Courmayeur Noir in Festival

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Questo evento si è tenuto dal 5 dicembre 2011 al 11 dicembre 2011 presso Courmayeur (Aosta) (tutta la giornata).
L'evento...

“Courmayeur Noir in Festival”
XXI edizione

Tra cinema, letteratura e televisione, in Valle d'Aosta l'atmosfera si fa torbida, piena d'ombre e di suggestioni da paura: è il clima che si rinnova nell'ormai tradizionale appuntamento con “Courmayeur Noir in Festival”, in programma nella località valdostana dal 5 all'11 dicembre.

Con uno sguardo rivolto all'attualità, il festival sceglie come filo conduttore di quest'edizione -la XXI- il tema dell'apocalisse, declinato però secondo una prospettiva laica e sociale, piuttosto che religiosa o meramente spirituale: più che il giorno del giudizio universale, più che lo scenario fantascientifico di una distruzione cosmica, l'apocalisse diventa il simbolo delle contraddizioni e del bisogno di rinnovamento dell'epoca che viviamo, un tempo di transizione che si lascia alle spalle modelli ormai logori per tendere verso un futuro privo di qualsiasi certezza.

Il noir, da questo punto di vista, si fa narrazione d'impegno civile e attraverso i meccanismi della fiction mostra ciò che potrebbe succedere nel momento in cui saltano i fragili equilibri su cui si regge la società. Il gesto criminale non è più riconducibile a una deviazione mentale del singolo, ma s'inserisce in una più ampia “malattia sociale” al cui contagio siamo tutti potenzialmente esposti, mentre il punto di discrimine tra colpevole e vittima appare labile.

Se in passato l'architettura del noir si reggeva su figure di eroi e antieroi, incarnazioni archetipiche del male in contrasto con il bene, oggi il vero protagonista non è un personaggio singolo, ma l'intero ambiente sociale: aveva cominciato Dickens (del quale si celebrerà a breve il bicentenario della nascita), con una radiografia della violenza urbana e della sopraffazione nella società industriale del XIX secolo, continuano scrittori e registi di oggi, che mettono in scena e sulla pagina noir con al centro la crisi finanziaria e le manovre criminali della globalizzazione; la paura e l'incertezza delle giovani generazioni verso il futuro; i concetti di colpa e responsabilità, che spingono verso una ristrutturazione anche semantica dell'idea di giustizia.

Dal binomio apocalisse e noir, nascono i due incontri di “Vedo nero”, nel corso dei quali scrittori e registi, ma anche giornalisti, economisti ed esperti di fisica nucleare si confrontano sulle trasformazioni che attraversano la nostra società, cercando di collocarle in un nuovo orizzonte di senso. La prima parte di “Vedo nero” (in programma venerdì 9 alle ore 10, presso Jardin de l'Ange) ha come titolo la domanda “Un'apocalisse ci salverà?” e vedrà confrontarsi il giornalista Ranieri Polese, l'economista Giulio Sapelli, lo studioso dell’immagine audiovisiva Gianni Canova, scrittori come Tullio Avoledo, Davide Dileo, Antonio Scurati Tommaso Pincio, l’ambientalista e critico letterario Valerio Calzolaio, il fisico nucleare e giallista Federico Tavola.

Nella seconda parte, invece, ci si misura con “La risposta del cinema italiano” nei confronti di tematiche d'impegno civile: se ne parlerà in compagnia del giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, insieme a  sceneggiatori, registi, giornalisti d’inchiesta e produttori di cinema e televisione (giovedì 8 ore 10, Jardin de l'Ange).

Prima di passare al dettaglio degli appuntamenti di carattere letterario, diamo uno sguardo al versante cinematografico, che vedrà come ospite d'onore di quest'edizione di “Courmayeur Noir in Festival” il regista Stephen Frears, del quale saranno riproposte due delle sue pellicole meno conosciute (“Gumshoe” e “Fail Safe”). Frears, che quest'anno ha ricevuto un premio alla carriera agli  European Awards dell’EFA, incontrerà poi il pubblico del festival in un incontro in programma il 10 dicembre.

