“The Art of Book Sculptures”

L'approfondimento...

“The Art of Book Sculptures”

«Ogni libro ha una storia da raccontare, una funzione da svolgere, ma il valore di un libro va ben oltre le semplici parole stampate…»


“Nature infused” di Rachael Ashe

Abbiamo già visto artisti realizzare opere meravigliose usando materiali di riuso, legno, stracci, fil di ferro, carta, cartone. Nell’ultimo periodo, un nuovo trend creativo vede nuovi artisti emergenti utilizzare i libri come base per sculture.

Come un tempo lo scultore con l’uso degli strumenti e della sua abilità toglieva dai blocchi di pietra le parti in eccesso, liberando la figura imprigionata al suo interno; così oggi il libro viene reinventato nella sua funzione e diventa egli stesso il blocco a cui dare una nuova forma.

Qualcuno si chiede se questa operazione sia il frutto dell’avvento degli e-book e delle piattaforme digitali, nuovi strumenti che, con la continua evoluzione tecnologica e informatica “potrebbero” sostituire i libri cartacei; in effetti è diventato difficile per queste “pagine rilegate” competere con il fascino che le nuove tecnologie suscitano sulla psiche collettiva.
A volte capita di scontrarsi con libri che per qualche ragione non ci piacciono. Che farne? 

Qualcuno li usa come zeppe a sedie o tavoli traballanti, altri per usi meno classici, come nel caso di questo nuovo trend, dove i libri sono i medium per l'arte di tutti i tipi, del resto è risaputo che gli artisti sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni formali, linguaggi e materiali. Sicuramente questa nuova tendenza è sintomo di una cultura che si trasforma e si evolve ma non per questo la nuova identità che questi artisti donano ai libri nasce da una volontà iconoclasta come capita di leggere in blog e forum.

Le opere d'arte e di architettura, create da questi “scultori della carta”,  a volte trascendono i messaggi contenuti nelle pagine per celebrare il valore intrinseco dei libri ma anche per trasmettere qualcosa di nuovo.

Le possibilità che i libri offrono come medium artistico sono molteplici, alcune soluzioni sono più semplici altre vere opere d’arte, di tecnica e di ingegno. Ci sono artisti che ricavano dai libri scenari e paesaggi incantati, altri installazioni urbane o arredamento di design. I collezionisti hanno  davvero l’imbarazzo della scelta, l’unico dilemma è: mettere il libro-scultura nel tradizionale posto in libreria o in bella vista in un angolo della nostra casa come “oggetto da collezione”?

Per capire si cosa stiamo parlando a seguito vengono riportate solo alcune della migliaia di creazioni realizzate trasformando i libri. Le possibilità che questo medium offre sono molteplici, questa carrellata, è solo un campione  di quanto il nuovo trend del Book-cut Sculpture offre nel panorama mandiale.

L’autore-scultore newyorkese Safran Foer (di cui potete leggere un commento ai suoi “Ogni cosa è illuminata” e “Molto forte, incredibilmente vicino”) ha deciso di pubblicare un libro che sembra l’incrocio fra un origami, gli appunti di un crittografo e un dipinto di Escher. Uscito negli Stati Uniti (perché arrivi in Italia, bisogna prima capire come “riscolpire” l’opera nella nostra lingua) un libro come non se ne era mai visti prima “The Tree of codes”  (L’albero dei codici”)  è frutto un esperimento letterario in piena regola.


Safran Foer, “The tree of codes”

Questo libro  non è solo una questione di trama, è soprattutto una questione di forma. The tree of codes infatti è una sorta di opera di intaglio, una scultura narrativa che utilizza come blocco di materia grezza un altro libro, “The street of crocodiles” , dell’autore polacco Bruno Schulz, al quale Safran Foer è molto legato. Come uno scultore, Safran Foer ha intagliato la forma di partenza, eliminando frasi, parole, interi capoversi fino a fare emergere una storia inedita, composta unicamente dalle parole “salvate” (anche il titolo è frutto di un intaglio The street of crocodiles).

In una intervista a Vanity Fair, riferendosi all’opera di Schulz, Safran Foer ha dichiarato: Ho sentito il bisogno impellente di farci qualcosa. Ho cominciato a pensare a come sono fatti i libri, all’aspetto che avranno, e a come la forma-libro stia cambiando molto velocemente. Se non ci prestiamo attenzione, non sarà un cambiamento in meglio. C’è un’alternativa agli e-book. E io semplicemente adoro la fisicità dei libri.

Il libro e ha già seminato i germogli di un dibattito che si preannuncia lungo; molti già vogliono eleggere l’esperimento di Safran Foer come panacea per lo tsunami digitale in arrivo targato Kindle e iPad. Ma Safran Foer non ci sta a farsi incoronare controrivoluzionario, sempre nell’intervista ha esposto le sue ragioni, egli sostiene di non essere interessato a resistere alla rivoluzione editoriale in corso anche se dice di avere una solida opinione su cosa sia un buon libro.

Da un’idea simile è partito anche Brian Dettmer altro artista statunitense, che vive e lavora ad Atlanta. Il suo lavoro assomiglia a un vero e proprio intaglio. La base è sempre quella: un libro, possibilmente illustrato, gli strumenti sono coltelli, pinzette e bisturi: Dettmer ritaglia una pagina per volta, senza mai aggiungere elementi ma togliendo soltanto la parte superflua.  Quello che realizza è una sorta di quadro 3D  dove la composizione nasce dalla decisione di lasciare o rimuovere le immagini dei libri

«il mio lavoro  -dice Dettmer- è una collaborazione con il materiale esistente e i suoi creatori, il pezzo finito espone una nuova relazione degli elementi interni del libro esattamente nella loro posizione originale»

Brian Dettmer - “The Encyclopedia of Architecture”

Un’idea sufficientemente Michelangiolesca quella di Dettmer, che come il grande maestro del Rinascimento sostiene che la composizione sia già contenuta nel medium da plasmare, nel caso specifico il libro, al quale l’artista deve solo levare le parti in eccesso.

