IV Edizione della “Festa dell’Inquietudine”

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Questo evento si è tenuto dal 27 maggio 2011 al 29 maggio 2011 presso Borgo di Finale Ligure (Savona) (tutta la giornata).
L'evento...

IV Edizione della “Festa dell'Inquietudine”

a Borgo di Finale Ligure

“Vi auguro felicità, Vi auguro inquietudine, sonni agitati e sete di futuro…”

(Viktor Sklovskij)

Gli inquieti non si nascondono più. Non vogliono guarire dall'inquietudine, tutt'altro: sono convinti che non di male si tratti, ma di arma per cambiare il mondo.

Da venerdì 27 a domenica 29 maggio tre giorni di rivoluzioni nell'appuntamento con la IV edizione della Festa dell'Inquietudine, ospitata negli spazi del Complesso monumentale di Santa Caterina, che sorge nel Borgo di Finale Ligure (Savona).

La manifestazione è ideata e organizzata dal Circolo degli Inquieti di Savona, con il patrocinio della Regione Liguria.

L'edizione 2011 del Festival sposa l'inquietudine con il futuro, tempo non ancora tempo, incognita che da sempre -e in modo particolare nella nostra epoca- tormenta e attira su di sé sogni e incubi dell'uomo. Il futuro incerto, che trema sotto i nostri piedi e chissà quale coniglio nero potrebbe tirar fuori dal cilindro. Il futuro che la nuova generazione pare non avere più, portato via dalla politica o omologato -ridotto a uno solo- dalla democrazia livellante della tv, che ci vorrebbe tutti cretini allo stesso modo. Il futuro su cui le banche chiedono garanzie che i giovani non possono dare, il futuro indeterminato dappertutto salvo che nei contratti di lavoro. Non cadere nell'inquietudine, viste le premesse, pare impossibile. Ma se qualcuno davanti al dato di fatto si tormenta e non vede l'uscita dal tunnel, qualcun altro tira un sospiro di sollievo e grida: “Meno male!”. Meno male che c'è l'inquietudine, meno male che nel piattume ancora qualcosa si muove e non accetta di consegnarsi sclerotica alla routine, al già noto, al già segnato, alla sorte.

L'inquieto sarà anche insoddisfatto, ma la creatività, il genio, non abita proprio da queste parti? Quale rivoluzione, quale cambiamento di passo è mai nato dalla piena soddisfazione? Il futuro in mano agli inquieti è terra di sperimentazione e di costruzione, del possibile che incontra il reale e, dove serve, lo migliora.

Questa la traccia tematica che il Festival sviluppa attraverso un variegato calendario di iniziative in cui interagiscono discipline diverse, da quelle tecnico-scientifiche a quelle umanistico-sociali,  con  l’intervento di critici, professionisti, artisti e scienziati. Si spazia dunque tra cultura, economia, filosofia, musica, arte, bioetica, sport, politica, psichiatria e psicologia, cinema, televisione, moda e letteratura, storia, diritto e diritti, seguendo i percorsi indicati dalle cinque sezioni in cui si articola il programma del Festival: dibattiti e incontri; mostre e spettacoli; Inquieta-Mente, con i progetti innovativi e inquieti destinati ai giovani e alle imprese; Inquietus Celebration, in cui si celebrano personalità inquiete che si sono distinte per l’elevata vivacità intellettuale e sentimentale in ambiti specifici dell’attività umana; premio Inquieto dell’Anno, evento clou della Festa dell’Inquietudine in cui viene consegnata l’attestazione di “Inquieto dell’Anno” a una personalità che, indipendentemente dai suoi campi di interesse o di attività, si sia contraddistinta per l'inquietudine del modo d'essere (Inquieto dell'anno 2011 è Renato Zero, premiato nella serata di mercoledì 25).

Dopo le anticipazioni di sabato 21 maggio, con la presentazione del libro di Paolo Calcagno “La puerta a la mar. Il Marchesato di Finale nel sistema imperiale spagnolo (1571-1713)” e l'inaugurazione della mostra fotografica di Alessio Delfino, “Tarots”, che reinterpreta i tarocchi in chiave contemporanea, la “Festa dell'inquietudine” entrerà poi nel vivo nelle giornate del 27, 28 e 29 maggio.