Di grande rilievo anche il concorso con dieci anteprime assolute (tra cui il thriller finanziario “Margin Call” di J.C. Choran, che sarà presentato il 5 dicembre alle 21:30 presso il Palanoir 1); la selezione internazionale dei documentari (come l’esplosivo reportage “Il caso Khodorkovsky” sul processo che ha condannato il chiacchierato tycoon russo); la fascia delle novità televisive proposte insieme a FoxCrime (media partner della rassegna); l'arrivo di Dario Argento con le immagini in anteprima dell'attesissimo “Dracula 3D” (6 dicembre ore 22, Palanoir 1); il capolavoro horror del danese Benjamin Christensen “La scala di Satana” (1929), musicato dal vivo da Pivio e Aldo De Scalzi in occasione della chiusura del festival, sabato 10 dicembre -dopo le 22- al Palanoir 1.

Eventi speciali: Premio Chandler e Premio Scerbanenco

All'idea del noir come cartina tornasole della crisi del presente e dello smarrimento sociale è dedicato il Premio Raymond Chandler Award 2011, un premio alla carriera che quest'anno vede per la prima volta un ex aequo fra due autori che si muovono in uno stesso filone narrativo, quello del noir mediterraneo: si tratta di Andrea Camilleri, padre del notissimo Commissario Montalbano, e dello scrittore greco Petros Márkaris entrambi rappresentanti -e in qualche modo eredi- di un filone del noir che risale a Georges Simenon e considera il racconto di un delitto o di un atto criminale come strumento di denuncia di tutto ciò che di marcio esiste nella società.

Camilleri ha già ricevuto il riconoscimento in occasione della conferenza stampa di presentazione di “Courmayeur Noir in Festival”, tenutasi lo scorso 23 novembre a Roma, mentre Márkaris arriverà a Courmayeur per ritirare il premio giovedì 8 dicembre (ore 22, Palanoir 1) e incontrerà il pubblico del festival venerdì 9 (ore 12, Jardin de l'Ange).

Altro riconoscimento letterario assegnato durante il festival è il “Premio Giorgio Scerbanenco Courmayeur Noir in festival - La Stampa 2011”, che vede in gara cinque finalisti: Gianni Biondillo, con “I materiali del killer” (Guanda); Valerio Varesi, con “E’ solo l’inizio commissario Soneri” (Frassinelli); Donato Carrisi, con “Il tribunale delle anime” (Longanesi); Roberto Costantini, con “Tu sei il male” (Marsilio); Ugo Barbara, con “Le mani sugli occhi” (Piemme).
Gli autori saranno presentati a Courmayeur il 6 e 7 dicembre. Proprio nella serata di sabato 7 (alle ore 22, presso il Palanoir 1) verrà infine proclamato il vincitore.

Conversazioni con gli scrittori

Ricchissimo il programma che “Courmayeur Noir in Festival” dedica agli incontri con alcuni fra i massimi autori di genere noir della scena letteraria italiana e internazionale, tutti ospiti nello spazio di Jardin de l'Ange. 

Si comincia mercoledì 7 dicembre con il giallista svedese Thomas Kanger, che alle 12 presenta al pubblico del festival “L'uomo della domenica”, quarto romanzo di una serie che ha per protagonista il sergente di polizia Elina Wiik, questa volta alle prese con un vecchio caso di omicidio rimasto insoluto per venticinque anni e ora riaperto grazie a nuove tecnologie d'indagine.

Nel pomeriggio -a partire dalle 16- un doppio appuntamento che vedrà la presenza prima di Otto Penzler con “Millennium thriller”, un'antologia di alcune fra le migliori penne del noir americano di cui è curatore insieme a James Ellroy; e poi di Lawrence Block con “L'ottavo passo”, thriller che ruota intorno all'omicidio di un ex alcolista ucciso proprio alla soglia dell'ottavo passo, uno degli ultimi step che gli alcolisti anonimi devono compiere per redimersi.

Passando a giovedì 8, alle ore 12 incontriamo i giornalisti David Leigh e Luke Daniel Harding con “Wikileaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato”, un libro inchiesta dalla struttura di un thriller per conoscere la storia di uno degli uomini più discussi del nostro tempo.

Alle 16 arriva lo scrittore finlandese Matti Rönka con “L'uomo con la faccia da assassino”, primo libro di una serie di gialli con protagonista Viktor Kärppä, uomo dal passato incerto e in combutta con la mafia di Leningrado e i criminali di Tallin; mentre alle 17 c'è Chris Morgan Jones con il romanzo d'esordio “L'uomo dell'inganno”.

