L’imperatore e l’elettricista. Il sogno di Dongfang, Tienanmen e i giorni del coraggio di Cecilia Brighi

Il commento...

“L’imperatore e l’elettricista”
Il sogno di Dongfang, Tienanmen e i giorni del coraggio
di Cecilia Brighi

«La sera del 3 giugno ero nel cortile di casa insieme ai miei familiari quando udii una fitta sparatoria. La tragedia che avrebbe sconvolto il mondo stava iniziando…»
(Zhao Ziyang, da “Prisoner of the State: The Secret Journal of Premier Zhao Ziyang”)

Pechino, primavera del 1989: piazza Tienanmen è invasa da studenti, intellettuali e operai accorsi a onorare l’amato Hu Yaobang, leader del Partito Comunista morto per un infarto il 15 aprile 1989.

Dalla semplice commemorazione, si passa presto a uno scontro di piazza tra polizia e manifestanti, questi ultimi accusati dal Primo Ministro Li Peng, dall’imperatore Deng Xiaoping e da certa stampa di complottare contro lo Stato e di fomentare agitazioni di piazza.

Sono i giorni che cambieranno la Cina: 100.000 persone marciano per le strade di Pechino, chiedono più libertà nei media e un dialogo fra le autorità del partito e una rappresentanza eletta dagli studenti. La Repubblica Popolare Cinese mostra la sua faccia più autoritaria e piazza i carri armati contro il popolo: simbolo di quei giorni e di quella lotta alla tirannide sarà il “rivoltoso sconosciuto”, un ragazzo che, completamente disarmato, affrontò una colonna di carri armati del governo cinese, impedendo a questi di avanzare.

Di lotta per la libertà e i diritti sindacali nella Cina contemporanea parla Cecilia Brighi ne “L’imperatore e l’elettricista. Il sogno di Dongfang, Tienanmen e i giorni del coraggio” (uscito per Baldini Castoldi Dalai editore.; online solo su Amazon).

In quei giorni a Tienanmen capiterà, quasi per caso, anche Dongfang, ragazzo originario di un piccolo villaggio sulle montagne dello Shanxi ed elettricista nelle ferrovie statali. Dongfang ha una madre caparbia e insofferente ai vincoli che la società contadina impone alle donne: da lei erediterà il coraggio e la determinazione della lotta, che faranno di questo appena ventenne una grande icona della Cina che combatte per la democrazia. Diventa uno dei leader del dissenso,  Dongfang, organizza la Federazione Autonoma dei Lavoratori di Pechino, e come tutti i rivoluzionari va incontro a un destino non facile, fatto di fughe e di galera, di torture e di malattia (i suoi carceri lo faranno vivere a contatto con i tubercolosi, esponendolo a un contagio che lo ridurrà in fin di vita).

Liberato grazie alle pressioni di organismi internazionali, Dongfang si stabilirà poi ad Hong Kong, dove condurrà una trasmissione radiofonica sui diritti negati dei lavoratori, e fonderà il China Labour Bulletin, organizzazione che sostiene i lavoratori cinesi che si ribellano allo sfruttamento della nuova rampante dittatura di mercato.

Tra il romanzo e la biografia, tra la cronaca e la ricostruzione storica, Cecilia Brighi racconta l’affascinante -e assolutamente reale- epopea di un dissidente sullo sfondo di una Cina che combatte una lotta non ancora conclusa per la democrazia.

Francesca M

© 2011 - 2014 imieilibri.it


L’autrice
Da oltre trent’anni impegnata nell’attività sindacale, attualmente Cecilia Brighi lavora al Dipartimento Politiche Internazionali della CISL, nel quale sostiene attivamente il movimento democratico e sindacale birmano, l’affermazione della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, in particolare in Asia. è stata membro del Consiglio di Amministrazione dell’ILO (International Labour Organization). Autrice di numerosi articoli apparsi su riviste internazionali e italiane, nel 2006 ha pubblicato “Il Pavone e i generali. Birmania: storie da un Paese in gabbia”, mentre con Ilaria Maria Sala e Irene Panozzo ha scritto “Safari Cinese: petrolio, risorse e mercati. La Cina conquista l’Africa”.


Cecilia Brighi, “L’imperatore e l’elettricista”

 

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