Storie del mare di Folco Quilici

Il commento...

“Storie del mare”
di Folco Quilici


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

«Anche il blu più profondo non è poi così lontano…»

Che cosa potevamo aspettarci da uno scrittore che come primo libro ha letto la storia di un gruppo di ragazzi che scendevano in canoa un fiume della Germania? Ed ha poi continuato a nutrire la sua fame di avventura con tutti i libri di Salgari - ma proprio tutti, dalla A alla Z - fino ad arrivare a conoscerne l’autore stesso?
Si direbbe che il destino era già scritto nelle stelle, ma mi piace pensare che, più che nel firmamento, la sua storia sia stata tracciata sull’acqua. Diciamo così perché l’avventuriero a cui ci riferiamo è Folco Quilici, scrittore, regista e fotografo che da sempre si occupa del mondo marino e delle sue profondità.

Questa volta, però, quel mondo ha deciso di raccontarlo con la voce di un padre che lo svela ad un pubblico giovane e ancora inesperto, quasi a volergli instillare fin da subito quella smania che caratterizza i veri lupi di mare.

Nel suo ultimo libro, “Storie del mare” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), Folco Quilici narra il mare in tre storie diverse, ma dove è sempre lui -il mare- a farla da protagonista.

La prima storia è dedicata al rapporto dell’uomo con un re degli oceani: lo squalo. Siamo nei mari della Polinesia, dove ancora oggi i pescatori vanno a caccia di nacre, un tipo di conchiglia molto ricercata dai cinesi.

Un ostacolo mortale che questi uomini devono però affrontare sono appunto gli squali, frequentatori abituali di quelle acque: sono squali tigre, velocissimi squali mako o, nel peggiore dei casi, la morte bianca ovvero il temutissimo squalo bianco.

Tra questi pescatori, però, ce n’è uno che non li teme affatto, anzi arriverà a salvarne uno a costo della sua stessa vita. Si tratta di Atemi, il giovane pescatore protagonista di un’insolita vicenda in cui un uomo salva la vita ad uno squalo durante una tempesta.

Immaginiamo ora di trovarci nel gelido oceano canadese. Paolo e Daniela ci guidano alla scoperta di un mistero che è avvolto dalle oscurità di una grotta sottomarina. E' proprio lì che si nasconde un insolito ladro di oggetti luccicanti, un ladro con due enormi bulbi gialli al posto degli occhi. Lo sguardo che i due sub incrociano è quello di un gigantesco polipo, di quelli che pensavamo di incontrare soltanto nelle fiabe del nord, o in antiche leggende di coriacei marinai.

E per concludere l’autore ci riporta a casa, tra i mari della Sicilia, dove Tore, uscito per andare a pesca in un giorno come un altro, si ritrova alle prese con un problema ben più grande di lui. Diciamo delle dimensioni di un capodoglio

L’immenso Macchia Bianca è rimasto intrappolato tra le maglie di una rete da pesca: secondo voi Tore, ragazzino coraggioso e testardo, riuscirà a portare a termine la proprio missione? E chi potrebbe resistere alla voglia di liberare un capodoglio, nato con una stella di luce sul dorso, dai cavi di una spadara che lo sta soffocando? Per fortuna Antonio di Natale, biologo marino, darà retta al nostro piccolo-grande eroe. Quasi dimenticavo: per salvare l’immenso mammifero Tore dovrà entrare nella sua infinita bocca dentata.

Tre storie che esprimono un messaggio di amore e rispetto per la natura che solo le immagini dello stesso autore possono esprimere, con la sua infinita passione. Perché il mare, così profondo e così infinito, Folco Quilici sembra riuscire a portarlo sempre con sé.

Con questo lavoro Folco Quilici sembra aggiungere un ulteriore tassello ad una narrazione che è cominciata con Sesto Continente”, rapporto su una spedizione scientifica italiana nel Mar Rosso che gli valse un Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954. E da lì in poi Quilici non si è più fermato, sia per quanto riguarda la scrittura che il cinema, nonché la televisione. Seguono negli anni a venire film e lungometraggi che hanno fatto storia, tra i quali: “L'ultimo paradiso”, “Tikoyo e il suo pescecane”, “Oceano”, “Fratello mare”. Successivamente ha alternato la documentaristica cinematografica con l'attività  giornalistica, segnalandosi per le inchieste ed i servizi speciali riguardanti l’ambiente e la civiltà, e con l’editoria, attraverso la pubblicazione di libri fotografici, saggistica e romanzi.


Folco Quilici, nato a Ferrara, figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Mimì Burzacchi, dopo aver iniziato un’attività cinematoriale si è specializzato in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche al di fuori dei confini nazionali. Parallelamente al suo impegno come autore cinematografico, dal 1954 in poi ha pubblicato in Italia e all'Estero numerose opere di saggistica; è poi autore, con la moglie Anna, di due biografie avventurose: “Amundsen” (1998) e “Jack London” (2000), rispettivamente Premio Chianciano e Premio Castiglioncello. Per quanto riguarda la narrativa viene ricordato per opere edite sia in Italia che all'estero: “Cacciatori di Navi” (1985; disponibile online su laFeltrinelli e IBS) tradotto negli Stati Uniti, “Cielo Verde” (1997), romanzo nella classifica dei più venduti in Italia, “Mare Rosso” (2002) vincitore del Premio Scanno di Letteratura.


Folco Quilici, “Storie del mare” - disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori



Morcheeba - “The sea”

 

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