Clandestino (in casa) a Libri in Scena 2011

Valentina I Postato da Valentina I in Eventi > gruppi di letture/reading > happening > incontri letterari
Questo evento si è tenuto il 1 aprile 2011 presso Sala Civica, via C. Cantù (Barzago) Torre Rotonda (Lecco), alle 21:00.
L'evento...

“Clandestino (in casa)”

a “Libri in Scena 2011”

Nell'ambito della Rassegna “Libri in Scena 2011” viene proposto lo spettacolo “Clandestino (in casa)” e l’incontro con l’autore e regista Jacopo Boschini. Ingresso libero.

Libri in scena 2011 è una rassegna organizzata dal Sistema bibliotecario Provinciale della provincia di Lecco che propone 17eventi teatrali, promossi in collaborazione con altrettante biblioteche, per un fantastico viaggio letterario tra parola musica e suono. Filo conduttore di questa edizione è il tema dei 150 anni di storia del Paese, attraverso le biografie dei personaggi, la narrazione popolare, il racconto dei luoghi e dei protagonisti letterari della tradizione italiana ed europea.

Attori e musicisti danno voce alle storie e ai libri attraverso la rappresentazione di racconti, poesie e romanzi in una versione teatrale coinvolgente. 

Per sottolineare il legame tra libri, spettacoli e la promozione della lettura, ogni rappresentazione è caratterizzata con una bibliografia di libri e film a disposizione nelle biblioteche del Sistema della provincia di Lecco, in modo che il teatro possa diventare veicolo di promozione della lettura.

Clandestino (in casa) narra di un viaggio grottesco, onirico, tragicomico. Protagonista del viaggio è Metrio Claus, un individuo messo alle strette dalla fame, dalla povertà, da una società che ormai lo rifiuta come un appestato, abbandona la sua terra natale, nella speranza di iniziare una nuova vita in una terra lontana. Durante la sua vita in mare, Metrio viene accompagnato da un mentore, uno spirito, che incarna di volta in volta personaggi diversi. Voci lontane, presenze, ricordi di incontri che lo aiutano a ricostruire e a raccontare la sua storia di fuggiasco e di clandestino: la storia di un abbandono, di un viaggio verso una speranza, di un approdo doloroso e di un ritorno eterno, privo di senso e di aspettativa. “Clandestino (in casa)” racconta una storia che siamo abituati a collocare in paesi lontani, presso genti povere, ma che invece, alla fine, si rivelerà estremamente vicina a noi.

I "suggerimenti" bibliografici per questo evento...

“Nel mare ci sono i coccodrilli: storia vera di Enaiatollah Akbari” - F. Geda – 2010

I trafficanti, be', loro non potevano portarmi all'ospedale o da un dottore, è chiaro. è il più grande problema di essere clandestini, questo: sei illegale anche nella salute.”

Il libro racconta la storia vera di un ragazzo afghano che oggi vive a Torino e che, per essere salvato, è stato "abbandonato" dalla madre a dieci anni. Alla ricerca di una situazione migliore eccolo andarsene prima in Pakistan e raggiungere l'Iran dove aveva sentito dire esserci più possibilità di lavoro. Fin dall'inizio del libro troviamo la figura dei trafficanti di uomini, persone che si fanno dare dei soldi (moltissimi per quei disperati) per trasportare le persone da uno Stato a un altro. Dall'Iran arriva in Turchia, un viaggio compiuto con i mezzi più disparati e con il duplice rischio di essere scoperto e rimandato indietro e di perdere la vita. Poi dalla Turchia il difficilissimo passaggio in Grecia su un gommone, durante il quale molti compagni di avventura, molti bambini come lui, hanno trovato la morte. Infine l’arrivo a Torino dove Enaiatollah ha trovato una famiglia che lo ha preso in affido, ha potuto fermarsi e iniziare  finalmente a costruirsi un futuro. Quella del giovane Enaiatollah è una storia cruda ma a lieto fine che porta inevitabilmente a pensare a quanti partiti dalla sua stessa condizione ci provano ma non ce la fanno.

“Storia dell’emigrazione italiana - P. Bevilacqua, A. De Clementi, E. Franzina – 2009

Il nostro paese ha alle spalle una lunga storia di emigrazione verso gli Usa, sud America, Russia ed Europa settentrionale. In questi due volumi (Partenze e Arrivi) vengono analizzati i caratteri del fenomeno migratorio degli italiani all’estero, dalle motivazioni che hanno spinto un numero così elevato di nostri connazionali a partire alle fasi immediatamente successive all’arrivo, l’inserimento delle prime generazioni e lo stratificarsi, fuori d’Italia, di quelle successive, con tutte le problematiche che si legano all’integrazione in un contesto diverso da quello di origine. Molto importanti sono state le dinamiche comunitarie che si sono attivate tra immigrati italiani all’estero, legate in particolare all’associazionismo di matrice cattolica e di tipo politico-sindacale, e che hanno contribuito al mantenimento nel tempo di una certa “italianità”.

“Bilal: il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi” - F. Gatti – 2007

Il 12 per cento delle persone che partono dalle coste della Libia e dalla Tunisia non arriva in Europa. Il 12 per cento significa che tra 182 passeggeri su questo camion, 22 moriranno. E se di questo si salveranno tutti, del prossimo ne moriranno forse 44. Oppure 66 di quello che verrà dopo.”

Fabrizio Gatti, giornalista per Il Corriere della Sera e l’Espresso, si è trasformato in Bilal, clandestino di origine curda e ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano gli altri clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere. Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi e si arricchiscono sulla pelle di questi uomini e donne in fuga. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno trattamento riservato agli immigrati nei centri di permanenza temporanea, veri e propri centri di detenzione in cui i detenuti, però, non hanno commesso alcun reato. Gatti porta alla luce anche la rete di sfruttamento dei clandestini, utilizzati in tutta Italia per mansioni che definire sottopagate è dir poco, ma che non possono ribellarsi perché sanno che verrebbero rispediti da dove sono venuti. Un libro per riflettere più da vicino su questi fenomeni, oggi più che mai di grande attualità.

“Immigrazione e sicurezza in Italia” - M. Barbagli – 2008

Il sociologo Marzio Barbagli è stato tra i primi in Italia ad affrontare in maniera esplicita il tema, politicamente scorretto, dei reati commessi dagli immigrati (soprattutto irregolari, ma anche regolari), destando inizialmente imbarazzi e critiche, ma imponendosi poi, grazie al suo lavoro accurato di ricerca e documentazione, come la voce più autorevole e imparziale in materia. In questo periodo di crescente preoccupazione sociale nei confronti dell’immigrazione, il nuovo libro di Barbagli affronta, sulla base di nuovi dati e ricerche, tre questioni: gli effetti della Legge Bossi- Fini (è stata un fallimento o ha contribuito effettivamente a contenere il flusso dei clandestini?), le conseguenze dell'allargamento a Est dell'Europa (in particolare riguardo all’allarmismo nei confronti di rumeni e rom) ed infine come funziona (o non funziona) il meccanismo delle espulsioni e per quali ragioni.

“Cose di questo mondo” - regia di M. Winterbottom – 2002

Film vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2003 racconta l'odissea di due profughi afgani che, partiti dal campo di Peshawar in Pakistan, cercano di raggiungere Londra alla ricerca del tanto desiderato “futuro migliore”. Un film di denuncia che vuole raccontare con grande verosimiglianza la drammatica esperienza dei profughi, costretti a rischiare la vita in un viaggio disperato ma nel quale investono tutti i loro sogni e le loro speranze.

 

 


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