“Buonanotte Angelo”

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Questo evento si è tenuto il 30 giugno 2011 presso Casa delle letterature (Roma), alle 18:00.
L'evento...

“Buonanotte Angelo”

Barbara Alberti alla Casa delle letterature di Roma

Infanzie mediatiche e famiglie in diretta giovedì 30 giugno alla Casa delle letterature di Roma, dove Barbara Alberti presenta il romanzo “Buonanotte Angelo”, edito da Castelvecchi.
L'incontro avrà inizio alle ore 18 e vi prenderà parte, insieme all'autrice, Chiara Valerio.


“... Angelo è nato troppo tardi.
Quando ormai avevamo altro da fare, e stavamo quasi sul punto di separarci.
Lo abbiamo aspettato dieci anni e anche per questo è finita la storia con suo padre. Tutti quelli che m'hanno messo le dita dentro, va bene medici ma se il tuo uomo è un uomo non ti fa rovistare dal primo venuto.
Se uno è un uomo il figlio te lo fa fare sennò si compra si affitta si dimentica, ma non cerca di farti aggiustare ogni momento come un giocattolo difettoso.
[…]
Perché quella smania di estorcere al mio corpo qualcosa che non voleva dare?”

Angelo è un figlio del tempo sbagliato. Arrivato troppo tardi, in quei brutti momenti che ti costringono a fare i conti con la fine di un desiderio. Di un desiderio grande, di quelli che se ne vanno senza avvertire e poi di recuperarli, di rimetterli in piedi, non c'è più modo. Arriva quasi a tradimento, Angelo, dopo anni di calcolo di cicli e previsioni sui moti degli spermatozoi, analisi e controanalisi, prelievi, ovuli e tube di falloppio. Anni di sesso programmato, con l'ossessione di “far centro” e l'umiliazione di perder sempre la partita.

 
I suoi genitori si sono ormai separati. Il padre Otto, “dotato di una bruttezza eccezionale; particolarissima, aristocratica, da antico eroe, da santo, da grande banchiere”, ha messo su famiglia con tale Gioconda, che gli ha dato, presto e senza patimenti, un figlio bello e con peso giusto, Sebastiano. Angelo, invece, è grasso per conseguenza logica, per compensazione esistenziale.

“Altra madre non ha che la Nutella e la merendina sottovuoto che completano la maternità televisiva. Mangia ciò di cui sente parlare. Il suo gioco è soddisfatto”

La madre sembra più giovane ma gli anni che ha sono già 35, seppur corre dietro a partner (Otello) e ambizioni dall'età anagrafica più fresca. La madre di Angelo, Mara, vuol far l'attrice e forse ha anche capito che il tempo stringe e lo spazio per il miracolo (e per il successo) si riduce, ma lei altro non può fare che correre di teatrino in teatrino, succhiando le piccole soddisfazioni di parti da quattro soldi, perché non è questione di denaro né di evidenze, è questione di destini: le formiche sono nate per fare le formiche e le aquile per fare le aquile, così come Mara è nata per fare l'attrice, forse dilettante per sempre, ma comunque attrice.

Angelo è grasso, ma nessuno lo vede. Lo lasciano lì come un complemento d'arredo, mimetizzato in salotto con le mani divise tra il barattolo di Nutella e i tasti colorati del telecomando. Nessuno lo vede, fino a quando lui sparisce, rapito per sbaglio, perché scambiato per il figlio del ricco vicino di casa. I rapitori ora vogliono i soldi: un miliardo, o gli taglieranno la testa. Mara non ha un euro. L'unica soluzione possibile -con inevitabile paradosso- è nella tv: il bambino risucchiato nell'abbandono mediatico solo dallo schermo può essere salvato. Viene lanciata la trasmissione “Buonanotte Angelo” e con accorati appelli al ritorno dell'infante la madre conquista l'audience e il successo che i teatrini di provincia le avevano sempre negato. Il figlio invisibile diventa un figlio da prima serata, una straordinaria macchina da soldi ben inserita in un meccanismo in cui i veri cattivi non sono certo i rapitori.

L'autrice
Barbara Alberti, molto nota anche al pubblico televisivo, è autrice di diversi romanzi, fra i quali ricordiamo -solo per citare alcuni- “Memorie selvagge” (esordio narrativo con Marsilio, nel 1976), “Delirio”, Vangelo secondo Maria (dal 2007 anche nel catalogo Castelvecchi), “Donna di piacere”, “Il signore è servito”, “Scommetto di sì”, “Povera bambina”, tutti usciti per Mondadori. Ha lavorato anche come sceneggiatrice, esordendo con “Il portiere di notte”, di Liliana Cavani, mentre l'ultimo film è “Io sono l'amore”, di Luca Guadagnino. Scrive su “A” e “Confidenze”, oltre a collaborare a “Misfatti”, l'inserto domenicale deIl Fatto Quotidiano.

 

 


Evento organizzato da Casa delle Letterature e pubblicato anche qui!

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