Pino Petruzzelli presenta “Gli ultimi”

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 29 marzo 2011 presso Bordighera, Palazzo del Parco, Corso Vittorio Emanuele 172 (Imperia), alle 18:00.
L'evento...

 Pino Petruzzelli presenta

“Gli ultimi”

Il coraggio di vivere contro, di vivere fuori dal coro: se ne parlerà martedì 29 marzo a Bordighera (IM) in compagnia di Pino Petruzzelli, che presso la Sala Rossa di Palazzo del Parco, in Corso Vittorio Emanuele 172, presenterà il volume “Gli ultimi, edito da Chiarelettere nella collana “Reverse”.
L'appuntamento è alle ore 18.


Stare nei gradini più bassi della gerarchia, alle base di tutte le piramidi di questo mondo, piramidi di potere, piramidi delle mode, piramidi politiche e sociali. Essere un singolo senza numero che non conta nulla nell'ingranaggio e che dall'ingranaggio è fuori.

Sono perdenti o vincenti, “Gli ultimi” raccontati da Petruzzelli? Non sono né l'una né l'altra cosa. Sono, semplicemente e straordinariamente, esseri umani, sono frammenti di esistenze irripetibili e irriducibili ai modelli, agli esempi, alle categorie. Sono uomini e donne che vanno avanti per la loro strada, capaci di vivere nel mondo in cui credono e di seguire le regole che si sono dati, senza farsele imporre da altri, anche se quel mondo non esiste più e quelle regole nessuno le riconosce. Loro sono -come li definisce don Andrea Gallo nella prefazione al volume: i “senza potere”, “nobili perdenti che tirano dritti in direzione «ostinata e contraria»”.

Petruzzelli li incontra e ce li fa incontrare in un viaggio che attraversa Palestina e Marocco, fa tappa  in Albania e poi ritorna in Italia.

C'è una dottoressa che ammette che le discussioni politiche sul futuro della Palestina sono importanti, ma non quanto la vita dei bambini che lei ogni giorno cerca di curare, con scarsissimi mezzi, in una lotta che, inevitabilmente, la allontana dalle “cose importantissime” della politica di Stato.
C'è il palestinese che dice “se credi nella non violenza, non è perché ammazzano tuo figlio che smetti di credere in quel valore”, con una forza che è davvero sovrumana, considerando che -come afferma Petruzzelli - “è facile essere non violenti qui, in Italia, dove tutto sommato non ti succedono grossi problemi, ma pensare di portare avanti un discorso di non violenza essendo palestinese, vivendo in Palestina... bé, allora sei davvero un'ultima sacca di resistenza umana”.
E poi il professore universitario che non si arrende alla criminalità organizzata in Albania; Atef, beduino che vive isolato nel deserto del Negev con la famiglia e poche capre; il marocchino Tangeri, passato dall'analfabetismo al successo letterario internazionale.

Ma gli ultimi si incontrano anche in Italia: sono Antonio, il contadino napoletano che da anni aiuta i rom a difendersi dalle discriminazioni e di loro dice: “Possono sembrare sgradevoli, ma è difficile mantenere equilibrio e serenità senz'acqua, senza servizi igienici, senza prospettive concrete e con la tubercolosi”; Bepi, il guardaboschi amico di Mario Rigoni Stern, solitario abitante di una natura in pericolo; i laboriosi vignaioli che amano la loro terra, o la pastora sarda che sbarca a Genova con le sue cento pecore e apre un caseificio artigianale.

Ben sintetizzano lo spirito di questo libro le parole di don Andrea Gallo, che nella prefazione scrive

“L'autore, lontano dal romanzo ed estraneo ai sentimentalismi e alla retorica, con umana poesia, pietà e verità, con lo stupore di un fanciullo, restituisce la parola a coloro che sono «senza voce» da troppo tempo. Far parlare i «muti»  è un miracolo.
La folla massificata divora le immagini e non si mette in ascolto dei fragili, dei perdenti, diventati invece per Petruzzelli gli «invincibili» , sempre pronti a rialzarsi nelle gravi difficoltà causate dalle ingiustizie delle multinazionali, dei partiti o delle guerre di religione”

 

L'autore
Regista, autore e attore originario di Brindisi, Pino Petruzzelli fonda nel 1988, insieme a Paola Piacentini, il “Centro Teatro Ipotesi”, che si occupa di temi legati al rispetto delle diverse culture. Viaggia per il mondo andando a conoscere in prima persona le storie che racconta nei suoi libri o porta in scena negli spettacoli teatrali, storie di un'umanità che vive in condizioni limite, in territori quali l'ex Jugoslavia, le riserve indiane del Nuovo Messico o il nostro Mediterraneo, mare tutt'altro che pacificato. Frutto di queste esperienze di conoscenza dell'altro sono i volumi “Piccolo viaggio lungo il Mediterraneo”, “Grecia e Zingari: l'Olocausto dimenticato”, “Periplo Mediterraneo”, scritto con Pedrag Matvejevic e Massimo Calandri, “L'Olocausto di Yuri” e “Non chiamarmi zingaro”.

 

 


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