“La scena perduta”

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 26 gennaio 2012 presso Feltrinelli Libri e Musica, via de' Cerretani 30r (Firenze), alle 17:30.
L'evento...

“La scena perduta”

Giovedì 26 gennaio a Firenze, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica (in via de' Cerretani 30r), alle ore 17:30 appuntamento con lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua, che presenta il suo ultimo romanzo “La scena perduta”, pubblicato in Italia da Einaudi e tradotto da Alessandra Shomroni.


Una camera d'albergo in un ex ospedale di pellegrini trasformato in hotel di lusso. Mobili vecchi e lucidi, armadi intarsiati e tende di velluto alle finestre, che si aprono su un'enorme piazza lastricata con al centro una cattedrale dalle guglie giallastre. Dietro, un'altra spianata ospita un angelo di pietra con la spada sguainata.

Nelle pagine de “La scena perduta” si respira il fascino misterioso della Galizia, scenario ideale per quel mix di sacro e sensuale con cui Abraham B. Yehoshua condisce una storia che porta impresso su di sè il marchio dell'autore, divenendo una sorta di biografia artistica e, più ancora, un viaggio nei meccanismi della creatività espressiva.

Un regista israeliano quasi settantenne, Yair Moses, viene invitato a Santiago de Compostela per presenziare a una retrospettiva cinematografica organizzata in suo onore. Con lui c'è l'inseparabile Ruth, attrice protagonista di molte sue pellicole e donna con la quale Moses intrattiene un'altalenante relazione amorosa. Una serie di coincidenze disseminate con studiata casualità riveleranno ben presto il soggiorno in quest'angolo di Spagna come un luogo simbolico di bilanci esistenziali, una sosta obbligata in cui incontrare i fantasmi del passato e riflettere sulle conseguenze di una scelta fatta molto tempo prima e capace di segnare profondamente il presente.

Ora a Moses pare di rivederla, quella scelta, dipinta su una tela che campeggia nella camera d'albergo che divide con Ruth: c'è un uomo vecchio e calvo, patito nel fisico, un prigioniero condannato a morire di fame, e davanti a lui una giovane donna, con i seni scoperti, nell'atto di avvicinare il suo petto alla bocca dell'uomo per allattarlo. è una rappresentazione del mito di Pero e del padre Cimone, tema iconografico che ha ispirato numerosi artisti e qui riproposto nell'interpretazione di un quasi sconosciuto pittore del Seicento, Matthias Meyvogel, che intitola la tela “Caritas romana”.

Moses non ha mai visto prima il quadro, ma l'immagine gli è familiare perché assomiglia in maniera impressionante a una scena che Shaul Trigano, il talentuoso e un po' folle sceneggiatore con il quale lavorava in passato, gli aveva proposto come finale di un film girato insieme. Quella scena, in realtà, non venne mai realizzata, perché sia Moses che Ruth (che doveva esserne l'interprete) la giudicarono troppo scandalosa e perturbante nel suo intreccio di passione e pietà cristiana.

A seguito del rifiuto si romperà il sodalizio artistico fra Moses e Trigano, la loro amicizia e la relazione sentimentale fra lo sceneggiatore e Ruth. Da quel momento, soprattutto, si aprirà una nuova fase della carriera di Moses, che lascerà da parte le pellicole simboliche e surreali degli esordi per abbracciare la strada del realismo.

La forza dirompente dell'immaginazione condotta nei binari della normalità, il perturbante tenuto a bada: è la scelta giusta? Oppure l'arte ha bisogno di recuperare una carica simbolica che le permetterebbe di decifrare la realtà oltre il suo strato più superficiale?

La retrospettiva organizzata in onore di Moses, così orientata a prendere in considerazione quasi esclusivamente le sue prime pellicole, sembra voler suggerire proprio quest'ultima risposta: una riconciliazione con la più geniale e folle libertà espressiva, e una riconciliazione anche con Trigano, perché è proprio l'ex collaboratore ad aver organizzato la rassegna, per costringere Moses a fare i conti, una volta per tutte, con le ossessioni del suo passato.

L'autore

Nato a Gerusalemme nel 1936, Abraham B. Yehoshua è docente di letteratura comparata presso l'Università di Haifa. Impostosi come uno degli scrittori israeliani più noti al mondo, ha al suo attivo numerosi romanzi, fra i quali ricordiamo: “L'amante” (tradotto in quindici lingue), “Un divorzio tardivo”, “Ritorno dall'India”, “Viaggio alla fine del millennio”, “Tre giorni e un bambino”, “Il responsabile delle risorse umane”, “Fuoco amico”.
Suoi anche i saggi “Il potere terribile di una piccola colpa. Etica e letteratura”, “Antisemitismo e sionismo”, “Il labirinto dell'identità. Scritti politici”, e la commedia “Possesso”.

 

 


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