VII edizione del Festival Internazionale “èStoria”

L'evento...

VII edizione del Festival Internazionale “èStoria”

Dal 19 al 22 maggio, i più autorevoli protagonisti che animano il campo della ricerca e del dibattito storico a livello internazionale si danno appuntamento a Gorizia per la VII edizione del Festival “èStoria”.

La manifestazione -sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica- è ideata e organizzata dall'Associazione Culturale “èStoria” con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia- Assessorati alla Cultura e alle Attività produttive, del Comune di Gorizia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Camera di Commercio di Gorizia. Il festival gode, inoltre, del sostegno di Banca Popolare Friuladria - Crédit Agricole, A.P.T. S.p.a., Ascom Gorizia, KB Center, Isogas e Distillerie Nonino, e del patricinio di importanti enti istituzionali, fra cui il Ministero della Difesa e il Ministero per i Beni e le attività culturali.


Quest'anno il Festival propone un ricco calendario di appuntamenti, articolato in lectio magistralis, dibattiti a più voci, incontri con l'autore in forma d'intervista, presentazioni di libri e, a far da corollario, spettacoli, concerti, mostre, proiezioni. Tutte le iniziative si collocano, a vario titolo, intorno al tema “Guerre, scelto come filo conduttore di quest'edizione del Festival.

Guerra primitiva e guerra tecnologica. Anche la violenza subisce un'evoluzione nell'arco dei secoli, andando a delineare quello che potrebbe essere definito -con evidente paradosso- una sorta di tracciato progressivo del male.

Come dire che dai colpi di clava dei cacciatori-raccoglitori della preistoria si passa ai fucili e alle baionette, alle bombe atomiche, alla guerra batteriologica, agli attentati terroristici, con progressivo allargamento geografico degli scenari bellici, fino a sfiorare lo spettro di una guerra totale, cui nessuno potrà sottrarsi. La nascita degli stati moderni, le nuove scoperte in campo scientifico e tecnologico, il mito della democrazia sono tutti elementi che, lungi dall'aver sradicato o quanto meno ammorbidito lo spirito guerriero e sanguinario dell'uomo, hanno inciso sulle modalità e sul modo di intendere il combattimento, trasformando il male in qualcosa di meno evidente e meno urtante per il sentimento collettivo rispetto a quanto non fosse in passato.

La modernizzazione della violenza passa attraverso una distorsione terminologica che, operando dall'interno stesso del linguaggio, riscrive le categorie interpretative del reale: guerra oggi è “missione di pace”, guerra è volontà -imposta dall'alto- di esportare la democrazia. Nelle parole s'infiltra e prolifera, quasi insensibilmente, il germe di un male che si capovolge nel suo opposto, l'immagine della morte che diventa mezzo per conquistare la pace.

L'edizione 2011 di “èStoria”, dunque, si propone di osservare attraverso la lente d'ingrandimento della guerra i piccoli grandi mutamenti della storia, le svolte e i cambi di marcia che si sono susseguiti nel corso dei secoli, determinando trasformazioni nell'arte bellica e nell'immaginario collettivo. A questo proposito, il percorso del Festival si articola in due sezioni: “Tra pace e guerra”, che traccia un viaggio antropologico prima che storico, per interrogarsi sul modo in cui viene raccontata la guerra, sulle forme di narrazione e i modelli culturali che essa produce, sulle possibilità di evitarla e aprire spiragli al dialogo pacifista; e “Nelle tempeste della guerra” che, invece, propone una serie di incontri che prenderanno in esame l'arte militare, le tecniche e le tecnologie impiegate nel combattimento, gli ideali e i sentimenti che animano i campi di battaglia, in un affascinante percorso spaziale e temporale che tocca le più importanti guerre di ieri e di oggi -dal mondo antico al Medioevo, dal Rinascimento all'età contemporanea, dall'America all'Europa-, interessando tremila anni di storia e cinque continenti.

Un'ampia sezione del Festival, inoltre, sarà dedicata ad approfondimenti legati al 150° anniversario dell'unità d'Italia.

Venendo ad una panoramica -pur non esaustiva- degli appuntamenti in programma, la prima giornata del Festival, giovedì 19 maggio, propone l'inaugurazione di due mostre. Alle ore 18:00, presso la Sala del Caminetto dell'Unione Ginnastica Goriziana, si apre “Il filo della memoria. 1947-1994: appunti di storia politica dai manifesti di Democrazia Cristiana”: quasi cinquant'anni di storia d'Italia, dal secondo dopoguerra alla fine della prima Repubblica, ripercorsi attraverso immagini e slogan di uno specchio che riflette i mutamenti della vita sociale, culturale e politica del nostro Paese. La mostra resterà aperta al pubblico -con ingresso gratuito- sabato 21 e domenica 22 maggio, dalle ore 10 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19.

