Ebro 1938 No Pasarán. I Garibaldini caduti nella battaglia dell’Ebro

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Questo evento si è tenuto il 18 giugno 2011 presso Casa della Cultura (Milano), alle 14:30.
L'evento...

Nel 75° anniversario della guerra civile spagnola

 “Ebro 1938 No Pasarán”

I Garibaldini caduti nella battaglia dell'Ebro

Dal 1936 al 1939 in Spagna si combatté una guerra civile che per molti aspetti (ideologici, militari e politici) parve la terribile anticipazione del secondo conflitto mondiale, che sarebbe scoppiato di lì a poco.

Nel 2011, in occasione del 75° anniversario di quella guerra, l'Aicvas (Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna) cura la pubblicazione di “Ebro 1938 No Pasarán. I Garibaldini caduti nella battaglia dell'Ebro”, volume che sarà presentato sabato 18 giugno alla Casa della Cultura di Milano.

L'incontro avrà inizio alle ore 14:30 e vi prenderanno parte:

- gli autori del libro Augusto Cantaluppi e Marco Puppini
- Alfonso Botti, dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
- Alexander Höbel, in rappresentanza della Fondazione Luigi Longo
- Gianni Perona, dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia
- Il Presidente nazionale dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) Carlo Smuraglia.

Presiede agli interventi Francesco Vaia, presidente dell'Aicvas.

In sala verrà allestita inoltre una mostra di giornali italiani dell'epoca.


 “Ha fatto lei quest'orrore?”
“No, è opera vostra”

(così rispondeva Picasso a un ufficiale tedesco che, in visita al suo studio, osservava il dipinto che l'artista dedicò al bombardamento della città di Guernica nel 1937, durante la guerra civile spagnola)


Un contrasto fra democrazia e fascismo. Una guerra che ebbe grande risonanza sullo scenario internazionale, capace di spingere all'intervento potenze quali Germania e Italia. La radice di tutto, però, era in casa, nelle condizioni di una Spagna che negli anni Trenta aveva attraversato momenti di forte instabilità economica (come e più del resto d'Europa) e tensioni politiche concretizzatesi in un colpo di Stato militare fallito (estate del 1932) e in un'insurrezione anarchica repressa nel sangue (autunno del '34). Terra di forze contrapposte e inconciliabili, la Spagna di quegli anni: da un lato le tendenze reazionarie del ceto dominante -che ostacolava qualsiasi tentativo riformatore-, dall'altro la vena sovversiva di un proletario su cui avevano forte presa le ideologie anarco-sindacaliste.

Nel 1936 le sinistre riuscirono ad unirsi: fu la vittoria del Fronte popolare (che vedeva schierati insieme comunisti, repubblicani e socialisti). Ma fu anche l'inizio delle violenze squadriste ad opera di un ceto dominante che non voleva abdicare e che si affidò alla Falange di Francisco Franco, ai suoi gruppi di militari fascisti. Le forze antidemocratiche di Spagna ottennero l'appoggio delle forze antidemocratiche della Germania e dell'Italia. L'appoggio di Hitler e di Mussolini. Del nazismo e del fascismo. L'alba dei totalitarismi si affacciava sull'Europa, varcava confini nazionali, creava fronti di alleanza. Proliferava come un cancro.

Intanto le potenze democratiche -Francia e Gran Bretagna- optavano per il non intervento: temevano lo scontro aperto con gli Stati fascisti. In una parola, il Fronte popolare spagnolo fu abbandonato a se stesso. Ad appoggiarlo concretamente ci fu solo l'Urss, che seppe creare le “Brigate internazionali”, gruppi di combattenti volontari -soprattutto comunisti, ma anche antifascisti di diverse formazioni-, che arrivavano da tutta Europa per difendere la causa della libertà. Fra loro c'erano anche gli scrittori Ernest Hemingway e George Orwell. E poi c'erano gli italiani. C'era la “Brigata Garibaldi”, la madre di quei partigiani che avrebbero liberato la patria dall'oppressione del duce. Mentre si scriveva una pagina importante della storia di Spagna, si ponevano le basi per gli eventi rivoluzionari che avrebbero coinvolto di lì a qualche anno la nostra penisola. “Oggi in Spagna, domani in Italia”, aveva detto Carlo Rosselli. E lì, in terra catalana, gli antenati dei partigiani italiani facevano le prove generali di libertà.

Lo studio condotto da Puppini e Cantaluppi nel volume “Ebro 1938 No Pasarán” -disponibile in lingua italiana e catalana- è un omaggio ai combattenti che caddero nell'ultima battaglia condotta dalla Brigata Garibaldi in terra di Spagna, prima di essere ritirata dal fronte.

Tra le fonti cui attinge questo lavoro ci sono le schede della Fratellanza ex garibaldini (già utilizzate per il dizionario biografico “La Spagna nel nostro cuore 1936/1939. Tre anni di storia da non dimenticare”, uscito sempre da Aicvas) e materiali provenienti dall'archivio centrale di Stato e dalla Biblioteca di Documentazione di Nanterre.

Di particolare interesse, inoltre, il recupero di molte immagini dei caduti che accompagnano una parte delle 166 schede biografiche di cui si arricchisce la pubblicazione.

 

 


Evento organizzato da Aicvas e pubblicato anche qui!

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