Rosa alchemica di Donatella Bisutti

Il commento...

“Rosa alchemica”
di Donatella Bisutti

«L’incarnazione del simbolo…»

“Rosa alchemica” (disponibile online su laFeltrinelli e IBS) di Donatella Bisutti è una silloge poetica e narrativa che vuole mettere al centro la fragilità emotiva di un’esistenza veramente vissuta. Non si tratta di quella poesia fittizia, “letteraria” nel senso cattivo del termine, ma di parole vissute, in carne ed ossa, che grazie al loro spessore di veridicità riescono a scavalcare la barriera tra simbolo e realtà.

“Secondo la poetessa, nell'immagine della poesia deve avvenire e rinnovarsi possibilmente ogni volta questo incontro fra simbolo e realtà per cui il simbolo perde la sua astrazione e si incarna, ma bisogna per questo che la realtà emozionale immediata possa fecondare per una felice e involontaria coincidenza il piano simbolico e riportarlo alla vita e dimostrando nello stesso tempo che esso è vita, anzi, è il vero, profondo piano della vita di cui la nostra esperienza immediata offre solo un'increspatura di superficie” (fonte: avvenire.it)

Da queste parole, riprese dalla prefazione di António Fournier a “Rosa alchemica”, risulta ancora più chiaro l’impegno che la poetessa si assume durante la stesura dei suoi componimenti: l’ambizione è quella di riuscire a cogliere il sottile nesso che unisce simbolo e vita, esprimerlo in inchiostro su carta e trasmetterlo con l’emozione della parola.

La sfida è ardua, ma la poetessa sembra averla vinta. In una nota alla poesia “Hereafter”, scritta in morte di Simonetta Sainati, spiega con un esempio in che modo questi due mondi, apparentemente su due piani non comunicanti, possano invece incontrarsi nel regno magico della poesia.
La scrittrice dice di sentire la presenza dell’amica “in una forma delle forme infinite / fra l'aereo e lo spirituale / fra il volatile e il brumoso” e, prima, “in una nuvola, in un delfino arcuato nel grigio” (fonte: avvenire.it)

Nella nota poi rivela:
“Quando ho scritto questi versi, l'immagine del delfino era solo quella, ben viva nella mia memoria, dei delfini che pochi giorni prima avevo visto lungo la costa dell'isola di Madeira. Solo successivamente ho scoperto che il Delfino sul piano simbolico è colui che trasporta le anime nell'oltretomba” (fonte: avvenire.it)

Nella sezione conclusiva dell’opera Donatella Bisutti riprende il tema dei quattro elementi e lo collega alla comunicativa sensoriale del nostro corpo, che in questa visione si esprimerebbe proprio in relazione ad acqua, aria, terra e fuoco, dei quali assorbirebbe e interpreterebbe i ritmi. è questa la sezione intitolata “Il ramo oscillante dell'universo”, che racchiude sette “Canti atlantici” dedicati al verde, all'acqua, all'aria, all'oscurità, al fuoco, alla luce, all'immortalità. In essi è manifesto il nuovo corso al neo-orfismo della Bisutti, che negli ultimi anni si è arricchito di interessi junghiani, di ricerche sulle spiritualità orientali e di trascendenze esoteriche.

In questi piccoli capitoli risulta evidente anche l’influenza del mito greco, della lezione platonica e aristotelica sull’equilibrio tra l’Essere e l’Arte, in simbiosi mimetica appunto con gli elementi fondamentali della natura.

Vale la pena cercare di capire quale sia, per un’artista come questa, il valore della poesia. è illuminante passare, ancora una volta, per le parole della stessa Bisutti:
“La Poesia… Vi sono istanti che diventano intensità. In questa intensità la mente respira, non più divisa, scivola ai confini del tempo, incontra la bellezza come puro esercizio di sopravvivenza… e si entra nella vertigine del vero, dell’Arte.”

(fonte: apostrofando.it)

Si tratta di parole evocatrici, non di certo di una spiegazione scientifica e data una volta per tutte. Ma proprio per questo -crediamo- meglio si adatti ad un tentativo di spiegare la poesia. “Intensità” è la parola chiave, che subito si lega alla “bellezza come puro esercizio di sopravvivenza”.

Per l’autrice la poesia è una terapia che passa attraverso la bellezza come espressione pura della realtà, del vero. Nella sua scrittura si muovono le sue esperienze d’amore, sia quelle che hanno esaltato il suo animo, sia quelle che, drammaticamente, l’hanno scosso e debilitato, lasciando un segno nella sua vita. C’è anche, però, la traccia di una ricerca interiore dell’autrice, fatta attraverso la meditazione e lo studio della psicanalisi. Tutto ciò mosso dalla necessità di contrastare i dolori le cui radici Donatella Bisutti ritrova nell’infanzia.

Questo corpus di poesie edite ed inedite scritte nell’arco di ventuno anni rende quindi testimonianza di un percorso conoscitivo che passa attraverso un lungo viaggio interiore. È un’auto-antologia che funziona anche da auto-terapia, un esercizio di meditazione su se stessa, sulla poesia e sui nodi vitali che vi intercorrono.

Ada Rocha

© 2011-2013 imieilibri.it


Donatella Bisutti è nata a Milano e vive sul Lago di Como.
Ha iniziato come giornalista professionista nel 1970, ma scrive e sogna di diventare una scrittrice dalla tenera età di otto anni. Ha lavorato per diverse testate della Mondadori ed ha poi tenuto per otto anni una rubrica letteraria sulla rivista “Millelibri” di Giorgio Mondadori. Ha collaborato a lungo all'Almanacco dello Specchio di Mondadori, ed è attualmente nel comitato di redazione della rivista Poesia (ed. Crocetti). Ha pubblicato nel 1979 “L'albero delle parole”, una selezione di poesie di vari autori rivolta ai bambini. Ha ottenuto nel 1984 il Premio Montale per l'Inedito con il volume “Inganno Ottico”, poi tradotto in Francia nel 1989 dal poeta Bernard Noel con il titolo “Le Leurre Optique”. Successivamente ha pubblicato la raccolta di versi “Penetrali”, (1989) e il poema sacro “Colui che viene” (1994) edizione bilingue con prefazione di Mario Luzi , patrocinio della Commissione Europea per la Cultura; “Violenza”, (1999) e “La nuit dans sa clolure de sang”, ed. bilingue, trad. Jean-Jacques Boin e Bernard Noel, (2000). è stata per un anno presidente dell'Association Européenne pour la diffusion de la Poésie con sede a Lovanio in Belgio ed ha fondato a Milano nel 1990 il Premio Poesia Aperta. Tiene corsi di aggiornamento per insegnanti e laboratori per le classi elementari e medie, nonché un corso di poesia per adulti presso la Fondazione Archivi del 900 di Milano. è membro del Pen Club della Svizzera ltaliana, figura nel comitato direttivo dell'Unione Lettori Italiani e della rivista Poesia. è anche narratrice (“Voglio avere gli occhi azzurri”, 1997) e autrice per ragazzi (“L'Astromostro”, 1980, “Lucio e la luce della luna”, 2000).

 

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...