Ancora giovedì, presso la Sala Culturale A.T. P., alle ore 18:30 si inaugura “Oltre le nuvole”, mostra che raccoglie una significativa selezione di immagini tratte dalle pagine originali dell’album del fotografo triestino Giovanni Cividini, nei primi anni della Grande Guerra: si tratta di 177 stampe fotografiche di formati diversi, tutte relative all'attività dei campi di volo de La Comina e di Aviano, alcune scattate dal fotografo, altre dagli aviatori che con Cividini avevano stretto rapporti amichevoli. Vi sono inoltre altre immagini scattate da Cividini, fra cui un ritratto di Gabriele D’Annunzio. La mostra sarà aperta al pubblico -con ingresso gratuito- da venerdì 20 a domenica 22, dalle ore 9 alle 19.

Da venerdì 21 a domenica 22 maggio, ogni mattina, alle ore 8:45 presso la Cicchetteria ai Giardini (in via Petrarca), si rinnova l'appuntamento con “Colazione con la storia”: storici e giornalisti ospiti del Festival leggeranno e commenteranno criticamente pagine di giornali, per approfondire da un punto di vista storico e antropologico le notizie su ciò che accade intorno a noi.

Dopo la colazione, alle ore 9 partono le visite guidate a bordo di “èStoriabus”: uno storico, in veste di cicerone, guiderà i passeggeri del pullman in varie località di particolare rilevanza storica lungo il territorio del Friuli Venezia Giulia. Diversi gli itinerari in programma: venerdì 20 si andrà alla scoperta di “Ippolito Nievo e il Friuli al tempo del Risorgimento” (partenza dalla fermata autobus in Corso Verdi, 12); sabato 21 verso “Guerre e nobiltà a Gorizia: la famiglia Coronini” (partenza da via Cadorna, statua del Fante); domenica 22 nei luoghi de “La Grande Guerra sulla Bainsizza” (in partenza dalla fermata di Corso Verdi 12). Per prendere alle visite guidate di “èStoriabus” è necessaria la prenotazione
Numerosi gli incontri e i dibattiti, che si svolgeranno nelle varie tende allestite ai giardini pubblici di Corso Giuseppe Verdi.

Tra gli appuntamenti inseriti nella sezione “Nelle tempeste della guerra”, venerdì 20 maggio si comincia parlando di pax romana e delle strategie di Roma nella creazione bellica del suo Impero (a partire dalle ore 9, presso la tenda Erodoto). Nel corso della mattinata si prosegue riflettendo sulla particolare condizione dei territori italiani lungo il confine-nord orientale, area di profondi e spesso drammatici contrasti fra etnie diverse (ore 9, tenda Apih); le guerre per il controllo dei mari (ore 10, tenda Clio); il “padrone della vittoria” Napoleone Bonaparte, che Canova raffigurò come Marte Pacificatore e che, con le battaglie di cui fu protagonista rivoluzionò per sempre l'arte militare (ore 10:30, tenda Erodoto); la vicenda del nazista triestino Odilo Globocnik (ore 11, tenda Clio); la guerra di secessione negli Stati Uniti (ore 11:30, tenda Erodoto); le figure dei contractors, soldati a pagamento, nuovi mercenari del nostro tempo (ore 15, tenda Erodoto); le rivoluzioni nell'arte bellica rinascimentale (ore 15:30, tenda Apih); la crisi di Fiume e dello Stato liberale in Italia, l'impresa di D'Annunzio (ore 16, tenda Clio).

Sempre per la sezione “Nelle tempeste della guerra”, sabato 21 maggio ci si confronta sulle figure di combattenti e sulle grandi guerre dell'antica Grecia, dalla resistenza delle polis contro l'impero persiano alla lotta tra Sparta e Atene (ore 9, tenda Erodoto). Ancora nel mondo antico per parlare del contrasto tra Roma e Cartagine (ore 10:30, tenda Erodoto), e poi, tra continui salti temporali, si proporrà una rilettura aggiornata delle vicende belliche lungo la linea del Piave dove l'esercito italiano, nella prima guerra mondiale, riuscì ad arrestare l'avanzata austriaca (ore 11:30, tenda Clio); un'analisi delle guerre medievali, che vedono coinvolti papi e imperatori, comuni e signori (ore 12, tenda Erodoto); e, con uno sguardo rivolto all'estero, riflessioni sul dramma della guerra in Cecenia (ore 15, tenda Erodoto) e nell'Africa nera (ore 16:30, tenda Erodoto), e sui samurai giapponesi (ore 15, tenda Apih).


Domenica 22 maggio attenzione rivolta ai conflitti intorno al mondo, dal fratricidio della Spagna del golpe (ore 9:30, tenda Apih), alla svolta di Stalingrado con lo scontro fra la Germania nazista e il gigante russo (ore 10:30, tenda Apih), dalla guerra d'indipendenza slovena (ore 12, tenda Erodoto) alle testimonianze di inviati di guerra che raccontano vicende di violenza note e meno note dal fronte, con particolare riferimento all'esperienza delle donne-soldato americane in Iraq (ore 16:15, tenda Erodoto).

