“L’occhio di Cordio”

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Questo evento si è tenuto il 10 maggio 2011 presso Teatro dell'Orologio (Roma), alle 21:30.
L'evento...

“L'occhio di Cordio”

Un occhio non occhio: non visivo, non intellettivo, ma sensoriale

A dieci anni dalla scomparsa del pittore, scultore e incisore siciliano Nino CordioInfinito Edizioni pubblica “L'occhio di Cordio”, volume curato dal figlio dell'artista, Francesco Cordio, e arricchito dagli interventi di noti scrittori, intellettuali e artisti (tra cui Renato Guttuso, Leonardo Sciascia, Enzo Siciliano, Guido Giuffrè e Carlo Levi), che offrono una retrospettiva corale sul percorso creativo di uno dei più grandi esponenti dell'arte contemporanea.

Il libro sarà presentato martedì 10 maggio a Roma, presso il Teatro dell'Orologio, in una serata che avrà inizio alle ore 21:30 e vedrà la partecipazione di Francesco Cordio, mentre l'attore Giovanni Scifoni leggerà alcuni passi dell'opera.


 “Il momento che segue immediatamente la Creazione, quando la giovane terra esplode letteralmente di lussureggiante vegetazione, in un vertiginoso assommarsi di forme e di colori, non lo si può raccontare, lo si può al massimo intuire. Lo si può testimoniare, però, trasmettendo l’istante in cui il verde esita a definirsi definitivamente come tale, in cui il viola cerca di differenziarsi dal blu o dal celeste, in cui il rosso è indeciso se dirsi rosa o marrone. E su tutto ciò, lo stupore, la gioiosa meraviglia di chi sta assistendo, col proprio occhio, al comporsi della squillante bandiera della natura. è questo il senso più nascosto e profondo dell’arte di Cordio e se non ci sono case è solo perché lui non le ha allora viste e se non ci sono figure umane è perché allora ancora non stampavano la loro orma sulla terra” (Andrea Camilleri)

L'introduzione al volume è di Andrea Camilleri, la prefazione di Daniele Silvestri.

Uno scrittore e un cantante, perché l'arte di Nino Cordio sonda profondità espressive diverse, mette insieme poesia e musica, suoni e parole, scioglie tutto in un impasto materico di composizione incerta, un intruglio da alchimista, con elementi materiali e immateriali che si tengono insieme in un organismo impensabile, un pianeta che può sembrare Marte o una luna di qualche tipo, ma certamente non la Terra, non quella che conoscono -e che osservano- tutti, almeno. è un mondo spiazzante, che può attaccarsi addosso a chi lo incontra, restare dentro, a muoversi inquieto, a smentire il nostro di mondo -dice Daniele Silvestri nella prefazione-, le nostre percezioni consolidate e ordinate. Un po' una “febbre”, la pittura di Cordio. Fa salire la temperatura, sconvolge l'organismo. Sì, non la mente, ma l'organismo. Non ci si può avvicinare a queste opere con un approccio critico, teoretico -le analisi sulla “tecnica”-, né tanto meno con il solo occhio. Anzi, gli occhi converrebbe chiuderli, e aprire tutto il resto: naso, orecchie, polmoni, mani, bocca, risvegliare i sensi meno intellettivi, entrare in contatto con colori e forme che vanno vissuti, toccati, esplorati con i polpastrelli e l'ascolto del suono. Un suono che nell'universo artistico di Cordio è come un vento -così lo definisce Daniele Silvestri-, non un vento che ottunde le voci e lascia dietro di sé il silenzio, ma un sibilo che è rumore di fondo delle cose, componente fonica del ricordo. Un paesaggio della memoria che, per essere colto, chiede un'immersione totale -non meditata- in esso.

 

Nino Cordio
Nato a Santa Ninfa (dove oggi c'è un museo a lui dedicato), in provincia di Trapani, il 10 luglio 1937, è scomparso a Roma, il 24 aprile del 2000. Dopo gli studi all'Istituto d'Arte di Catania e all'Accademia di Belle Arti di Roma, ha frequentato l'Atelier di Friedlander a Parigi. Suoi lavori sono stati esposti in numerose personali in Italia, Europa e Americhe. 
 

Francesco Cordio
Attore e regista di teatro, videoclip e documentari
, è diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. Nel 2009 in Umbria avvia le attività culturali negli studi del padre che prendono il nome di Teatri di Nina. Tra le sue opere ricordiamo i documentari “Inti Illimani -Donde las nubes cantan” (Millenium Storm, 2007), che racconta la vita di una comunità dell'America Latina, e “Tutti giù per aria”, sulla vertenza Alitalia (Ed. Riuniti, 2009).

 

 


Evento organizzato da Infinito edizioni e pubblicato anche qui!

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