“Una specie di follia”, biografia -non autorizzata- di Alda Merini di Stefano Mastrosimone

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“Una specie di follia” - reportage

Di seguito, il resoconto dell'incontro di presentazione di “Una specie di follia”, biografia -non autorizzata- di Alda Merini, realizzata da Stefano Mastrosimone.

L’incontro si è svolto lo scorso 21 marzo, data di nascita della poetessa dei navigli, presso il “Bistrò del tempo ritrovato” a Milano

“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.”

(Alda Merini, “Vuoto d'amore”)

Stefano Mastrosimone ha presentato nella prima sera di Primavera 2011 -e per la prima volta-, nei locali del “Bistrò del tempo ritrovato”  in via Foppa a Milano, il suo libro “Una specie di follia”  uscito a novembre per Aliberti editore.

Il libro è una biografia, anzi la prima biografia della poetessa Alda Merini, nata proprio il 21 marzo di 80 anni fa e scomparsa il 1 novembre 2009.

In realtà la biografia, nata da quattro ore di conversazione di Mastrosimone con la poetessa, non è mai stata autorizzata dagli eredi della Merini e questo ne ha ritardato l'uscita per diverso tempo.

Mastrosimone, scrittore e autore televisivo di grande successo, incontrò la Merini durante una ricerca che stava conducendo sul paranormale e il rapporto che alcune artiste e scrittrici avevano con questioni del genere.

Tra molte chiacchiere andate avanti per sette anni nella casa della poetessa sui suoi amati Navigli a Milano è nata anche la conversazione che ha portato a questo libro.

Gli argomenti toccati sono tanti: la vita, la nascita, la morte, la fede ma soprattutto l'esperienza del manicomio, indelebile segno e inguaribile ferita nell'animo della Merini, di cui si finisce, inevitabilmente, a parlare anche durante la serata con Mastrosimone.

Alda Merini è stata una delle poetesse più amate ma, paradossalmente, anche meno conosciute in Italia (vedi i numerosi eventi a lei dedicati...).

Nel 1947, non ancora maggiorenne, era già inserita in un'antologia di poeti italiani del dopoguerra ma la notorietà è arrivata solo negli anni Settanta, dopo la toccante esperienza del manicomio che ha portato molti, erroneamente, a considerarla come una poetessa un po' pazza, dotata di un estro eccezionale.

Ma in lei c'era molto di più, c'era la consapevolezza a volte dolorosa di una sensibilità fuori dal comune, c'era la sete di affetto e l'amore sconfinato per il marito e per le figlie ma anche per altri uomini che, in un modo o nell'altro, sono entrati nella sua vita, ma soprattutto la Merini possedeva una forza d'animo così straordinaria da permetterle di uscire dall'inferno del manicomio e ritornare alla vita.

Di tutto questo si è parlato al Bistrò con Stefano Mastrosimone, durante una serata che sembrava più un aperitivo tra amici, di fronte a un buon calice di vino in un ambiente accogliente e piacevole.

 

Luisa

(27 marzo 2011)

© 2011 imieilibri.it

 

 

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