Il cane a sei zampe. Enrico Mattei e lo sviluppo energetico italiano

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Questo evento si è tenuto il 22 giugno 2011 presso Fondazione Corriere della Sera (Milano), alle 17:30.
L'evento...

 Il cane a sei zampe

Enrico Mattei e lo sviluppo energetico italiano

La spregiudicata impresa di Mattei nel rilanciare la politica energetica italiana -attraverso perforazioni petrolifere nella Pianura Padana, costruzione di reti di gasdotti e accordi con grandi potenze internazionali- sarà ripercorsa mercoledì 22 giugno a partire dalle ore 17:30 presso la Fondazione Corriere della Sera di Milano (via Balzan, 3), nel corso di un incontro dal titolo “Il cane a sei zampe. Enrico Mattei e lo sviluppo energetico italiano”.
 
Intervengono:

- Bruna Bagnato, docente di storia delle relazioni internazionali all'Università degli Studi di Firenze e autrice del volume “Petrolio e politica. Mattei in Marocco”

- Daniele Pozzi, docente di storia economica e d'impresa all'Università Carlo Cattaneo " LIUC, e autore di “Dai gatti selvaggi al cane a sei zampe”

- Mario Pirani, dirigente dell'Eni di Mattei e autore del libro “Poteva andare peggio. Mezzo secolo di ragionevoli illusioni”

- Aldo Grasso, ordinario di storia della radio e della televisione all'Università Cattolica del Sacro Cuore, che rifletterà sulla figura di Mattei così come questa viene rappresentata sul grande e piccolo schermo

Coordina Stefano Agnoli.

Nel corso dell'incontro, inoltre, verranno proiettati stralci delle pellicole “Il caso Mattei”, diretto da Francesco Rosi nel 1972, ed “Enrico Mattei. L'uomo che guardava al futuro”, girato nel 2009 da Giorgio Capitani.

L'ingresso è libero, ma è necessario prenotarsi telefonando al numero 02.87387707 oppure inviando una mail a rsvp@fondazionecorriere.it, perché i posti disponibili in sala sono limitati.


I rapporti che tra il 1958 e il 1962 Mattei andava intessendo con il Marocco sono al centro dello studio che Bruna Bagnato mette insieme nel volume “Petrolio e politica”, proponendo una ricostruzione che di quegli accordi evidenzia il carattere politico, piuttosto che economico. L'alleanza cercata con il Paese africano, e poi concretizzatasi nella realizzazione in quell'area degli impianti di estrazione, raffinazione e trasporto più moderni dell’epoca, pare sia riconducibile non tanto alla volontà di sfruttare risorse di greggio (che forse così abbondanti non erano), quanto al tentativo di conquistare una posizione strategica forte sullo scacchiere mediterraneo. In questa direzione, Mattei e l'ENI vengono visti come due interpreti, certo fondamentali ma non solitari, di una nuova stagione della politica estera italiana.

“Dai gatti selvaggi al cane a sei zampe”, così scrive Daniele Pozzi nel titolo del suo saggio, e lo scambio di testimone tra animali domestici certamente particolari simboleggia e riassume molto bene il senso e il percorso del progetto Mattei, ancor oggi circonfuso da una sorta di alone mitico. A voler seguire il gergo petrolifero, di “wild cats” (letteralmente, gatti selvatici), cioè di perforazioni in aree ancora inesplorate e dunque imprevedibili dal punto di vista dei profitti che se ne potevano trarre, l'AGIP fin dal momento della sua nascita nel 1926 (sotto il regime fascista) ne vide passare molti. E le incertezze lasciate dai gatti selvaggi erano tali che nel dopoguerra si pensò addirittura di smantellare la compagnia: per farlo venne chiamato proprio Mattei, che anziché seguire le direttive dello Stato riorganizzò l'azienda facendola rinascere come ENI, ente nazionale idrocarburi. Il cane a sei zampe era pronto a rubar la scena ai felini indisciplinati. 

Fra vicende personali e storia d'Italia -in uno dei periodi più bui del Novecento- si muove il racconto che Mario Pirani propone in “Poteva andare peggio. Mezzo secolo di ragionevoli illusioni”. Un racconto che è il suo racconto, quello di Pirani, con la giovinezza impregnata dell'entusiasmo comunista e delle speranze germogliate nell'immediato dopoguerra, prima dell'aspro dibattito che -dopo i fatti di Ungheria del 1956- si aprì in seno al partito, determinando l'allontanamento di molti e dello stesso Pirani, che nel 1961 decide di cominciare un nuovo capitolo della propria vita accettando un'offerta di lavoro all'ENI di Mattei. Ecco dunque che nel quadro di una stagione ricca di illusioni e disillusioni trova posto anche il fondatore dell'Ente nazionale idrocarburi, figura reale e leggendaria di quegli anni: un mito, quello di Mattei, che la morte nel famoso incidente aereo del 1962 -su cui aleggia qualcosa di più dell'ombra di un attentato- non fa che rafforzare e consacrare.


 

 


Evento organizzato da Fondazione Corriere della Sera e pubblicato anche qui!

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