A partire dalle 18, invece, staffetta letteraria tra Federico Tavola con “Che bella vita”, thriller atipico che apre inquietanti sipari sui giochi di potere che legano ricerca scientifica e multinazionali interessate a sfruttare la tecnologia come mezzo di controllo socio-economico; e Andrea G. Pinketts, che ambienta il suo “Depilando Pilar” in una ormai decaduta “Milano da bere”, con al centro le figure dei tassisti, assassini e vittime allo stesso tempo, trascinati da incontrollabili raptus verso la violenza più estrema.  

Il primo incontro di venerdì 9 è con Petros Markaris, che alle 12 presenta “Prestiti scaduti”, una nuova indagine per il commissario Charitos, mentre alle 16 tocca ad Antonio Scurati con “La seconda mezzanotte”, romanzo apocalittico ambientato in un futuro non troppo lontano -il 2072- quando l'Impero Cinese ha ormai completamente soggiogato l'Europa. 

Nuovi scenari della criminalità organizzata, con il radicamento della 'ndrangheta in Piemonte e nel Veneto, vegono tracciati nel saggio “Mafie in movimento”, che Federico Varese presenta alle ore 17, prima di cedere la parola -a partire dalle 18- ad Alfredo Colitto con “Il libro dell'Angelo” -terza parte di una trilogia storica su Mondino de' Luzi-, e a Marcello Simoni con il best-seller “Il mercante di libri maledetti”, attualmente in cima alle classifiche editoriali.

La giornata di sabato 10 si apre con l'incontro sul tema “Charles Dickens & il noir”, che vedrà Adrian Wootton e Masolino D'Amico ripercorrere le origini del genere noir partendo dalla lezione di un grande maestro della letteratura moderna.

Alle 16 ospite sarà invece Stephen Kelman con il romanzo d'esordio “Soffiando via le nuvole”, che racconta di una famiglia appena arrivata dal Ghana e della lotta per il controllo del territorio da parte di band di adolescenti.
Chiudono il ciclo delle conversazioni con gli autori Ake Edwardson, che presenta “Grida da molto lontano”, e Michele Lo Foco con “Conversazioni sul non esserci”, in un doppio appuntamento che avrà inizio alle 17. 

Mini noir
A “Courmayeur Noir in Festival” il gusto del mistero non lascia indifferenti nemmeno i più giovani: per loro il calendario di “Mini noir” prevede un vero e proprio festival nel festival, fra incontri con gli autori e film in anteprima che animeranno la Biblioteca Comunale di Courmayeur e il Palanoir per tutte le giornate della rassegna, dalle ore 14:30 alle 19.

Fra i tanti appuntamenti in programma, segnaliamo tre conversazioni con gli autori, tutte in programma alle ore 17:30 presso la Biblioteca Comunale.

Si comincia martedì 6 dicembre con Ferdinando Albertazzi e il suo “Il clandestino”, un'inquientante storia che ha protagonista Roberta, una liceale bella e talentuosa che finisce strangolata da un cappio, lasciando il commissario Marchetti a interrogarsi su tre diverse ipotesi: incidente, suicidio oppure omicidio?

Giovedì 8 arriva Alessandro Gatti con “Sherlock, Lupin & Io. Il trio della dama nera”, avvincente giallo che con un gioco letterario mette insieme Sherlock Holmes e Arsenio Lupin, le cui vicende sono narrate da Irene Adler (che compare come autrice fittizia), un personaggio di carta creato da Sir Arthur Conan Doyle.

Infine, venerdì 9 è il momento di Tito Faraci con “Oltre la soglia”, un romanzo mozzafiato che mescola Dylan Dog e Stephen King e racconta di un mondo futuro in cui un terribile virus colpisce l'umanità trasformando tutti gli adulti in “adulterati”, esseri schiavi della violenza e di pulsioni animalesche: Jaco e Anna, i due giovani protagonisti, dovranno trovare il modo di sopravvivere in una realtà del tutto fuori controllo.


“Courmayeur Noir in Festival” è diretto da Giorgio Gosetti e Marina Fabbri, promosso dalla Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le attività culturali, Regione autonoma Valle d'Aosta (Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti), Comune di Courmayeur, organizzato da STUDIO Coop., e realizzato quest’anno in collaborazione con Cinecittà Luce.

Il programma completo di “Courmayeur Noir in Festival”  è consultabile qui.

 

 


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