“il mio infinito” di Margherita Hack

Silvia P Postato da Silvia P in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 15 giugno 2011 presso La Feltrinelli, via XX Settembre n. 21, Pavia (Pavia), alle 21:00.
L'evento...

“Il mio infinito”

Dio, la vita e l’universo nelle riflessioni di una scienziata atea.

Mercoledì 15 giugno alle ore 21.oo, La Feltrinelli, L’Arte di Vivere con Lentezza, Socrate al Caffè, in collaborazione con il Collegio Ghislieri  presentano presso la libreria La Feltrinelli di PaviaIl mio infinito” (Dalai Editore) il nuovo libro di Margherita Hack.

Oltre alla nota astrofisica interverranno all’incontro Bruno Contigiani, Sisto Capra, Fabio Greggio e Adalberto Piazzoli.


Il mio infinito. Dio, la vita e l’universo nelle riflessioni di una scienziata atea. Fin dagli esordi dell'umanità la volta stellata è sempre stata la culla di dèi e cosmogonie, racconti per esorcizzare il mistero della vita e della morte. Nel contempo, in ogni civiltà, alla visione religiosa del mondo si sono contrapposte menti curiose che hanno cercato spiegazioni razionali dei fenomeni naturali e celesti. Questo libro racconta come si è evoluta la nostra capacità di leggere il cielo e con essa la visione scientifica del mondo, dagli astronomi della Grecia classica alla nascita della scienza moderna con Galileo e Keplero alle scoperte di Newton,- per arrivare all'astronomia e alla fisica quantistica dopo le rivoluzioni del Novecento. Ci pone di fronte ai problemi cui ancora la scienza non sa rispondere: l'origine dell'universo e della vita. Ci interroga sulla natura del nostro universo: è tutto ciò che esiste? E finito o infinito nel tempo e nello spazio? E uno fra tanti? Com'è possibile che da una caotica zuppa di particelle elementari si sia originato il Cosmo gerarchicamente ordinato, le stelle e galassie, dai cui elementi è nata la vita biologica evolutasi fino ad arrivare a quello straordinario strumento di conoscenza che è il cervello umano? A tanta meraviglia si può rispondere invocando un Creatore, oppure accettando la bellezza di un mondo governato dalle leggi della materia senza altri fini.
Margherita Hack riesce a condurre l’esposizione fra ambiti apparentemente inconciliabili con la sicurezza che le è propria, e guida il lettore attraverso millenni di stupore, quel sentimento inesprimibile che coglie l’uomo di fronte alla volta stellata.
Il libro, divulgativo ma anche molto denso di excursus storico-scientifici, sembra mettere il lettore di fronte al fatto che i grandi sistemi di pensiero sono scaturiti sempre dalle domande che la mente umana – complessa e affascinante almeno quanto l’universo stesso, nelle parole della Hack – si è posta di fronte a ciò che non riesce a comprendere, davanti a tutto ciò la cui intima natura non riesce ad afferrare e fare propria.

Margherita Hack è nata  a Firenze il 12 giugno 1922, è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione di molte categorie di stelle. Laureatasi all’ Università di Firenze, dove frequentò la Facoltà di Fisica, Margherita Hack si è laureata con una tesi di in astrofisica. Il lavoro fu condotto presso l'Osservatorio astronomico di Arcetri, luogo presso il quale inizia a occuparsi di spettroscopia stellare, che diventerà il suo principale campo di ricerca. Iniziò l’attività lavorativa come assistente presso lo stesso Osservatorio e come insegnante presso l'Istituto di Ottica  dell'Università di Firenze. Nel 1954 ottenne la libera docenza e, iniziò la sua attività di divulgatrice scientifica, collaborando con la carta stampata.
Ha tenuto corsi di astrofisica e di radioastronomia presso l'Istituto di Fisica dell'Università di Milano. E ha collaborato con università straniere come l’Università di Berkeley (California), l'Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l'Institut d'Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda) e l'Università di Città del Messico in qualità di ricercatore in visita. A metà degli anni sessanta divenne professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Trieste. In qualità di professore ordinario assunse l'incarico della direzione dell'Osservatorio astronomico.
 Durante la sua carriera ha alternato la stesura di testi scientifici universitari, alla scrittura di testi a carattere divulgativo. Il trattato "Stellar Spettroscopy", scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve   (1897-1963) è considerato ancora oggi un testo fondamentale. Nel tempo ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando la rivista "L'Astronomia" di cui è tutt’oggi direttore.

Margherita Hack è membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.
Nel 1992 ha terminato la carriera di professore universitario per motivi di anzianità, continuando tuttavia l'attività di ricerca. E' in pensione dal 1997, ma dirige ancora il "Centro Interuniversitario Regionale per l'Astrofisica e la Cosmologia" (CIRAC) di Trieste, e si dedica a incontri e conferenze al fine di "diffondere la conoscenza dell'Astronomia e una mentalità scientifica e razionale".

 

 


Evento organizzato da La Feltrinelli, L’Arte di Vivere con Lentezza, Socrate al Caffè, Collegio Ghislieri e pubblicato anche qui!

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