“La libraia di Orvieto. L’ultima eredità”, alla rassegna “Il libro parlante”

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento, inserito nell'ambito di Ciclo di incontri "Il libro parlante", si è tenuto il 21 maggio 2011 presso Orvieto, Palazzo dei Sette (Terni), alle 18:30.
L'evento...

 “La libraia di Orvieto. L'ultima eredità”

Valentina Pattavina chiude la rassegna 

“Il libro parlante”

Sabato 21 maggio al Palazzo dei Sette di Orvieto (TR) Valentina Pattavina presenta il suo nuovo romanzo “La libraia di Orvieto. L'ultima eredità”, in libreria dal 19 maggio per l'editore Fanucci.

L'incontro, che avrà inizio alle ore 18:30, chiude la stagione 2011 della rassegna Il libro parlante.

Ingresso libero.


Dopo il successo dell'esordio narrativo con “La libraia di Orvieto”  (Fanucci, 2010), romanzo a metà strada tra l'humor e il noir, ritratto di una provincia italiana “dolce, calma, misteriosa, quasi criminale” -come la definiva Giancarlo De Cataldo in un commento al volume-, Valentina Pattavina torna in libreria con “La libraia di Orvieto. L'ultima eredità”, secondo episodio di quella che si appresta ormai a diventare una saga letteraria. 

Al centro della storia ritroviamo luoghi e personaggi che già conosciamo, in primo luogo la libraia Matilde Ferraris, quarantenne con il vizio delle fughe, incapace di guardarsi dentro e curare definitivamente quel dolore nascosto e radicato -il “bubbone”- che si porta dietro da tempo, chiuso nelle valigie dei suoi tanti viaggi, dalle strade “assurdamente uguali” di Milano, alle mele e ai piedi gelidi dell'Alto Adige, fino a Urbino -dove tutti, bambini, adulti e vecchi, sono bellissimi- e a Roma, dove le cose sembravano andare per il meglio, prima che il bubbone saltasse fuori un'altra volta.

“Tanto per cambiare, sto scappando. è la quarta fuga in quarantanni: ogni volta che mi manca il coraggio o mi piega un dolore lacerante, scappo. Preferisco lasciarmi le macerie alle spalle che toglierle di mezzo e azzardare una ricostruzione. Molto meglio fingere che niente sia stato e provare a inventarsi una nuova esistenza. E così, la mia vita ora sta tutta in un borsone, avvinghiata a un paio di cambi di vestiario e a due libri da cui non riesco a staccarmi: La storia di Elsa Morante e Il libro di Giobbe. Niente foto, niente lettere, niente ricordi”

Nel primo episodio, Matilde l'abbiamo conosciuta così: a bordo di un treno regionale che la stava portando a Orvieto, dove l'avrebbe accolta una comunità tranquilla eppur misteriosa di libri e di uomini, un paese circondato da boschi di castagni maestosi e secolari, con appesi ai rami ricordi di vicende dolorose e -apparentemente- rimosse.

In “La libraia di Orvieto. L'ultima eredità” Valentina Pattavina prosegue nella direzione di fare della tranquilla cittadina arroccata sul tufo giallastro il set di una black comedy in cui dramma e mistero si mescolano alla leggerezza e all'umorismo. Tutto, ancora una volta, si gioca sulle contorte relazioni tra passato e presente, sull'emergere di ferite non rimarginate, di capitoli lasciati in sospeso. L'elemento perturbante, questa volta, attraversa un arco temporale lungo più di sessantanni: nel 1944, sotto il fuoco dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, qualcuno decide di sfidare il coprifuoco e si aggira tremante fra lapidi e croci, seppellendo lì qualcosa di molto importante, di così importante da rischiare la vita nell'inferno delle bombe. Cosa accadde in quella notte? Cosa finì sotto terra? E in che modo quel fatto ormai dimenticato può tornare attuale nella tranquilla comunità orvietana e sconvolgerla?

L'autrice
Nata a Catania nel 1968, Valentina Pattavina si avvicina al mondo dell'editoria nel 1996. Dal 1999 cura, con Vincenzo Mollica, la serie “Parole e canzoni”, pubblicata da Einaudi e dedicata ai cantautori. Per la stessa collana, tra il 2008 e il 2010 scrive quattro monografie dedicate a Totò, Alberto Sordi, Paolo Villaggio e Ugo Tognazzi.

 

 


Evento organizzato da Libreria dei Sette,Comune di Orvieto,Agenzia di promozione turistica dell'Umbria e pubblicato anche qui!

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