Viaggio al termine della notte di Louis Ferdinand Céline

Il commento...

“Viaggio al termine della notte”
di Louis Ferdinand Céline


Su Amazon/laFeltrinelli/IBS/inMondadori

«La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte…»

“Viaggio al termine della notte”: il lavoro semi-autobiografico segue le vicende di Ferdinand Bardamu attraverso il suo coinvolgimento nella Prima guerra mondiale, dall’Africa coloniale, all’America del fordismo alla Parigi dei poveri, disegnano un quadro complessivo in cui qualsiasi valore morale ha perso tenuta, e in cui drammaticamente più labile e vaga si è fatta la distinzione fra bene e male: al duro sfruttamento dell’uomo sull’uomo nelle colonie francesi corrisponde quello del capitalismo americano, alla povertà dilagante degli uni fa eco quella degli altri, in un universo in cui la legge della sopravvivenza impone scelte spesso disgustose, talora aberranti.

Il romanzo di Louis-Ferdinand Céline (disponibile online su Amazon/laFeltrinelli/IBS/inMondadori) rappresenta, inoltre, una satira contro la professione medica e la vocazione della ricerca scientifica. I disparati elementi del romanzo sono tra loro connessi dai ricorrenti incontri con Léon Robinson, un personaggio sventurato la cui esperienza è per certi versi parallela a quella di Bardamu. Come il titolo stesso suggerisce, “Voyage au bout de la nuit” è un cupo, nichilistico romanzo in cui si mescolano misantropia e cinismo. Céline, che amava definirsi un cronista, esprime un pessimismo pressoché inconsolabile sulla natura umana, sulle istituzioni umane, sulla società e sulla vita in generale.

“Non credete mai a prima vista all’infelicità degli uomini.
Chiedetegli se riescono ancora a dormire...
Se sì, va tutto bene. Basta quello…”

Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del nostro secolo: è in realtà un’opera potentemente comica, in cui lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo.

“È molto raro che la vita torni al vostro capezzale, ovunque voi siate, in un modo che non abbia la forma di uno scherzo da prete…”

Louis-Ferdinand Auguste Destouches (lo pseudonimo di Céline venne dalla nonna materna) nacque nel 1894 a Courbevoie, vicino a Parigi, figlio di un impiegato e di una commerciante. Nella sua triste infanzia, dopo qualche anno di scuola, lavorò come apprendista presso un orefice. Volontario nella Grande Guerra, restò ferito e decorato. Venne assegnato al consolato francese di Londra, dove frequentò gli ambienti del musichall e della prostituzione. Incontrò qui la sua prima moglie, da cui si separò presto. Nel 1916, in Camerun, diresse una piantagione di cacao, ma ritornò segnato dalla malaria. Laureatosi in medicina, lavorò fino al 1928 per la Società delle Nazioni in Svizzera, Africa, USA, Canada e Cuba, finché si stabilì a Parigi come medico dei poveri. Nasce così il suo primo capolavoro, Viaggio al termine della notte (1932), cui seguirà Morte a credito (1936). A questo periodo risale il suo antisemitismo, che si muterà in collaborazionismo con l’invasione nazista. Nel 1944 fuggì in Danimarca, e vi rimase fino al 1951, passando oltre un anno in prigione. Tornato a Meudon, nei pressi di Parigi, con la moglie Lili, dal 1957 riprese a pubblicare. Morì nel 1961, emarginato ma riconosciuto come un maestro del Novecento.

Silvia P

© 2011 - 2014 imieilibri.it


Louis-Ferdinand Céline, “Viaggio al termine della notte”
Edito da Corbaccio

Disponibile online su:

- Amazon
- laFeltrinelli
- IBS
- inMondadori

 

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