“Dal ludus al gioco”. Rodari e i poeti dell’infanzia alla Casa dei Teatri

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > incontri letterari
Questo evento, inserito nell'ambito di “La poesia è di casa. Versi italiani”, si è tenuto il 9 aprile 2011 presso la Casa dei Teatri, Villa Doria Pamphilj - Largo 3 Giugno 1849 (Roma), alle 11:30.
L'evento...

“Dal ludus al gioco”

Rodari e i poesti dell'infanzia alla Casa dei Teatri

Sabato 9 aprile alla Casa dei Teatri di Roma proseguono gli appuntamenti del ciclo “Dal ludus al gioco”, inserito nella più ampia rassegna “La poesia è di casa. Versi italiani”: questa volta protagoniste saranno letture tratte da testi che autori quali Gianni Rodari, Toti Scialoja, Nico Orengo e Pinin Carpi hanno dedicato a bambini e ragazzi.

A partire dalle ore 11:30, un'occasione per saltare di parola in parola e di verso in verso, scoprendo tutto il piacere ludico di rime dispettose e sorprendenti.
Nel corso della mattinata letture e canzoni di Stefano Fresi saranno accompagnate dalle note di Federico Di Maio.


Non solo ritornello infantile, ma anche bisturi dell'allegro chirurgo, per sezionare la realtà nei suoi organi componenti e, magari, rimetterli poi insieme dimenticandosi dell'ordine originale: la filastrocca prende per i capelli la realtà e tira per le orecchie le parole, eppure a entrambe, alla realtà e alle parole, vuole bene. Tanto da volerle salvare dall'usura, tanto da tentare -riuscendoci- di rigenerarle.
Nuovi significanti per nuovi squarci di realtà.

Succede, così, che Gianni Rodari s'innamori degli errori di ortografia e, in barba al rigore dei voti e delle pagelle, elegga a maghi quegli studenti che pasticciano con accenti, punteggiatura e doppie. Non somari, dunque, ma maghi, prestigiatori del senso capaci di trasformare il lago di Garda in un ago enorme, importante, “segnato perfino sull'atlante”.

In sostituzione della geometria e dell'algebra tradizionali, i maestri assegnano agli alunni “problemi di stagione” , ai quali durante le vacanze si troverà soluzione:

“trovate il perimetro dell'allegria,
la superficie della libertà,
il volume della felicità...
[…]
Quanto pesa una corsa in mezzo ai prati?”

(Problemi di stagione)

Le particelle più piccole della lingua si animano e diventano protagoniste di surreali avventure

“Una volta un accento
per distrazione cascò
sulla città di Como
mutandola in comò.

Figuratevi i cittadini
comaschi, poveretti:
detto e fatto si ritrovarono
rinchiusi nei cassetti”


(Como nel comò)

E una virgola, messa per errore alla fine di un periodo, invece di un punto, morì per la faticaccia di sopportare sulle sue spalle il peso di cento paroloni

“[...] Fu seppellita
sotto una croce
dalla matita blu del maestro,
e al posto di crisantemi e semprevivi
s'ebbe un mazzetto
di punti esclamativi”


(Tragedia di una virgola)

Con il linguaggio e con i dogmi dell'istruzione gioca anche Tito Scaloja, nel suo percorso dalla pittura astratta (con alcuni richiami a Pollock) alla poesia, per bambini e non.
Le parole si sfilacciano e si frammentano, in eroiche gesta intrasillabiche

"Era gruvi, gruvi era
il tuo cacio con i fori,
era brughi, brughi era
il tuo bosco con i fiori,
era frutti, frutti era
la speranza del tuo viaggio,
era preghi, preghi era
quel che avevi nello sguardo,
fu più rapida di un sorso
la tua anima di sorcio"


(dalla raccolta “Versi del senso perso”)

Dai testi sacri della letteratura scolastica di tutti i tempi vengono fuori riciclaggi-collage e calchi particolarmente irriverenti: da Leopardi, ad esempio, abbiamo “Il sabato del vigliacco/ che ha la testa nel sacco”. Non è distruggere il tempio della conoscenza, ma riedificarlo. Lo faceva, con forme diverse, anche Pinin Carpi, capace di creare una nuova forma di narrativa che, partendo dai più noti capolavori pittorici, costruiva intorno ad essi racconti di straordinaria inventiva, in una compenetrazione impensata di parole e immagini.

Qui, nella letteratura destinata all'infanzia, lo spazio per distruggere il senso e recuperarlo. è poesia della rivoluzione, poesia che viaggia in senso contrario, come il “Bastian” di Nico Orengo, che  sovverte le abitudini alimentari e, perfino, fa cambiar verso al cane e al gatto 

“Bastian contrario dorme di giorno
la notte lavora o va d'intorno;
mangia l'acqua, beve il pane,
carezza il lupo, picchia il cane.

Il cane stupito gli fa miao miao
e il gatto seccato gli fa bao bao”


(Bastian contrario)

 

 


Evento organizzato da Comune di Roma, Zètema Progetto Cultura

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