Nel corso della mattinata di venerdì 27 e sabato 28 maggio grande spazio agli studenti di diversi istituti scolastici di Finale Ligure, che a partire dalle ore 9 negli spazi del Primo Chiostro, illustreranno le loro idee relativamente al programma “Orizzonte 2020”, che raggruppa cinque progetti -“Africa: nuova frontiera”, “Affittare un paese”, “Amortalità”, “Rilanciare le reti” e “Biobanca”- volti a individuare strategie che possano, se non cambiare il mondo, quanto meno fare la differenza per l'evoluzione dei vari Paesi nel secondo decennio del XXI° secolo.
Guardando più nel dettaglio al programma di venerdì, alle ore 8:30 si parte con l'apertura -presso il Secondo Chiostro- della mostra fotografica “Regaliamo la Piazza – Vittorio Emanuele II di Finale Ligure Marina – al Futuro”, realizzata dagli studenti della classe 5^ Grafici dell’Istituto superiore“Leonardo Da Vinci”.

Alle ore 14:15 (al Primo Chiostro) letture musicali e riflessioni proposte dagli studenti della classe 3^ F dell'Istituto “Aycardi-Ghiglieri” nello spettacolo “Il futuro è nostro”. Al termine della rappresentazione, alle ore 15, comincerà la marcia di avvicinamento alla Sala degli Archi e alla Sala delle Colonne, per una passeggiata tra le immagini dei Tarocchi, inesauribili fonti di interpretazioni e misteri, che Alessio Delfino propone nella mostra “Tarots”. Sarà l'occasione, questa, per dare il via a un pomeriggio in cui si rifletterà sulle tecniche attraverso sui l'uomo, dall'alba dei tempi, ha tentato di anticipare il tempo, di leggerci dentro conoscenze che parevano essergli precluse per divieto divino o naturale. Ne discuteranno Massimo Angelini e Valerio Meattini (ore 15:30, Sala delle Capriate); una filosofa, una psicologa, un medico e una scrittrice che, nell'ambito di un progetto curato dall'associazione “Sentieri di Psicologia Integrata ed Applicata” (S.P.I.A.), illustreranno (ore 16:30, Sala della Piramide) antichi strumenti di divinazione, quali I King, Tarocchi, Oroscopo Maya e un metodo intuitivo di scrittura, la Parola dell’Anima.

Alle 17 (al Primo Chiostro), a rompere gli oracoli -o a reinventarli- ci pensa Alessandro Bergonzoni con lo spettacolo “Presbite Miope e Tiope: gli «ancorosi»”, un “discorso sul non visto, non udito e non detto attraverso il cannocchiale umano e sovrumano. Il futuro fuso in certe situazioni e in situazioni incerte. Il basta! Il non basta più e i grandi Ancora”, per dirla con le parole del poeta.

Tra gli eventi di venerdì 27 segnaliamo ancora -alle ore 17:50, presso l'Auditorium- il dibattito sul tema “Un nuovo modo di pensare il mondo”, che vedrà dialogare Ilaria Capua e Paolo Mieli, moderati da Valeria Palumbo. Tsumani ambientali, politici, sociali; nuove malattie, rischi di pandemie, migrazioni sud-nord; innovazioni tecnologiche e scoperte scientifiche sconvolgenti; crisi energetiche e crisi dell’ideologia della crescita: tutto sembra spingere verso l'individuazione di nuove categorie interpretative del reale, basate non più sul principio dell'edonismo, bensì su quello dell'interdipendenza tra l'uomo e le altre specie viventi che abitano il cosmo.

Psicologia, scienza, genetica, profezie sconfessate ma ancora potentissime, futuri da fantascienza e riflessioni su identità di genere animeranno la giornata di sabato 28 maggio.
Alle ore 12:30, presso i Giardini Gallesio, un aperitivo filosofico per interrogarsi, in compagnia di Nelly Mazzoni e Silvia Taliente, sulle intricate relazioni che intercorrono tra il passato -che può essere rimosso o dimenticato- e il futuro, non ancora conosciuto e per questo potenzialmente carico di inquietudini. Sia passato che futuro, tuttavia, vivono e sono percepiti in relazione al presente:pare essere questo, infatti, il tempo che contiene e permette di costruire tutti gli altri tempi possibili.

