La trilogia degli antenati di Italo Calvino

Il commento...

“Il visconte dimezzato”, “Il cavaliere inesistente” e “Il barone rampante”: tre titoli che rimandano immediatamente a Italo Calvino e al suo straordinario genio inventivo ed estro narrativo.

La trilogia degli antenati è l'opera che ci racconta tre storie fantastiche, inventate, fuori dal comune, ma nelle quali ognuno di noi si ritrova, magicamente, come in uno specchio.

Come non rivedere nei giorni, un'intera vita in realtà, vissuti da Cosimo Piovasco di Rondò arrampicandosi e saltando sugli alberi una metafora di quella fatica di esistere che può essere superata solo dalla leggerezza dell'innalzarsi al di sopra della terra e dei pregiudizi, dei canoni e delle regole che vi vigono.

E poi c'è il visconte Medardo di Terralba che torna dalla guerra diviso in due metà, la buona e la cattiva, così difficilmente riconciliabili in chiunque abbia vissuto l'orrore di un combattimento, anche senza scontri a fuoco.

E infine l'inesistente Agilulfo, così inconsistente ma così saldo come può essere solo chi non ha un peso di un corpo e di una carne da portare in giro.

Una carrellata di personaggi, dicevamo, fuori dal comune che uno per uno e poi tutti insieme costituiscono l'universo del Calvino più autentico, quello che cela e allo stesso tempo disvela con un sorriso ironico le grandi verità della vita di cui lui stesso si stupisce di essere parte.

A questo punto quei pochi che non avessero letto i libri cercheranno un accenno alla trama, alle circostanze, alle azioni. Che dire? Non c'è altro filo conduttore che la vita stessa dei tre nobili (strana coincidenza anche questa, non trovate?) che potrebbe essere l'esistenza di ognuno di noi se solo avessimo la capacità di immaginarci, rispettivamente, di camminare sugli alberi, di vivere divisi in due e di non avere consistenza.

Quella creata da Calvino con questi suoi tre racconti è una delle metafore più riuscite della storia della letteratura, una favola della vita senza una vera morale che ci insegna, però, che anche prendersi meno sul serio aiuta ad essere più saggi.

 

 

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