“La banalità dell’amore” di Savyon Liebrecht a “Testi e testimoni”

Valentina I Postato da Valentina I in Eventi > gruppi di letture/reading > incontri letterari
Questo evento, inserito nell'ambito di Testi e testimoni. Incontri per riscoprire libri e storie, si è tenuto il 12 aprile 2011 presso Casa dei Teatri, quartiere Gianicolense (Roma), alle 16:30.
L'evento...

“La banalità dell’amore”

Nell’ambito della rassegna “Testi e testimoni. Incontri per riscoprire libri e storie - IV edizione”, il 12 aprile 2011 alle ore 16.30 viene presentato “La banalità dell’amore” di Savyon Liebrecht (edizioni e/o, 2010). Introduzione di Lorenzo Pavolini, lettura di Alessandra Di Lernia e Graziano Piazza.

La pièce è incentrata sull’amore tra la giovane pensatrice ebrea Hannah Arendt e Martin Heidegger, filosofo compromesso con il nazismo. L’azione si svolge in due luoghi diversi, con continui salti di tempo e di spazio.

1924 - in Germania nella baita di Raphael Mendelsohn, compagno di studi di Hannah e innamorato di lei ma senza essere ricambiato, si consuma la relazione proibita fra la diciottenne Hannah, studentessa del primo anno di filosofia all’Università di Friburgo, e il professor Heidegger, sposato e di parecchi anni più anziano di lei. Dopo un anno di passione  il professore allontana la giovane amante perché la moglie Elfride, feroce antisemita, sospetta la tresca. Negli anni successivi Heidegger abbraccerà il partito nazista, ricevendo onori accademici, mentre lei sarà costretta a lasciare la Germania perché ebrea.

1975- nell’appartamento di New York la professoressa Arendt, reduce da un infarto, riceve la visita di Michael Ben Shaked, giovane israeliano che si spaccia per uno studente di filosofia dell’università di Gerusalemme ma che in realtà è il figlio di Raphael Mendelsohn, venuto a cercarla dopo la morte del padre per scoprire una parte ignota della sua vita. In questo modo Hannah dovrà i conti con il proprio doloroso passato.

Mediante i dialoghi tra i due e i flashback la pièce ripercorre le tappe della storia d’amore impossibile, irrazionale e drammatica tra i due protagonisti. Basti ricordare che quando Heidegger, ormai vecchio, chiederà alla Arendt di testimoniare per la sua denazificazione lei, pur avendolo amato perdutamente, si rifiuterà.

Savyon Liebrecht è nata in Germania nel 1948 da genitori sopravvissuti all’Olocausto che si sono trasferiti dopo la guerra in Israele. è autrice di diversi romanzi ambientati nel suo paese. Ne “La banalità dell’amore” abbandona la narrativa e costruisce una pièce teatrale, nella quale lascia volutamente aperta la scena finale: gli stessi lettori potranno scegliere tra tre diverse conclusioni. “La banalità dell’amore” ha avuto gran successo nei teatri d’Israele e in Germania.

Il titolo riprende quello della famosa opera pubblicata da Hannah Arendt nel 1963, “La banalità del male”, nel quale l’autrice riprende i suoi resoconti giornalistici relativi al processo Eichmann (un gerarca nazista) per svolgere importanti riflessioni sui problemi morali, giuridici e politici che stanno dietro al nazismo e in generale ai regimi totalitari.


 

 


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