Isabella Bossi Fedrigotti presenta “Amore mio, uccidi Garibaldi”

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Questo evento si è tenuto il 21 aprile 2011 presso Collegio Universitario Santa Caterina da Siena (Pavia), alle 16:30.
L'evento...

Isabella Bossi Fedrigotti presenta

“Amore mio, uccidi Garibaldi”

Storia pubblica e privata, battaglie e amori nell'incontro in programma giovedì 21 aprile a Pavia, presso il Collegio Universitario Santa Caterina da Siena, con Isabella Bossi Fedrigotti, che alle ore 16:30 incontrerà il pubblico per presentare il libro “Amore mio, uccidi Garibaldi”, edito da Longanesi nella collana “La gaja scienza”.


“Mi dici che vai nelle montagne sopra Rovereto, verso il lago di Garda. é lì che vi tormenta Garibaldi, coi suoi rossi banditi. Amore mio, uccidi subito questo Garibaldi! Lo trovi, gli spari e torni da me: un eroe per tutti e non solo per gli occhi di una moglie incinta”

Era il 1866. L'Italia Unita era nata da poco, ma mancavano ancora alcuni territori da riscattare, da annettere allo Stato nazionale. Tra questi il Veneto: per liberarlo le truppe italiane affrontarono la terza guerra d'indipendenza contro l'Impero asburgico, capace di infliggere loro una sonora sconfitta nella battaglia di Custoza, e poi, a distanza di poco tempo, nello scontro navale nei pressi dell'isola di Lissa.
Eppure... eppure nonostante quelle sconfitte le sorti del regno di Francesco Giuseppe apparivano ormai segnate: su di esse sventolava il rosso delle camicie dei garibaldini, saldamente attestati nel Trentino.

Su questo sfondo storico si innesta il rapporto d'amore tra la principessa Leopoldina Lobkowitz e il conte Fedrigo Bossi Fedrigotti: oggi Isabella Bossi Fedrigotti, bisnipote dell'uomo -partito come volontario dell'esercito asburgico-, raccoglie e traduce il carteggio dei due amanti e racconta attraverso quello la vicenda privata dei protagonisti, dei parenti e degli amici che li circondano, di tutto un mondo che si trova a dover affrontare un passaggio epocale, una fase di cambiamento traumatico.

Agli occhi di Leopoldina, emigrata per amore dai fasti di Vienna e dalle sontuose tenute della Boemia e trasferitasi in una povera provincia dell'Impero, l' “eroe dei due mondi” non poteva che essere il simbolo della fine, il presagio di qualcosa che poteva abbattersi sul mondo in cui era sempre vissuta squassandolo profondamente nella sua componente affettiva e in quella sociale. Per lei, Garibaldi doveva essere ucciso. Al più presto.

 

L'autrice
Nata da madre austriaca, Isabella Bossi Fedrigotti è giornalista del “Corriere della Sera” e autrice di diversi libri di successo: con il romanzo “Casa di guerra” (1983) si piazza nella rosa dei finalisti al Premio Strega e al Campiello, premio, quest'ultimo, che vincerà nel 1991 con il bestseller “Di buona famiglia”. Tra gli altri titoli da lei pubblicati ricordiamo “Il catalogo delle amiche” (1998), “Cari saluti” (2001), “La valigia del signor Budischowsky” (2003), “Il primo figlio” (2008) -tutti usciti per Rizzoli- e “Se la casa è vuota”, edito da Longanesi.

 

 


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