Nell'ambito di un approccio antropologico e “letterario” al tema della guerra, la sezione “Tra guerra e pace” venerdì 20 maggio ospita Antonio Scurati e Stefano Rosso, che dialogano con Armando Torno sulle tante pagine di letteratura di guerra che hanno raccontato e alimentato l'immaginario collettivo di  intere generazioni di lettori. L'appuntamento è alle ore 16:30 presso la tenda Erodoto.

Si prosegue alle ore 18 presso la tenda Apih con un confronto sui musei militari di diversi Paesi europei, e una testimonianza dagli archivi dell’Imperial War Museum di Londra con filmati della presenza alleata in Italia e nella Venezia Giulia durante le due guerre mondiali.
La giornata di venerdì si chiude poi -in tenda Erodoto, alle ore 18:30- con una riflessione sull'origine della guerra come pulsione e istinto iscritto geneticamente nell'uomo e bisognoso di un'esame che intreccia storia, biologia, scienze politiche e psicologia dell'evoluzione.

Sabato 21 protagoniste della sezione “Tra guerra e pace” saranno le pagine di “Giù le mani”, libro della scrittrice austriaca Bertha von Suttner -Premio Nobel per la Pace nel 1905-, che ricostruisce il quadro dei movimenti anti-bellici nell'area del Danubio. L'appuntamento è per le ore 10, presso la tenda Clio.
Si prosegue poi -alle ore 11:30, in tenda Apih- analizzando i linguaggi della diplomazia e le strategie per arrivare alla pace attraverso le parole, mentre la chiusura è per le ore 18 -ancora in tenda Apih- per parlare del fascino che emana dalle leggendarie figure degli eroi di guerra.

Come si modella l'immaginario collettivo, specie quello maschile, in relazione all'archetipo del combattente? Quale il legame tra virilità e forza nella costruzione dell'identità maschile? Se ne parla   nell'incontro dal titolo “Uomini d'arme”, domenica 22 maggio in tenda Erodoto, alle ore 9:30.

Alle 11, invece, si resta in tenda Erodoto per sfogliare le pagine del capolavoro di Tolstoj “Guerra e Pace”, testo che sintetizza al meglio il tema scelto per quest'edizione di “èStoria”.

Nel pomeriggio si parla di legami tra guerre e interessi politico-economici (ore 15, tenda Erodoto), di Chiesa e uso della violenza come strumento di repressione e coercizione (ore 16, tenda Clio), e si  leggono le pagine dei diari di Mussolini (ore 16:30, tenda Apih).

Nella sezione dedicata ai 150 anni dell'unità d'Italia, venerdì 20 maggio (ore 11, tenda Apih), Giovanni Miccoli tiene una lectio magistralis sui rapporti tra Stato e Chiesa e le interferenze del Vaticano nelle vicende politiche dell'Italia unita. Nel pomeriggio, invece -alle ore 17, in tenda Apih-  spazio alle “Cronache dell'Italia unita”, lunga panoramica sul modo in cui si consolida nel corso degli anni la nostra identità di popolo, mentre in tenda Clio -sempre alle ore 17- si riflette sulla particolare condizione di Gorizia nel quadro del processo risorgimentale.

Sabato 21 maggio altri due appuntamenti “patriottici”: alle ore 16 -in tenda Clio- un viaggio tra “Miti, invenzioni e inganni del Risorgimento”, per smascherare e combattere la retorica strumentale e il revisionismo forzato; alle 16:15, in tenda Apih, “Ciò che siamo, ciò che vogliamo: cronache dell'Italia repubblicana”: gli ultimi cinquant'anni della nostra storia ripercorsi attraverso vittorie e sconfitte, protagonisti e misteri.

Domenica 22 maggio il Risorgimento ha il volto di Cavour, messo a confronto con Bismarck, altro straordinario statista, principale artefice dell'unificazione della Germania: ne parlerà Gian Enrico Rusconi nella sua lectio magistralis delle ore 10:30, in tenda Clio.

Alle ore 12, ancora in tenda Clio, ritorna il ricordo della “Collina insanguinata”, nella battaglia di Solferino del 1859, mentre alle ore 18 -in tenda Apih- al Risorgimento reale si sostituisce il Risorgimento possibile, una storia fatta di “se” che incorpora al suo interno “frammenti di ucronia”. 

Il programma completo del Festival è scaricabile qui in formato pdf.

Nei prossimi giorni il programma potrebbe subire delle modifiche. Per restare aggiornati visiate il sito ufficiale http://www.estoria.it/ 

 

 


Evento organizzato da Associazione Culturale "èStoria", Comune di Gorizia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il patricinio e la collaborazione di enti istituzionali e pubblicato anche qui!

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