“Io e Dio. Una guida dei perplessi”

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori
Questo evento si è tenuto il 10 gennaio 2012 a Trento, alle 18:00.
L'evento...

Vito Mancuso

presenta

“Io e Dio. Una guida dei perplessi”

“Questa vita, dentro cui siamo capitati nascendo senza sapere perché, ha mille ragioni per essere una grazia, e mille altre per essere una disgrazia: ma che cos’è che è vero? Che è una grazia, o una disgrazia? […] 
Rispondere a questa domanda significa parlare di Dio”

Martedì 10 gennaio, a Trento, due appuntamenti per riflettere sul rapporto fra l'uomo e il divino partendo dal saggio di Vito Mancuso “Io e Dio. Una guida dei perplessi” (Garzanti): alle ore 18 l'autore incontrerà il pubblico presso la Libreria Artigianelli (in via Santa Croce), mentre in serata -alle 21- la presentazione si ripeterà alla Parrocchia Sant'Antonio.


La scienza e la fede, la spiritualità e la materia, l'uomo e l'infinito: binomi tradizionalmente caratterizzati da una profonda tensione interna, come se fra i due termini che li compongono ci fosse una barriera difficile da oltrepassare. Scegliere, insomma, sembra la parola d'ordine: credenti o perplessi?

In “Io e Dio” Vito Mancuso prova a rispondere alla domanda proponendo una “terza via”, che non separa ma unisce, superando gli opposti e fondendoli nel dialogo. Fra l'uomo e il sacro -come emerge già dal titolo del volume- c'è congiunzione, una vicinanza che si lascia cogliere anche nella forma fonica delle parole (Io e Dio) e vale a scardinare secoli di filosofie e discorsi sul sacro da sempre improntati, almeno nella nostra tradizione occidentale, al principio di autorità. La fede è ciò cui si chiede di credere senza avere prove sensibili, qualcosa che vive al di fuori della sfera razionale (all'interno di una ragione di altro tipo), una tensione verso l'invisibile che nel corso della storia è stata spesso oggetto di facili distorsioni, strumento attraverso cui controllare l'uomo cucendogli addosso il modello del perfetto fedele, ubbidiente e rispettoso di una volontà divina imperscrutabile e autoritaria. Mancuso vuol affermare, invece, la necessità di riscoprire -anzi, di ri-costruire- un rapporto con il sacro permeato da una nuova consapevolezza: non si deve credere in Dio perché lo impone la Chiesa o perché lo dice la Bibbia, ma perché si percepisce nel proprio intimo una tensione verso il bene, la giustizia e l'amore che diventa la chiave -la “scintilla”, dice l'autore parlando del libro- per rispondere alla domanda sul senso ultimo del nostro stare sulla Terra, una domanda cui nemmeno l'uomo contemporaneo, dall'alto del progresso, può sottrarsi.

Dunque, la struttura argomentativa su cui si regge questo volume -ricco di riferimenti teologici e filosofici ma anche di riflessioni personali e di una viva passione per la verità- è il passaggio dal principio di autorità a quello di autenticità, il che significa riscattare la coscienza dalla gerarchia, liberare l'uomo dal dogma e riscoprire una religione che non imprigiona il singolo nelle gabbie di concetti astrusi e fumosi, ma lo spinge a interrogarsi, a vivere con partecipazione il proprio tempo.

Il rapporto con Dio è il rapporto con una dimensione più profonda della vita e dell'essere, cui non si può rinunciare, perché una società appiattita sul qui e ora, senza la capacità di guardare oltre, è una società impoverita dal punto di vista umano e culturale. Ben oltre il semplice elenco di precetti e proibizioni, al di là del decalogo di ciò che si può o non si può fare, la religione dev'essere ripensata come una ricerca della verità che non rifiuta la dimensione terrena, ma cerca per questa una nuova profondità.

L'autore
Teologo e docente presso la Facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano, Vito Mancuso è anche editorialista de la Repubblica e autore di volumi che hanno riscosso molto successo e altrettante critiche, per le posizioni non sempre allineate con le dottrine ecclesiastiche più conservatrici. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo “L'anima e il suo destino”, “Disputa su Dio e dintorni” (scritto a quattro mani con Corrado Augias) e “La vita autentica”.

 

 


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