“In forma di Libro”. In mostra le opere di Jean-François Bory

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > mostre tematiche
Questo evento si è tenuto dal 26 novembre 2011 al 28 gennaio 2012 presso Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti (Modena) (tutta la giornata).
L'evento...

“In forma di Libro”

Mostra delle opere di Jean-François Bory

Poesia visiva, parole e immagini assemblate a formare veri e propri oggetti d'arte: l'edizione 2011-2012 della rassegna “In forma di Libro”  è dedicata alle opere del poeta e artista francese Jean-François Bory, esposte in una mostra inaugurata lo scorso 26 novembre e aperta al pubblico fino al 28 gennaio, presso la Biblioteca Civica d'arte Luigi Poletti di Modena.

Giunta alla sua tredicesima edizione, la rassegna “In forma di libro” è organizzata annualmente dalla Biblioteca Poletti, che quest'anno si avvale della collaborazione della Fondazione Berardelli di Brescia e del patrocinio del Centre Culturel Français di Milano.

Dopo la tappa a Modena, la mostra dei libri di Bory sarà ospitata in Francia, presso il Centre des Livres d'artistes di Saint-Yrieix-la-Perche, dal 15 febbraio al 15 giugno.


Cosa sono le parole e cos'è la poesia? Emozioni, sensazioni, stati d'animo esperienze: tutto questo e molto altro, ma prima di ogni altra cosa, prima dei contenuti e dei significati, le parole sono parole. Sequenze grafiche o foniche, tracce di inchiostro, catene di suoni. La lingua nelle sue componenti primarie, la lingua come materia prima da scomporre e ricomporre, oggetto da sperimentare per capire cosa c'è oltre l'espressione verbale.

 

La parola che supera se stessa, scoppia dall'interno: da oggetto di lettura diventa oggetto di visione.
Questi i presupposti da cui sul finire degli anni '50 nascono le sperimentazioni della cosiddetta “Poesia concreta”, una linea di ricerca che sposta l'attenzione dal contenuto al contenitore, dal significato al significante, riscoprendo il linguaggio nella sua materialità di strumento comunicativo, al di là del messaggio veicolato.

 

Nato a Parigi nel 1938, Jean-François Bory parte dalla poesia per così dire tradizionale -quella fatta di sola scrittura- per poi aprirsi all'esplorazione delle varie branche della poesia concreta, entrando in contatto -dall'inizio degli anni '60- con i gruppi sperimentali francesi. Partecipa a vari festival di poesia sonora, tra i quali “Text und aktionsabend II”, tenutosi presso la Kunsthalle di Berna nel 1968; ma è nell'ambito della poesia visiva che impone il suo genio, realizzando le opere più conosciute e apprezzate a livello internazionale, a proposito delle quali Sarenco ha scritto:

“Le pagine del libro non contengono segni tipografici che narrano il mondo, ma inglobano il mondo e i suoi conflitti: carri armati e soldati, animali mostruosi e uccelli rapaci dominano la letteratura dal suo interno, divorando metafore e allegorie, anacoluti e cesure, iperboli e licenze poetiche.
Bory ha ucciso storicamente Gutenberg: Gutenberg è storicamente finito”
 
(fonte:
http://www.artelabonline.com/articoli/view_article.php?id=3195)

Interessante notare che nello stesso periodo -gli anni '60- McLuhan dà alle stampe volumi quali “La galassia Gutenberg” e “Gli strumenti del comunicare”, all'interno dei quali illustra come, con l'avvento dei media elettrici, sia in atto una rivoluzione tecnologica che promette di sconvolgere in profondità la cultura occidentale, modellata sul paradigma della stampa: dire che Gutemberg è morto equivale a dire che la realtà verrà osservata con una logica che non sarà più quella lineare imposta dai caratteri tipografici. Per il sociologo canadese, al di là del contenuto “il medium è il messaggio”, il che significa analizzare i media come materie prime, nella loro capacità di cambiare i nostri schemi percettivi, indipendentemente da ciò che dicono. In qualche modo, -seppur su un versante non sociologico ma artistico- è la stessa risalita dal significato al significante tentata da Bory e da tutta la corrente della poesia concreta.

Per quanto riguarda il poeta francese, oltre a lavorare come artista visivo sulle forme di rappresentazione dell'oggetto libro (dai fotomontaggi alle composizioni tipografiche e alle sculture), non trascura l'attività editoriale e critica, pubblicando -dal 1965 a oggi- circa un centinaio fra romanzi, saggi, racconti per l'infanzia e raccolte poetiche. Fonda anche diverse riviste: nel 1966, insieme a Julien Blaine, Pierre Garnier, Jean-Claude Moineau e Jochen Gerz, “Approches”, punto di riferimento per la ricerca poetica sperimentale a livello internazionale; nel 1968, ancora con Jochen Gerz, la serie antologica di “Agentzia”; e nel 1970 “L'Humidité”, rivista italiana in lingua francese.

La sua attività creativa lo porta a entrare in contatto con artisti che si muovono nel campo della contaminazione fra parola e immagine: nel 1974, ad esempio, aderisce al “Gruppo internazionale di poesia visiva”, detto anche “Gruppo dei nove”, di cui fanno parte gli italiani Eugenio Miccini, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Michele Perfetti, il già ricordato Sarenco, l'olandese Herman Damen e i belgi Alain Arias-Misson e Paul De Vree. Al di fuori dell'Europa, stringe contatti con artisti sudamericani e giapponesi, come il poeta visivo Takahashi Shohachiro, la cui influenza è evidente in alcuni calligrammi per i quali Bory sceglie come soggetto degli ideogrammi giapponesi.

Il percorso espositivo allestito alla Biblioteca Poletti di Modena testimonia le varie anime di cui si compone la sfaccettata creatività di Bory, autore di libri d'artista, poeta, critico letterario e fondatore di riviste d'avanguardia. 


La mostra “In forma di libro” dedicata alle opere di Jean-François Bory è visitabile a ingresso gratuito, nei seguenti orari:

lunedì: 14.30-19.00
martedì-venerdì: 8.30-13.00/14.30-19.00
sabato: 8.30-13.00

 


Evento organizzato da la Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti e pubblicato anche qui!

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