Michael Ende e “La storia infinita”: letture a “Convivio”

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > gruppi di letture/reading
Questo evento, inserito nell'ambito di Convivio. Incontri letterari ed enogastronomici a Km.0, si è tenuto il 16 aprile 2011 presso Moncrivello,Salone pluriuso (Vercelli), alle 21:00.
L'evento...

 Michael Ende e “La storia infinita”

Letture a “Convivio”

Sabato 16 aprile, a Moncrivello (VC), ultimo appuntamento del ciclo “Convivio. Incontri letterari ed enogastronomici a Km 0”, che questa volta proporrà letture tratte da “La storia infinita”, capolavoro della fantasia dello scrittore Michael Ende.

Ancora una volta, dunque, si parlerà -e si leggerà- di libri nei libri, libri che ne contengono altri, senza che il confine tra l'aldiqua e l'aldilà della pagina sia tracciato in modo netto...

La serata -a cura di Novedee di Alice Fumero- avrà inizio alle ore 21, presso la Scalinata Parrocchiale del Salone pluriuso. Alle letture di Giulia Brenna e Omar Ramero farà seguito, secondo una formula consolidata della rassegna, la degustazione di vini e prodotti locali offerti da “Mon fruit” di Moncrivello, “Il Noccioleto” di Piverone e società agricola “La Masera” di Settimo Rotaro.


Anche in posti impensati possono germogliare nuovi mondi. Anche in una soffitta buia, in mano a un bambino, Bastiano, che legge una dopo l'altra le pagine di un libro rubato dalla bottega di un libraio. Dentro trova un mondo che non ha confini, governato da un'imperatrice malata di una malattia misteriosa e apparentemente incurabile, mentre il suo regno, che ha nome “Fantàsia”, è minacciato da un'entità che per definizione è proprio ciò che non c'è, il Nulla. Una macchia di vuoto, un coagulo di assenza, così è il Nulla: è la negazione di ogni realtà e chi lo vede diventa cieco, mentre chi lo tocca cessa di esistere e, inghiottito in un gorgo, viene succhiato via da Fantàsia e gettato nel mondo degli uomini, dove si trasforma in menzogna, innescando quel circolo vizioso che impedisce agli umani di credere all'esistenza di Fantàsia, cosicché i due mondi, quello nel libro e quello fuori dal libro, non entreranno mai in contatto.

Nella piacevolezza della trama fantasy, Michael Ende inserisce episodi che sono sottili metafore sulla teoria della narrazione e sul senso della scrittura vista come gesto attraverso il quale si dà forma a un mondo e, in buona sostanza, lo si crea. Ma che tipo di rapporto intercorre tra creatore e creazione, tra scrittore e opera? Vari elementi suggeriscono l'idea che per costruire l'orizzonte di senso di un mondo, e di una storia, bisogna conservare nei confronti di quello una posizione di distanziamento: nel testo, i materiali narrativi si organizzano intorno a un tema classico, quello della ricerca -la queste dei poemi medievali-, che qui è orientata a trovar qualcosa o qualcuno che possa salvare Fantàsia dalla minaccia del Nulla e guarire l'Infanta imperatrice dalla sua malattia, in quanto le sorti del regno e quelle di chi lo governa sono strettamente intrecciate.

L'unica medicina efficace contro l'avanzata del Nulla e del silenzio è il linguaggio, la parola, e l'imperatrice Infanta si salverà dalla morte solo se qualcuno le darà un nuovo nome, riscrivendone così l'identità e la storia in un orizzonte di senso diverso. In altri termini, bisogna trovare un narratore, ma questi non può appartenere al mondo che racconta, non del tutto almeno: dev'essere un umano, qualcuno che sia portatore di un punto di vista “essotopico”, eccedente rispetto alla materia narrata. Il prescelto per portare a termine la missione è proprio il lettore della storia, il piccolo Bastiano, che -come si vede bene nell'episodio del passaggio attraverso la Porta dello Specchio Magico- altri non è se non l'alter ego di Atreiu, il paladino-bambino che vaga per terre e per mari alla ricerca del salvatore di Fantàsia.
La lettura diventa scrittura e Bastiano si ritrova all'interno del libro che gli sta davanti, non solo suo protagonista, ma addirittura inventore della storia. La cosa gli fa paura e, inizialmente, rifiuta di compiere quel gesto semplicissimo -dare un nome- che basterebbe a salvare un intero mondo. Così l'Infanta Imperatrice, per costringere il narratore Bastiano a intervenire nella narrazione, si reca dal Vecchio della Montagna Vagante, lui che ha il compito di scrivere la storia che Bastiano, nell'altro mondo, sta leggendo: gli chiede di raccontare tutto d'accapo, ripetendo gli episodi all'infinito e mettendoci dentro anche il momento in cui Bastiano ruba il libro dalla bottega del libraio. Il piccolo lettore, per rompere il sortilegio di quel circolo vizioso pronuncia infine il nome che fa rinascere l'Imperatrice: Fiordiluna.

La parola è una formula magica che non riferisce ma costruisce. Tutto quello che esiste non è fuori e non è prima della scrittura, ma dentro di essa, come s'intuisce bene dallo scambio di battute tra l'Infanta Imperatrice e il Vecchio della Montagna Vagante

“Tutto ciò che accade,  tu lo scrivi”, disse
“Tutto ciò che io scrivo accade”, fu la risposta

 

 


Evento organizzato da Ecomuseo AMI,Fondazione A.D'Andrade,Novedee

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