Nicholas Galanin, What have we become?L’artista Nicholas Galanin  si è ispirato, per alcuni libri scultura, alla cultura dei nativi Americani, la sua serie di sculture ritratto “what have we become?” offre una lunga serie di ritratti scavati a mano da tomi di migliaia di pagine. È interessante notare come Galanin riesce “scolpendo” i libri a dare ad ogni scultura un volto e un espressione diversa.

Fino a pochi giorni fa era possibile vedere “i volti scultura” di Galanin sui manifesti della campagna promozionale del Dutch Book Week  - settimana olandese del libro - manifestazione che si svolge ogni anno è volta  a promuovere la letteratura olandese. Ogni edizione ha un tema diverso, quella appena conclusa era dedicata alle (auto) biografie; Ritratto Scritto era il concetto vincente della campagna promozionale ed così, che per dare volto a questa idea, sui manifesti dal gusto decisamente Pop, sono apparse le sculture di Galanin  che ritraggono in maniera fedele importanti personaggi della cultura olandese Kader Abdolla, Anne Frank, Van Gogh e Louis Van Gaal.


 Nicholas Galanin - Campagna promozionale del Dutch Book Week

Nel maggio 2007 per celebrare il suo status di Capitale Europea della Cultura 2009, la città di Linz (Austria), ha organizzato la mostra, Schaurausch - Art in 50 windows. L'idea era quella di offrire una trentina di artisti austriaci e internazionali l'opportunità di trasformare 50 vetrine. Tra i risultati ottenuti, c’è stata la  cascata di libri alta 12 metri dell’artista spagnola Alicia Martin davanti al bookstore Thalia. La cascata arrivava fino al primo piano della libreria ed è stata realizzata per simboleggiare un ipotetica  torre di Babele che con la sua massa supera i confini dei tradizionali luoghi del sapere. I libri non sono  più rinchiusi nelle biblioteche o ridotti a un complemento d'arredo, in questo caso diventano composizioni incombenti che tenacemente si aggrappano alle pareti della libreria. Alicia Martins non è nuova a questo tipo di elaborazioni, frequentemente usa libri per le sue sculture a installazioni contemporanee, nel 2003 a Madrid si poteva vedere un cascata di libri,  uscire da una finestra del piccolo museo Casa de America.

Alicia Martin - Bookshop Thalia a Linz e Casa de America a Madrid

L'artista Su Blackwell creativa trentenne che vive a Londra, spinge la vita fuori dalle pagine del libro, non attraverso vivide descrizioni, ma con tagli molto precisi. Su prende un libro e lo trasforma in poesia, sceglie un paragrafo o un’immagine del testo e poi inizia un finissimo lavoro di cesellatura e taglio della carta. Pagine incise, intagliate, sminuzzate, prendono vita e danno corpo a magiche scenografie, regalando favole e sogni. Le sue fonti di ispirazione sono le fiabe e il folklore: non poteva sfuggirle Alice, intagliata nel libro di Lewis Carroll, e ha inoltre prodotto alcuni intricati modelli tratti dalle fiabe di Hans Christian Andersen. Per lei usare la carta, medium così delicato, e trasformarla in un processo irreversibile, è il simbolo della precarietà del mondo in cui viviamo e della fragilità della nostra vita, dei sogni e delle ambizioni. I suoi personaggi preferiti sono bambine che  rappresentano la vulnerabilità dell’infanzia, ma anche il senso di stupore tipico dei bambini. Con Su Blackwell, i libri anche se non letti, raccontano!


Su Blackwell - Book-cut sculpture,  “Alice in Wonderland”

Dopo questa carrellata internazionale è giusto ricordare parlando di “libri e carta” anche del Festival internazionale della carta “Cartasia”, Biennale d'Arte Contemporanea di Lucca, manifestazione legata alla lavorazione artistica della carta e dei suoi derivati.

Enzo Iorio; Ri-parliamoneIl vincitore dello scorso anno, Enzo Iorio, ha creato un installazione dal titolo “Ri-parliamone” che ha come tema principale quello della lettura e del libro come oggetto dinamico. Carta pertanto non solo come mezzo d'espressione artistica, ma anche come supporto che veicola cultura. L'installazione è costituita da diverse “poltrone di design” create con libri riciclati incollati fra di loro. La poltrona-scultura nasce dalla volontà di far riflettere il pubblico sul modo di vivere contemporaneo, l'artista costruisce con la carta e coi libri uno spazio alternativo, in cui fermarsi a leggere, in cui fruire la cultura con ritmi meno frenetici.

Come abbiamo visto lungo questa panoramica sono davvero moltissime le possibilità che la manipolazione dei libri offre. Le opere mostrate, come già detto, sono solo un campione di alcuni dei risultati più interessanti e rappresentativi di questo nuovo trend.

Se qualcuno volesse sperimentare questa nuova arte, senza distruggere preziosi tomi può prendere spunto dall’artista tailandese Chen Long-bin  che per creare le sue sculture usa meno affascinanti, ma più economici, elenchi telefonici.


Chen Long-bin, “Face”

A quanto pare anche utilizzando materiali meno nobili basta un po’ di ingegno e manualità e la “scultura è garantita”!

Silvia P

© 2011 - 2014 imieilibri.it

 

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