Schegge di Liberazione a “Che fai, reading?”

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > gruppi di letture/reading
Questo evento si è tenuto il 19 marzo 2011 presso Fabriano, Biblioteca Romualdo Sassi, via Le Conce 76 (Ancona), alle 17:00.
L'evento...

Schegge di Liberazione a

"Che fai, reading?"

 

Sabato 19 marzo a Fabriano (AN) l'ultimo appuntamento della rassegna “Che fai, reading?”- promossa dall'Associazione culturale Ikarìa, in collaborazione con la Biblioteca "Romualdo Sassi", il Circolo ARCI "Il Corto Maltese" e l'ANPI di Fabriano- propone una serata di letture tratte dall'e-book collettivo “Schegge di Liberazione”, pubblicato da Barabba Edizioni e distribuito gratuitamente su licenza Creative Commons.
L'appuntamento è alle ore 17, presso la Sala “Dalmazio Pilati” della Biblioteca pubblica “Romualdo Sassi” di Fabriano, in via Le Conce 76. 


Le letture saranno accompagnate dal sottofondo musicale dell'ukelele di Simone Rossi, dal contrabbasso di Bicio e dalle tastiere di Simone “Chettimar” Marchetti. Seguirà un piccolo aperitivo con degustazione di birre artigianali offerte dall'Associazione "Nunc est bibendum".  
Ingresso gratuito.


In tempi di celebrazioni dell'Unità d'Italia, una buona occasione per ricordare la Resistenza. A raccontarcela, in “Schegge di Liberazione”, sono stralci di narrazione, poesie, qualche foto, pensieri appuntati, storie vere, di gente semplice, gente di paese che si ritrovò con la guerra addosso e dentro. Gente coraggiosa, come il sovversivo Gisberto, un tipo che non passava inosservato, “un po' per gli occhi spiritati, un po' per i capelli arruffati, un po' per i nove figli”.
Lui, Gisberto, “Era il sarto del paese ma tutti sapevano che non era solo un semplice sarto. Sapevano che in quella bottega di sartoria, giù per lo stradone, spesso si radunava gente. Sapevano che i paesani meno istruiti non andavano lì per imparare come fare l'orlo dei pantaloni, ma a farsi spiegare che significava “socialismo” e cosa gliene sarebbe venuto a loro se questo “socialismo” avesse poi alla fine preso piede. Ma come si faceva a farlo lì, in cima a quella collina del maceratese, che le terre erano tutte in mano ai possidenti, e come gliele avrebbero tolte per darle al popolo, ai poveretti, ai mezzadri? Gisberto mentre rammendava una gonna, un po' in italiano e un po' in dialetto perché capissero meglio, glielo spiegava”.


Gisberto che rubava la farina alla moglie per farci la colla con cui attaccare i manifesti in piazza, Gisberto che ai saluti romani delle adunate fasciste preferiva andar per boschi a cacciar tordi e beccacce con cui far la polenta. Lui e quelli come lui, che non stavano simpatici nemmeno ai preti, perchè “diffondevano quelle idee malsane di libertà e uguaglianza, che non avevano bisogno di Dio e del Papa”.
E poi il partigiano Saetta, con una granata che gli esplode in mille pezzi nell'intestino proprio sulla via del ritorno, e le donne, come Zia Teresina, che “fuma il sigaro toscano e puzza come una capra sporca”, lei che, innamoratasi di un partigiano che somigliava a Gramsci, “fece un corso accelerato di comunismo per amore” e lo seguì sulle montagne, a far la guerra, lasciando suo madre, suo padre e il loro commercio di stoffe.

La Resistenza: una prova di forza tra materiali diversi, che si agitano e si scaldano, una questione chimica, di reazione, ma anche una vicenda di popolo, agli sgoccioli della seconda guerra mondiale.
Forse, in fondo, metalli e uomini si comportano allo stesso modo, protagonisti di resistenze che si somigliano


“Anche a fare quella “Resistenza” lì [la Resistenza storica, n.d.r.] si fa una gran fatica, ti scaldi e ti agiti e rischi un sacco di non fare abbastanza. […] La cosa più importante, che vale per queste due cose allo stesso modo è praticamente una: che una volta che inizi a resistere non puoi smettere e dire che ti sei rotto i maroni. Perché che tu sia un pezzo di metallo in un circuito o una persona in una guerra, bisogna che quando sei in ballo, balli e basta”.

L'e-book “Schegge di liberazione” è scaricabile gratuitamente qui.

 

 


Evento organizzato da Associazione culturale Ikarìa, Biblioteca Romualdo Sassi, Circolo ARCI "Il Corto Maltese", ANPI di Fabriano

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