“Operazione Gramsci” alla Casa della Cultura di Milano

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontri letterari > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 14 giugno 2011 presso Casa della Cultura (Milano), alle 18:00.
L'evento...

“Operazione Gramsci”

alla Casa della Cultura di Milano

Martedì 14 giugno, alla Casa della Cultura di Milano, Francesca Chiarotto presenta il volume “Operazione Gramsci. Alla conquista degli intellettuali nell'Italia del dopoguerra”, pubblicato dall'editore Bruno Mondadori.

L'incontro avrà inizio alle ore 18 e vi prenderanno parte, insieme all'autrice, Angelo D'Orsi (che firma un saggio presente nel volume), Amedeo Vigorelli e Marzio Zanantoni.


Marx voleva proletari rivoluzionari, capaci di organizzarsi in una classe operaia che avrebbe abbattuto il capitalismo, radice -secondo l'ideologo- della condizione di schiavitù in cui l'uomo era ridotto all'interno dello Stato borghese. Combattere, attaccare, lottare. Distruggere il sistema economico dominante, imporne uno diverso: la conquista della libertà passava da qui.

Ma qualcosa non andò per il verso giusto. Accadde che i proletari erano un po' più schiavi di quanto si pensasse, un po' più controllati, un po' più assoggettati al potere. E non si trattava solo di “struttura”, non solo di controllo sul posto di lavoro: la schiavitù era ben più ramificata e strutturata, invisibile e potente. Era un modo di pensarsi e di raccontarsi, o meglio, era l'assenza di un racconto. I proletari volevano conquistare il mondo, ma non sapevano neppure chi erano, e mancando di una cultura di classe finivano per condurre la propria battaglia ideologica attraverso gli strumenti della cultura già esistente, quella borghese. Proprio la cultura che volevano distruggere. Ma come si può rifiutare un modello di società e pretendere di costruirne uno nuovo fondandolo sullo stesso linguaggio di quello vecchio? Il “socialismo scientifico” di Marx non aveva seguito il suo corso perché non teneva nella debita considerazione quella che Gramsci definì l'“egemonia culturale” della classe borghese, che aveva saputo imporsi come classe dominante non solo grazie allo sfruttamento economico e alla sottomissione materiale, ma soprattutto grazie all'elaborazione di un sistema comunicativo e linguistico che veniva gradualmente e inconsapevolmente interiorizzato, diventando sentire comune, credenza condivisa. Non tutte le dittature hanno il volto del sopruso e dell'oppressione esplicita: molte -soprattutto quelle moderne- sono terribilmente concilianti.

L'“Operazione Gramsci” che Francesca Chiarotto ricostruisce in questo volume fa riferimento a un progetto messo a punto da Palmiro Togliatti nell'immediato dopoguerra: riprendere il pensiero di Gramsci per costruire le basi che avrebbero permesso alla classe proletaria di elaborare un proprio sistema culturale, un racconto che venisse dall'interno, piuttosto che essere imposto da altri. Andare alla conquista della libertà, significava conquistare il popolo e renderlo protagonista consapevole della battaglia, ma prima ancora significava conquistare gli intellettuali, perché dovevano essere loro a indicare al Paese una nuova strada da percorrere. Intellettuali nuovi, intellettuali “organici” -così li definiva Gramsci- non più distanti dalla causa popolare, ma completamente coinvolti in essa.

Le tensioni politiche interne ed esterne al Partito comunista, l'epopea editoriale legata alla pubblicazione dei testi di Gramsci, la ricezione culturale del suo pensiero -ancor oggi attualissimo- e l'evolversi del ruolo e della figura degli intellettuali: la Chiarotto mette insieme tutti questi aspetti e ne osserva l'evoluzione in rapporto ad una figura -quella di Gramsci- che nel corso del tempo ha  coagulato intorno a sé numerosi significati simbolici e letture fra le più diverse.

L'autrice
Francesca Chiarotto collabora alla Commissione per l'edizione nazionale degli scritti di Gramsci. Ha curato, con Angelo d’Orsi, i volumi “Luigi Salvatorelli (1886-1974). Storico, giornalista, testimone” (Aragno, 2008), “Egemonie” (Dante & Descartes, 2009) e “Intellettuali. Preistoria, storia e destino di una categoria” (Aragno, 2010).

 

 


Evento organizzato da Casa della Cultura e pubblicato anche qui!

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