C'è poi un'idea ricorrente che il futuro pare portarcelo via:l'idea della fine del mondo. Lo dicono i Maya, lo diceva Nostradamus, intervengono anche gli alieni e chissà chi altro: ognuno ha la sua data -2012 la più quotata-, ognuno il suo meteorite/asteroide/diluvio universale/epidemia cui imputare la fine della nostra permanenza sulla Terra. Nell'incontro con Massimo Polidoro -ore 14:45, Primo Chiostro- si rifletterà sul perché le ipotesi della fine del mondo suscitano un così forte coinvolgimento emotivo, restando forti nell'immaginario collettivo anche quando lo scorrere del tempo le smentisce.

Nel pomeriggio di sabato 28 a farla da padrone è il binomio scienza/fantascienza, con i confini tra i due campi sempre più sfumati. Alle ore 16:45 (al Primo Chiostro) con Andrea Bernagozzi si parla di viaggi nel tempo, smaterializzazioni e teletrasporto, con una domanda d'obbligo: è solo questione di ricerca, progresso, tempo e investimenti e prima o poi potremmo saltare la coda in tangenziale con mezzi “alternativi”, oppure esistono leggi fisiche che impongono un limite rigoroso alla fantasia? 

Sulle nuove definizioni di “umano” introdotte dalle evoluzioni della scienza si interrogheranno poi Carlo Alberto Redi (ore 17:45, Sala Capriate), con un intervento che analizzerà le frontiere della biologia, dalla clonazione all'uso delle cellule staminali; e Giulio Sandini (ore 18:45, Primo Chiostro), che si soffermerà sul rapporto tra esseri umani e artificiali, robot umanoidi oggetto dell'inquietudine creativa dello scienziato e dell'inquietudine da inadeguatezza dei non addetti ai lavori. 

In serata, alle ore 21, il futuro si tinge di rosa con il dibattito che, presso l'Auditorium, vedrà Ilaria Capua, Emanuela Martini, Chiara Montanari, e Valeria Palumbo confrontarsi sul tema “Il sorpasso delle donne”, per capire se la società che stiamo costruendo è effettivamente libera, senza steccati, ghetti e quote rosa.

Chiude la serata, alle ore 22:30 (al Primo Chiostro), un frizzante “Dialogo tra l'Inquietudine e il Futuro”, con le voci della critica letteraria e cinematografica Maria Rosa Mancuso, e di Maurizio Milani, uno tra i più interessanti comici e scrittori della scena teatrale e televisiva italiana.

Tra gli eventi dell'ultima giornata della “Festa dell'inquietudine”, domenica 29 maggio, segnaliamo il primo incontro della mattinata -ore 10:15, Sala delle Capriate- con Armando Massarenti, Loredana Sciolla e Massimiliano Vaira che si confrontano sul tema “Lavori e Valori nella società di domani”, osservando la globalizzazione e le dinamiche ad essa collegate, fra contraddizioni e nuove opportunità. 

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15:00 (Palazzo Ricci), proiezioni e cerimonia di premiazione del concorso fotografico “Frammenti di futuro”, con protagoniste le opere di artisti che hanno deciso di interpretare attraverso gli scatti il tema guida di quest'edizione del Festival.
In chiusura della “Festa dell'inquietudine”, a partire dalle ore 16:30 (al Primo Chiostro), un dialogo in parole e musica tra  Marco Pesatori e Gli Astri Inquieti, sul tema “Più futuro per tutti”; mentre alle ore 18:30 sarà il momento dello spettacolo di saluto in Piazza Santa Caterina.

Per il programma completo del Festival visitate il sito ufficiale all'indirizzo http://www.festainquietudine.it/home/

 

 


Evento organizzato da Circolo degli Inquieti di Savona, con il patrocinio di Regione Liguria e pubblicato anche qui!

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