“I poeti degli anni Zero” alla Casa della Poesia

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 21 aprile 2011 presso Casa della Poesia (Milano), alle 21:00.
L'evento...

“I poeti degli anni Zero”

alla Casa della Poesia

Uno sguardo su nuovi orizzonti poetici: questo il senso della serata in programma giovedì 21 aprile alla Casa della Poesia di Milano per la presentazione de “I poeti degli anni Zero”, il nuovo numero  de “L'illuminista” -rivista di cultura contemporanea diretta da Walter Pedullà e pubblicata da Edizioni Ponte Sisto-, che questa volta ospita una panoramica sui poeti italiani impostisi all'attenzione della critica nel primo decennio del 2000, poeti dei quali viene proposta una ricca scelta antologica di brani. 

Alla serata, che avrà inizio alle ore 21, saranno presenti il curatore dell'antologia Vincenzo Ostuni, i poeti Gherardo Bortolotti, Andrea Inglese, Massimo Sannelli -che compaiono nel volume-, e il critico Paolo Zublena.


Mettere insieme un'antologia -soprattutto se poetica- è operazione rischiosa. è come prendere un bisturi e bisogna stare attenti, molto attenti, a come e dove si taglia. Ma, pur con tutte le dovute precauzioni, il taglio è inevitabile e il problema sta proprio qui: il problema è che un'antologia definisce un canone, stabilisce chi sta dentro e chi sta fuori, cosa è poetico e cosa non lo è.

In riferimento alla poesia dell'ultimo decennio, poi, i parametri che interagiscono in ogni possibile valutazione si complicano, e lo stesso Vincenzo Ostuni, in apertura della prefazione a “I poeti degli anni Zero”, chiarisce che il canone adottato nella raccolta non può che essere un “canone policentrico”, da cui si origina una “creatura ibrida”.

Secondo una preliminare scrematura d'ordine temporale, sono stati scelti autori che si possono considerare -continua Ostuni-compiutamente emersi negli anni Duemila e non prima: autori che nel decennio appena trascorso siano stati oggetto per la prima volta di un'attenzione critica relativamente diffusa e abbiano pubblicato i loro primi libri importanti, potendo vantare oggi un numero congruo di pubblicazioni [...]”.

L'affermazione raggiunta in quest'arco di tempo comporta il fatto che gli esponenti della nuova poesia non sono esattamente quello che si dice “poeti emergenti” o giovani penne, ma scrittori perlopiù sulla quarantina, con alle spalle percorsi certo non iniziati l'altro ieri.

Ma i più significativi criteri di scelta non sono, chiaramente, cronologico-anagrafici, quanto legati a motivazioni di poetica. In questo senso si escludono quelli che Ostuni, citando Sanguineti, definisce i “rappresentanti del sempre risorgente fenomeno del poetese”, da identificare con i padri di una poesia malata di autocompiacimento, innamorata di sé al punto da convincersi di poter accedere, per qualche non ben definito privilegio romantico, alle radici dell'essere anche riemergendo dagli abissi del senso con un linguaggio stereotipato e appiattito sui moduli -opposti ma in fondo simili negli effetti- dell'eccessiva semplicità o dell'eccessivo ermetismo. Nell'antologia de “L'illuminista”, invece, si prende in considerazione solo la cosiddetta “poesia di ricerca”, fortemente sperimentale dal punto di vista della testualità e del linguaggio, piani, questi, che si arricchiscono anche grazie all'apporto delle possibilità espressive di altri media, quali la fotografia, le performance installative, musicali, teatrali, coreografiche, cinematografiche o video artistiche che vedono impegnati gli stessi versificatori. I poeti degli anni Zero, insomma, vivono con malessere claustrofobico il rischio di restar confinati nell'angusto dominio della poesia tradizionale, ragion per cui sperimentano forme di “poesia fuori di sé”, poesia che traborda verso nuove strade espressive, non di rado invadendo il campo della prosa. Come nota Andrea Inglese: “Una buona parte degli autori che oggi in Francia e in Italia scelgono di scrivere poesia in prosa lo fanno per un’insofferenza nei confronti del verso e di ciò che esso implica in termini di automatismi stilistici, lessicali e persino tematici. A volte si constata un vero e proprio “disgusto” del verso, che ovviamente è conseguenza di una necessità di rottura nei confronti delle aspettative del genere nel loro insieme”.

Dunque, un complesso intrecciarsi di criteri e metodologie per arrivare, infine, a stilare la rosa de “I poeti degli anni Zero”: si tratta di Gian Maria Annovi, Elisa Biagini, Gherardo Bortolotti, Maria Grazia Calandrone, Giovanna Frene, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Giulio Marzaioli, Laura Pugno, Lidia Riviello, Massimo Sannelli, Sara Ventroni e Michele Zaffarano.


 

 


Evento organizzato da Casa della Poesia e pubblicato anche qui!

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