L’isola di Arturo di Elsa Morante

Il commento...

“L’isola di Arturo”
di Elsa Morante

“E così in eterno ogni perla del mare ricopia la prima perla, e ogni rosa ricopia la prima rosa…”

“L’isola di Arturo”, di Elsa Morante (disponibile online su Amazon/laFeltrinelli/IBS/inMondadori), è un romanzo ambientato nell’isola di Procida (isola che dopo la lettura di questo libro ho il desiderio impellente di visitare!).

Il protagonista è il giovane Arturo, un adolescente che ha sempre vissuto nell’isola, orfano di madre e con un padre che frequentemente abbandona la terra natale per raggiungere chissà quali luoghi, quali avventure. Quell'isola racchiude tutto il suo mondo, e tutti gli altri posti esistono per lui solo nella dimensione della leggenda. Altrettanto, tutto ciò che è legato al padre per lui è sacro: nella sognante fantasia del ragazzino egli è un grande eroe, in realtà dietro l’apparente durezza della fisionomia si cela un uomo ambiguo che deluderà tremendamente il figlio.

La bellezza del libro sta soprattutto nelle pagine che descrivono la crescita, e le fasi della maturazione di Arturo, che a mio parere rappresentano la parte migliore dell’opera, vero e proprio romanzo di formazione.
Seguire il ragazzo nei suoi giochi, nelle sue illusioni nei confronti del padre, nei suoi fantasiosissimi sogni è stato davvero un’esperienza accattivante, e devo dire anche molto divertente.

Il libro poi prosegue arrivando ad una svolta, quando sull’isola a creare una rivoluzione nell’esistenza di Arturo arriva Nunziatella, sposa del padre ma da lui pressoché ignorata, che finirà con l’instaurare col figliastro un rapporto di amore odio ben descritto dalla scrittrice, che con una narrazione ora ingenua ora intensa riesce a comunicare emozioni profonde soprattutto quando i due, in un momento di debolezza, si baciano.

L’universo di pensieri, di sensi di colpa, di desideri che esplode per un semplicissimo bacio -bellissimo il passaggio: “L'amore vero è così: non ha nessuno scopo e nessuna ragione, e non si sottomette a nessun potere fuorché alla grazia umana”- mi ha tenuto veramente attaccato al libro per ore intere, così come la vicenda del padre e della scoperta della sua omosessualità da parte di Arturo.


Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912 – Roma, 25 novembre 1985) nasce da Irma Poggibonsi, maestra d’origine ebraica, e Francesco Lo Monaco, impiegato delle poste; tuttavia viene riconosciuta da Augusto Morante, marito della madre e sorvegliante in un istituto di correzione giovanile. Fin da giovane scrive favole, poesie e racconti, editi su varie riviste tra cui “Il Corriere dei Piccoli” e “Oggi”. Nel 1936 conobbe Alberto Moravia, che sposa nel 1941 e insieme al quale inizia a frequentare Pasolini, Saba, Bertolucci, Bassani, Penna, Siciliano e Bellezza. All’inizio degli anni Sessanta ebbe un’intensa relazione con l'artista Bill Morrow, che morì tragicamente a New York. Nel 1961 si separa da Moravia e nel 1963 pubblica la raccolta di racconti “Lo scialle andaluso”, cui seguì “Il mondo salvato dai ragazzini” (1968). Suoi romanzi sono anche: “Menzogna e sortilegio” (1948), “L'isola di Arturo” (con cui vinse il Premio Strega nel 1957), “La Storia” (1967) e “Aracoeli” (1982). Ammalatasi per una frattura del femore, nel 1983 tentò il suicidio. Morì d’infarto nel 1985.


Elsa Morante, “L’isola di Arturo”

Disponibile online su:
- Amazon
- laFeltrinelli
- IBS
- inMondadori

 

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...