Francesco Abate e Valerio Mastandrea presentano “Chiedo scusa”

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Questo evento si è tenuto il 13 marzo 2011 presso Cuglieri, Ex Convento Cappuccini (Oristano), alle 18:00.
L'evento...

Francesco Abate e Valerio Mastandrea
presentano

“Chiedo scusa”

 

Domenica 13 marzo a Cuglieri (Oristano), Francesco Abate e Valerio Mastandrea, nei panni di scrittore esordiente sotto lo pseudonimo di Saverio Mastrofranco, presentano il libro “Chiedo scusa”, pubblicato da Einaudi nella collana "Stile libero Big".

L'incontro avrà luogo presso l'Ex Convento Cappuccini, alle ore 18.
Partecipano, insieme agli autori, Giacomo Casti, Matteo Sau e Marco Noce. Coordina Eliano Cau.


“Una goccia rossa, prepotente, si è infranta sul tavolo di cristallo. Poi si è espansa, densa come ceralacca. Non l'ho notata. Neppure i miei colleghi. [...]
Una seconda goccia, più scura, è precipitata sul cristallo. Si è sovrapposta alla prima e ne ha allargato il diametro. Non l'ho notata. I miei colleghi sì”

Riunione d'ufficio. Capo e colleghi intorno. Valter gocciola rosso, gocciola sangue, ma non se ne accorge. Glielo fanno notare, atterriti, e non si capisce perché tutti appaiano così spaventati. "Bè, non avete mai visto un'epistassi?", fa Valter tamponandosi le narici con un fazzoletto.
Sarà colpa del cambio di stagione. Caldo-freddo, accade spesso che i capillari...". Ma il capo non giocherella più con la matita sul tavolo, com'è solito fare: ora la matita ce l'ha puntata verso di lui, verso Valter, e le facce dei colleghi si fanno pallide, gli indicano il collo, come se ci fosse qualcosa di strano, di terribile, da quelle parti.

“Ho poggiato il palmo della mano destra sotto l'orecchio sinistro, piano, molto lentamente. L'ho sentita bagnata e appiccicosa, l'ho guardata. Era piena di sangue. Ho portato la mano sinistra sull'orecchio destro. Ho sentito di nuovo caldo, come se l'avessi infilata in un barattolo di melassa. L'ho ritratta rossa e gocciolante”

Comincia così, con un'emorragia in ufficio, l'odissea di Valter, la sua lotta contro l'epatite b fino al trapianto di fegato, il gesto d'amore, l'ultimo, di una donna che muore e regala la vita a qualcun altro. Quello raccontato in questo romanzo è un dolore autobiografico, è la storia vera di Francesco Abate e della malattia che l'ha accompagnato fino a poco tempo fa. E la collaborazione con Mastandrea serve, non a caso, a evitare scadimenti nel vittimismo, rischio cui sempre è esposto -per l'eccessivo coinvolgimento- il racconto del dolore fatto in prima persona. Nella storia di Valter, che in ospedale soprannominano "Chiedo scusa" proprio per quel suo continuo sentirsi in debito con la sofferenza del mondo e degli esseri umani, non c'è, invece, la cappa nera del dolore da cui non si può uscire, ma un percorso dal basso all'alto, dalla quasi fine alla rinascita. Perché la vita sa mettere in gioco energie insospettabili, anche nel momento in cui sembrerebbe spacciata.

Gli autori

Francesco Abate
Nato a Cagliari nel 1964, è un giornalista. Ha esordito con "Mister da bolina" (Castelvecchi, 1998), cui sono seguiti "Il cattivo cronista" (Il Maestrale, 2003), "Ultima di campionato", da un soggetto vincitore del premio Solinas (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli 2006), "Getsemani" (Frassinelli, 2006) e "I ragazzi di città" (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi, oltre a "Chiedo scusa", ha pubblicato "Mi fido di te" ("Einaudi Stile libero" 2007 e "Super ET" 2008), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, e "Cosí si dice" (2008).

Valerio Mastandrea
Dopo l'esordio in teatro nel 1993, approda quasi per caso al cinema con "Ladri di biciclette", diretto da Pietro Natoli. Nel corso della carriera ha lavorato, tra gli altri, con registi quali Giovanni Veronesi, Francesca Archibugi, Ferzan Ozpetek, Nanni Moretti, Giuseppe Piccioni e Paolo Virzì. Tra le pellicole cui ha preso parte ricordiamo "Un giorno perfetto", "Il caimano", "La prima cosa bella", "N (Io e Napoleone)", "Tutta la vita davanti", "Giulia non esce la sera".

 

 


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