incontri con autori alla Fondazione Paolo Grassi

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Questo evento, inserito nell'ambito di “Il maggio dei libri”, si è tenuto dal 6 maggio 2011 al 27 maggio 2011 presso Martina Franca, Auditorium Fondazione Paolo Grassi (Taranto) (tutta la giornata).
L'evento...

In occasione de Il maggio dei libri”

incontri con autori alla Fondazione Paolo Grassi

Nell'ambito de “Il maggio dei libri”, campagna di promozione della lettura lanciata a livello nazionale dal Cepell (Centro per il libro e la lettura) in collaborazione con il Ministero per i Beni e le attività culturali, la Fondazione Paolo Grassi -che ha sede a Martina Franca (provincia di Taranto), negli spazi dell'ex Convento di San Domenico- organizza, in collaborazione con il periodico "Cronache Martinesi", un ciclo di quattro incontri con scrittori pugliesi e non per rilanciare il libro come simbolo e strumento di aggregazione, conoscenza del territorio ed elemento di socialità.

Il ciclo è partito lo scorso 6 maggio, con la presentazione del volume di Mario  Castellana Scienza e verità di Giovanni Paolo II, e proseguirà con altri quattro incontri dedicati alla presentazione di libri pubblicati recentemente.

I prossimi appuntamenti in programma recano la data di venerdì 13, con Roberto Lorusso e Pietro Annicelli, che presentano “Metti a Emiliano. Quello che dicono del sindaco di Bari” (alle ore 19), e sabato 14 maggio, con la presentazione del libro di  Antonio Semerari, “L'amante degli ultimi fuochi”, in un incontro che, organizzato in collaborazione con il  Presidio del Libro di Martina Franca, avrà inizio alle ore 18:30 e vedrà l'autore dialogare con Ottavio Martucci.Mentre per venerdì 20 maggio è previsto l'incontro con Lino Patruno e il suo “Fuoco del Sud” (alle ore 19)

Tutti gli appuntamenti si svolgono presso si svolgono presso l'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi.

Per informazioni
info@fondazionepaolograssi.it

tel. 080 4306763
 
Il pdf con il programma completo del ciclo di incontri è scaricabile qui


I Libri...

“Metti a Emiliano. Quello che dicono del sindaco di Bari”

Nelle elezioni amministrative del 12 e 13 giugno 2004 a Bari, Michele Emiliano viene eletto sindaco con la coalizione di centrosinistra -la lista civica denominata “Lista Emiliano”- battendo il candidato del centrodestra, Luigi Lobuono, con il 53,8% dei consensi. Nella sua veste di primo cittadino, Emiliano si occupa, tra le altre cose, della ricostruzione del teatro Petruzzelli dopo l'incendio, diventando poi presidente della Fondazione lirico sinfonica "Petruzzelli e teatri di Bari".

Oggi Roberto Lorusso e Pietro Annicelli, nel volume presentato questa sera alla Fondazione Paolo Grassi, mettono insieme voci, racconti e testimonianze di personaggi noti -da  Nichi Vendola a Rocco Palese, da  Lino Banfi a  Vittorio Sgarbi- e di cittadini comuni per ricordare e ricostruire le fasi di quella campagna elettorale che vide coinvolta tutta la popolazione barese. Migliaia di cittadini scelsero di essere “attivamente” vicini a quel sindaco che oggi, come ieri, per la realtà di Bari può essere considerato il sindaco di tutti. Fu quella una vicenda pubblica capace di lasciare il segno anche nel vissuto personale dei singoli.

Così Roberto Lorusso racconta dalle pagine del suo sito la genesi del volume:

“Il desiderio di scrivere questo libro mi è ritornato nell’estate 2009. Ero in montagna, in Val di Fassa, a riposare dalle fatiche della lunga campagna elettorale che ha riconfermato Michele Emiliano sindaco di Bari.
Il libro volevo scriverlo nel 2004 per raccontare cosa era stata quella travolgente campagna elettorale: la prima per me, e penso la prima e unica in Italia, che ha visto migliaia di persone partecipare alla definizione del programma insieme al loro candidato. Tornato dalle vacanze ne ho parlato a Pietro, che ha subito gradito essere coinvolto in questo lavoro. Il risultato della nostra collaborazione ha preso forma mano a mano che le persone ci hanno rilasciato la loro intervista”



“L'amante degli ultimi fuochi”

“Francesco non era mai riuscito a capire di quali colpe si fosse macchiata sua madre per meritare un trattamento simile, e ancora meno capiva perché il vecchio duca [suo padre, n.d.r.], dopo averlo nominato conte di Buccino, lo avesse d'improvviso escluso da qualsiasi responsabilità nella conduzione della politica del casato. L'influenza di quel favorito, quel Faraone? Un alto mistero. Come aveva potuto esercitare tanto potere su suo padre, un uomo ignorante, un misero sarto privo di cultura e coraggio, nu pezz' e niente?”


