Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore di Giuseppe Lo Bocchiaro/Marco Rizzo/Nico Blunda

Il commento...

“Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore”


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Noi non vogliamo trovare un posto in questa società,
ma creare una società in cui valga la pena di trovare un posto”

Strano leggere pagine fondamentali della nostra storia recente -tra rivoluzioni sessantottine e la piaga della mafia- in un fumetto. Strano almeno per me, che al genere delle “vignette impegnate” non mi ero mai avvicinata prima e da questa biografia illustrata non sapevo bene cosa aspettarmi.

Poi ho letto, ho guardato, ho ascoltato le musiche che fanno da sottofondo ad alcune scene. Ci ho trovato dentro uno sguardo. Gli occhi di Mauro Rostagno.

Mi sono rimasti attaccati addosso, tanto quanto le sue parole, fino a convincermi che questa storia -la sua storia- andava raccontata proprio così, con un fumetto. Difficile immaginarla fuori dal binomio parole/immagini.

E allora se mi si chiede cosa ci si può aspettare da questa graphic novel, la prima risposta che mi viene in mente è “uno sguardo che non si dimentica”.

Credo sia proprio l’impressione che hanno voluto suggerire gli autori insistendo sul primo piano di Mauro come immagine che scandisce l’apertura e la chiusura di tutti e tre i periodi -rosso, arancione e bianco- di cui si compone la storia:  è un voler sottolineare il fatto che idee, rivoluzioni, slogan e battaglie non sono astratte teorie da manuale di lotta di classe, ma passano sempre attraverso la presenza fisica ed emozionale di Mauro, un leader che alla comunicazione scritta preferiva il contatto diretto con la folla. Adriano Sofri -insieme a Rostagno tra i fondatori di Lotta Continua- nella sua dedica introduttiva al volume scrive molto bene: “Mauro era […] inimitabile. Le sue idee erano inservibili senza di lui, fantastiche in lui. Le sue idee erano meno importanti di lui”. Ciò che diceva esplicitamente passava in secondo piano rispetto al fascino comunicativo che emanava dalla sua persona.

Il fumetto di Nico Blunda, Marco Rizzo e Giuseppe Lo Bocchiaro, “Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore (edito da Becco Giallo; disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori),  è stato per me un ottimo modo di conoscere più a fondo la storia di una vitalità dirompente, che sa cambiare volto staccandosi dalle etichette ma rimanendo sempre fedele a se stessa nella volontà di trasformare il reale e nell’amore per l’essere umano.

La mafia lo ha assassinato a 46 anni, ma Mauro aveva già lasciato dietro di sé un’impronta fortissima, capace come pochi di vivere tante vite diverse in una sola, combattendo le rivoluzioni più disparate: da quelle rumorose del Sessantotto a quelle silenziose della meditazione nel periodo trascorso in India; dall’impegno per ridare una vita a chi se l’era distrutta con l’alcol e le droghe, alla lotta della controinformazione, per restituire dignità a una terra, la Sicilia, schiacciata dalla criminalità organizzata.

Studente di Sociologia a Trento, negli anni ’60 Mauro è leader carismatico delle occupazioni universitarie e delle agitazioni di piazza, deciso a portare la protesta fuori dalla facoltà, allargandola fino a inglobare in sé le rivendicazioni operaie e le spinte pacifiste contro la guerra del Vietnam. È il lottatore che affronta a viso aperto le élite accademiche accusandole di sfornare studenti in serie, non più esseri pensanti ma merci da inserire nel ciclo di riproduzione sociale.
Ho sentito anch’io la voglia di rivoluzione battermi dentro quando ho letto le vignette che raccontano il giorno della discussione della tesi di Mauro, il momento in cui davanti alla commissione dice:

“Per voi la cultura è una gigantesca mangiata e cagata, la cultura è un gigantesco processo defecatorio di cui non resta nulla! Vivete in una città e non conoscete nulla della gente che vi abita, non vi accorgete delle stagioni, non passate mai il vostro tempo in un prato. Siete diventati dei funzionari. Cosa volete capire del mondo?”

È la passione trascinante del “periodo rosso”, quando ricostruire daccapo la società pareva davvero possibile. E questo sentimento il fumetto sa comunicarlo molto bene: davvero azzeccata la scelta di insistere sull’aneddoto dell’iniziativa di alcuni studenti che quel giorno, in facoltà, fecero pagare il biglietto per assistere alla discussione, come si trattasse di uno spettacolo imperdibile.

Energico e provocatore, Mauro era anche un sognatore ingenuo e ottimista, uno che fermava i passanti per strada cercando di intavolare con loro un dialogo e ottenendone in cambio solo indifferenza, come emerge da altri episodi raccontati nella graphic novel.

Era il giovane contro lo Stato che si trasformò, negli anni, in strenuo difensore delle istituzioni e della legalità, contro lo strisciante male interno della mafia.
Era colui che rifiutò sempre la lotta armata e la strada della violenza (il che lo allontanò dall’amico Renato Curcio), preferendo la forza della parola che trasforma e rigenera, una parola che poteva essere di denuncia -come le tante pronunciate in diretta sull’emittente RTC-, o di accoglienza, come quelle con cui venivano curati i tossicodipendenti nella comunità terapeutica Saman.

Non farsi coinvolgere emotivamente dalla storia di Mauro Rostagno credo sia praticamente impossibile, ma questo fumetto, lungi dal giocarsi tutto con la carta dell’emotività, risulta anche una ricostruzione storica molto ben documentata: basta fare un giro su youtube per constatare, ad esempio, come le parole messe in bocca a Mauro in alcune vignette che rappresentano spezzoni dei suoi tg siano l’esatta trascrizione degli originali interventi video.
Dunque, molta verità e fiction solo quanto basta alla trasposizione artistica, per questa graphic novel che -a metà fra storia pubblica e vicende personali- sa emozionare e informare, senza cadere nel romanticismo abusato né negli astrattismi del linguaggio politico. C’è una morte di mezzo, una morte violenta, ingiusta e infame, ma la malinconia da orazione funebre non appartiene a queste pagine, nelle quali, piuttosto, trionfa la vita, una vita in metamorfosi continua, sempre con un progetto per cui lottare.

Per me, una lettura “rivoluzionaria”, che mi ha risvegliato dentro il fascino delle utopie concrete e l’importanza di credere -non solo teoricamente, ma attivamente- in quella “Macondo” che Gabriel Garcìa Márquez descriveva in “Cent’anni di solitudine” e che per Mauro era il sogno di una società migliore, pulita.

Un mondo immaginario solo finché non arriva qualcuno deciso a costruirlo...

Francesca M

© 2011 - 2014 imieilibri.it


“Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore” - Edito da Becco Giallo

Disponibile online su:
- laFeltrinelli
- IBS
- inMondadori

 

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