“Come il Maghreb”. Incontro con Tahar Ben Jelloun

Valentina I Postato da Valentina I in Eventi > incontro con autori
Questo evento, inserito nell'ambito di "Libri come". Festa del Libro e della Lettura a Roma, si è tenuto il 10 aprile 2011 presso il Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica (Roma), alle 18:00.
L'evento...

“Come il Maghreb”
Incontro con Tahar Ben Jelloun


Nell’ambito della rassegna “Libri Come”, domenica 10 aprile alle ore 18:00, Tahar Ben Jelloun terrà un incontro, dal titolo “Come il Maghreb”, presso il Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica.
Interviene Renzo Guolo, docente di Sociologia presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste. Si occupa in particolare dello studio dell’Islam e della geopolitica del mondo musulmano.
Ingresso: 2 euro.

Durante l’incontro  lo scrittore Tahar Ben Jelloun parlerà delle vicende di attualità che stanno interessando i paesi del Maghreb e l’Egitto.

Era possibile prevedere i moti di ribellione e protesta degli ultimi mesi?
O l’Europa ha dimostrato di essere, per paura del fondamentalismo islamico da una parte e per continuare a fare affari economici dall’altra, la testimone silenziosa di regimi politici che hanno assunto negli anni i tratti della dittatura?
Immediatamente dopo i recenti fatti che hanno travolto Algeria e Tunisia (e ora la Libia) Ben Jelloun ha rivolto critiche esplicite a Francia e Italia, responsabili in qualche misura di quanto sta avvenendo. Il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha risposto che -Tunisia e Algeria- «sono Paesi che garantiscono stabilità al Maghreb e chi dice cose diverse non ha il minimo senso di responsabilità. Sono Paesi che hanno contrastato il terrorismo subendolo direttamente in casa propria e l’impegno di Ben Ali [dittatore in Tunisia dal 1987] contro il terrorismo non può essere sottaciuto» (fonte: http://www.thepostinternazionale.it/2011/01/rivolte-nel-maghreb-tahar-ben-jelloun-accusa-francia-ed-italia/).

Così come Tahar Ben Jelloun ha spiegato il razzismo (tra gli altri con il famoso libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” del 1988) e la rabbia delle banlieue francesi, già da tempo lo scrittore ammoniva che,  sotto l’apparente calma, le società del Maghreb stavano mutando.

Questa volta non è stato solo l’integralismo ad accendere la rivoluzione dei gelsomini ma soprattutto la voglia di modernità, di opportunità, di diritti.
Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla tecnologia, in particolare da Facebook e dai telefonini, usata da milioni di giovani per creare un’unione e ritrovarsi poi in piazza. è questo l’esempio di una nuova forma di movimento politico di protesta, che nasce dal basso, spontaneamente e non perché organizzato da partiti o da leader politici. Lo scrittore Tahar Ben Jelloun spiegherà ai presenti come questi fatti sono potuti accadere e, forse, come potrà evolvere il nuovo Maghreb.

«è trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per sé stessi»


Tahar Ben Jelloun è nato a Fès, in Marocco, nel 1944; nel 1971 si trasferisce a Parigi dove si iscrive a sociologia, laureandosi dopo tre anni con una tesi sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati. Inizia nel frattempo anche la sua collaborazione con Le Monde.
Autore di romanzi, racconti, poesie e drammi, ha ricevuto il premio Goncourt nel 1987; nel 1996 ha vinto il premio Flaiano. Con Einaudi ha pubblicato: “Notte fatale”, “Creature di sabbia”, “Lo scrivano”, “Giorno di silenzio a Tangeri”, “Le pareti della solitudine”, “Dove lo Stato non c'è. Racconti italiani” (con Egi Volterrani), “A occhi bassi”, “L'amicizia”, “Lo specchio delle falene”, “Il libro del buio”, “L'hamman”, “L'amicizia e l'ombra del tradimento”, “Mia madre, la mia bambina”, “L'ha ucciso lei”, il volume di poesie “Stelle velate” e “Marocco, romanzo”.

 


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