Come poteva Gaetano Faraone aver fatto un lavaggio del cervello a un uomo di ferro come suo padre? è il 1704 e don Francesco Caracciolo, duca di Martina, ha appena ereditato il titolo dal suo genitore, morto da poco più di un mese. Sull'ultimo periodo della sua vita, lo spettro di un sortilegio, questo sostengono le voci di paese: dicono che Faraone avesse chiesto l'aiuto di una strega, una donna votata al demonio, per fargli una malia. In queste cose Francesco non ha mai creduto: sono superstizioni, roba da ignoranti. Eppure... eppure ora la paura dell'ignoto e della possibilità che la trappola si ripeta è troppo forte, più forte dell'infamia di far arrestare degli innocenti.
Ma i tempi stanno cambiando e il pericolo vero non sono più le streghe, quanto il desiderio di libertà da parte di chi non ne ha mai avuta...



“Fuoco del Sud”

Con il fuoco del Sud bisogna stare attenti.

Attenti a dire che se c'è la povertà la colpa è dei poveri, attenti a sostituire il futuro con la condanna di dover sperare -per sempre, senza approdi concreti- nel futuro, attenti a sostenere che bisognerebbe tirarsi su da soli, sperare, credere, essere ottimisti, fare esami di coscienza. Come se l'arretratezza fosse una marca genetica, qualcosa che i meridionali si portano cucita nel sangue da quando sono venuti al mondo, tutti. Quasi che l'abbandono delle istituzioni fosse inevitabile, anzi, una conseguenza di quell'inferiorità, la presa d'atto di una situazione irreversibile: povero Sud che non vuol cambiare, che non sa cambiare, cosa può fare il governo per lui? Bisogna saper stare al mondo, bisogna che ognuno risolva le sue magagne a casa propria, e il Nord, povero Nord, cosa può fare se suo fratello proprio non ce la fa a curarsi dalle  brutte malattie che lo affliggono? Dividiamo l'Italia, dice qualcuno. Che ognuno si tenga il suo, che ognuno campi con il suo ingegno. Ma l'ingegno, i sogni, e la volontà, gli ideali, lasciati da soli sono grissini d'aria sotto i denti di affamati. Sono la retorica ipocrita dell'homo faber fortunae suae. Sono una bugia. Partendo dalla metà di tutto -la metà dei soldi, dei mezzi, delle strutture, del lavoro, dei trasporti- come potrà, il Sud, tirarsi su da solo? Il federalismo, oggi, è un altro -ancora solo tentato- Risorgimento ai danni del Sud, dopo quello di 150 anni fa, quando si disse che si scendeva a portare la civiltà e, invece, si saccheggiò ogni cosa, anche l'identità.

Per 13 anni direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, scrittore e giornalista visceralmente legato alla sua terra, con “Fuoco del Sud” Lino Patruno compie un viaggio tra le “fiamme” de “La ribollente galassia dei movimenti meridionali” -come recita il sottotitolo-, in quel mondo fatto di associazioni, partiti, gruppi intellettuali, comitati, blog e siti internet che da anni danno voce alla protesta del Sud. Sono i nuovi briganti che combattono con le armi della comunicazione, sono gli “utopisti” che non si stancano di denunciare le menzogne e l'abuso della credulità popolare. Si può costruire un altro Sud  solo “Facendo come quelli che, non sapendo che la cosa era impossibile, la fecero. Prima o poi l'utopia non sarà più tale” (fonte: http://www.linopatruno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=63:fuoco-del-sud&catid=1:blog&Itemid=5).


E, infine, un monito:
“è probabile che il Sud esploda del suo fuoco perché peggio di cosi non può. Ma allora crollerà tutta l’Italia perché la sua metà ricca si regge sulla sua metà povera. Parassiti”.



 

 


Evento organizzato da Fondazione Paolo Grassi, periodico "Cronache Martinesi" e pubblicato anche qui!

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