Tutte le poesie di Eugenio Montale

Il commento...

L’acquisto di questo bel malloppone, che per molti potrebbe sembrare un atto piuttosto insignificante, significò al tempo molto per me. Montale non è UN poeta italiano, per me Montale è IL poeta italiano. Anzi dirò di più: per me Montale è IL poeta in assoluto.
La sua storia letteraria, i suoi periodi, le sue idee, le sue variazioni di stile…tutto in un solo libro…finalmente potevo portarmelo dietro ovunque fossi e tutto intero, senza dover scegliere una raccolta o un’altra.
Si va dagli "Ossi di seppia", del periodo 1920-1927, componimento d’esordio, fino alle ultime prove più vicine a noi negli anni, tipo "Quaderno di 4 anni". Sono riportate alcune importanti prose e poesie disperse e inedite, ed è compresa anche una serie di traduzioni. Si possono ritrovare in queste pagine i momenti altissimi de "La bufera", la figura della "donna-angelo", la ricercatezza delle soluzioni stilistiche, per poi imbattersi nella prosaicità della produzione dell’ultimo Montale, quello di "Satura" e delle feroci critiche alla società massificata. Versi che non lasciano indifferenti, versi che attraversano i sensi per giungere al pensiero, perché Montale è un poeta del cuore ma anche della mente, ed è infatti forse questo ciò che più apprezzo di lui, ovvero la sua completezza.
Nei suoi versi ho sempre ammirato la moderazione, il non abbandonarsi mai a eroismi, a inutile retorica, come dimostrano anche questo versi secondo me bellissimi:

rn

"Non chieggo si ponga su questa
mia tomba epitaffio gentile.
A dirvi soltanto mi resta: fui uomo, fui vile
".


Versi dolci e gravi, parole dure e delicate. Montale sa parlare d’amore come pochi, con una finezza che mi ha sempre toccato, perché spesso scrivendo d’amore ci si lascia un po’ prendere la mano, è sempre successo così. Lui invece conserva una lucidità ammirabile, sia quando parla della sua "dona ideale" in gioventù, sia quando rivolge parole commoventi alla moglie.
Il tutto, parallelamente ad una visione della vita, degli spunti per così dire "filosofici" che ho sempre condiviso, che riconosce alla conoscenza un ruolo centrale nella vita e nella società ma allo stesso tempo lucida nel riconoscere i limiti stessi di quella conoscenza.
A tal proposito, concludo con dei versi che ben ne rappresentano lo spirito:

rn

"Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti
Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
".

 

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...