obiettivi con i tempi e gli spazi che trovava, sicuro prima o poi di farcela. «Ho sempre giocato per vincere. Anche da ragazzo, quando si giocava per strada si giocava per vincere. Non ho mai capito come si possa giocare e non cercare di vincere. Se non ci riesci, va bene, l’importante è sapere che hai fatto tutto il possibile», così pensava”

Era il 1961 quando Giacinto Facchetti fece il suo esordio in serie A, nell'Inter di Helenio Herrera. Dagli anni Sessanta all'inizio dei Settanta con la squadra nerazzurra vincerà tutto, due Coppe Campioni, quattro Scudetti, due Coppe Intercontinentali e una Coppa Italia, fino a farsi notare anche in Nazionale, conquistando da capitano gli Europei del 1968 e il secondo posto ai Mondiali di Messico '70, dopo la storica vittoria per 4-3 sulla Germania Ovest.

Bandiera di un calcio pulito, esempio di integrità, lealtà e tenacia, il ricordo di Facchetti che ritorna in questo volume è l'istantanea del calcio di una volta e restituisce un'emozione simile a quella che si prova nello sfogliare un vecchio album di figurine, raccolte quando si era ragazzini e custodite con la stessa sacralità di un cimelio storico.

Oltre a ripercorrere i fasti della “Grande Inter” -in un'emozionante moviola che mette insieme derby, goal e vittorie-, “Se no che gente saremmo” è soprattutto la storia di un rapporto fra padre e figlio, raccontato proprio da quest'ultimo: la fede calcistica di Giacinto, il rispetto per l'avversario -fuori e dentro il campo- e la determinazione nell'inseguire i sogni si tramandano nel figlio Gianfelice, che pur ha preferito al calcio il lavoro in teatro. Per lui, nascere e crescere all'ombra di questo “gigante buono” -precisissimo nella sua fissazione per i capelli sempre in ordine e, sul rettangolo di gioco, “pronto e preparato a combattere fino alla fine con tutta la sua gentilezza”- è stata una stimolante sfida quotidiana.

L'autore
Formatosi presso la scuola di teatro Quelli di Grock, Gianfelice Facchetti è autore, regista e interprete di spettacoli teatrali, fra i quali ricordiamo “Nel numero dei +”, sul tema della spettacolarizzazione della morte, e “Bundesliga '44”, tragicommedia sul rapporto fra sport e potere. Scrive per il Corriere della Sera , dal 2000 collabora con diverse realtà teatrali educative come la Casa circondariale di Monza e l'Istituto dei ciechi di Milano, oltre a lavorare con la compagnia teatrale Facchetti/De Pascalis. In tv ha recitato nelle fiction “Il grande Torino” e “Il Pirata. Marco Pantani”, mentre al cinema è stato fra gli interpreti de “L'aria del lago”.

 

 


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