Il seme del papavero. Wendy Law-Yone a LibrInTerra 2011

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento, inserito nell'ambito di LibrInTerra, si è tenuto il 6 marzo 2011 presso Valperga, Il Girasole, via Martiri della Libertà 11 (Torino), alle 18:00.
L'evento...

“Il seme del papavero”
Wendy Law-Yone ospite di “LibrInTerra 2011”


Donne dalle storie difficili, donne che non si arrendono e riemergono, nonostante tutto, dal male.
Domenica 6 marzo il festival letterario “LibrInTerra 2011, che ha fatto dell'interculturalismo la sua cifra distintiva, ospita la scrittrice birmana Wendy Law-Yone, che parlerà del suo romanzo, pubblicato in Italia da Rizzoli, “Il seme del papavero”.

L'incontro, realizzato in collaborazione con UNICEF, avrà inizio alle ore 18 presso "Il Girasole", in via Martiri della Libertà 11, a Valperga (TO). Vi prendono parte, insieme all'autrice, Tiziana Nicolai, presidente del comitato provinciale UNICEF di Torino, l'interprete Flora Bonetti e  le giornaliste Serenella Zedda e Nilima Agnese.


Il Libro - I nomi segnano il destino degli uomini e Na Ga di nome non ne ha nessuno. Il vento e il destino se lo sono portato via, soffiandolo chissà dove, disperdendolo in campi sconosciuti insieme al seme di papavero che, secondo la tradizione della tribù dei Lu delle montagne, cui Na Ga appartiene, custodisce l'identità di ogni uomo, che sarà rivelata dalla madre solo quando il bambino sarà abbastanza grande per chiedere.

Strappata troppo presto alla sua famiglia e privata del seme di papavero, Na Ga viene venduta come schiava e iniziata a una vita errabonda. Incontra l'affetto passeggero di due genitori americani che la adottano, ma presto la abbandonano.
Si ritrova, così, di nuovo sola, di nuovo al punto di partenza, mentre il bisogno di aggrapparsi a qualcuno, di trovare un punto di riferimento, un appiglio in quella vita senza radici, la rende ingenua e incapace di spartire il bene dal male, l'inganno dalla verità. Costretta quasi fisicamente alla fiducia, Na Ga crede a tutto e a tutti, anche a un uomo che le offre un lavoro da domestica per poi portarla, invece, nei bordelli thailandesi, l'Eldorado del turismo sessuale.

Violenze, soprusi, l'umiliazione del corpo e dell'essere hanno i colori sgargianti di smalti e rossetti con cui trasformarsi in donne fatali, donne tra cosmetici e farmaci, quelli per non procreare, quelli per abortire o per disintossicarsi dai postumi dell'aborto, quelli che curano abrasioni e infezioni lasciate da amori a pagamento.
Una retata della polizia la porta via di lì, il destino la sposta ancora, da un'altra parte, come una foglia leggera. Na Ga finisce in un campo profughi, si innamora e si annulla di nuovo, stira, lava, pulisce e cucina, senza trovare il tempo né la voglia di chiedersi chi è. Ma non può esserci amore senza consapevolezza di sé, e chi non si conosce non può conoscere e incontrare profondamente l'altro.

Dovrà camminare, Na Ga. Dovrà trovare il coraggio e la tenacia per rinascere, mettendosi alla caccia del suo seme di papavero lungo il confine tra Cina e Birmania, sulla strada per la città di Wanting.


L'autrice - Wendy Law-Yone, una delle penne femminili più emozionanti della terra di Birmania, non è esattamente quello che si dice un'autrice prolifica. Lei stessa ci scherza su, riportando aneddoti che parlano di familiari e amici che la prendono bonariamente in giro per i suoi romanzi che hanno bisogno di fasi di gestazione molto lunghe.
Per il romanzo d'esordio, “The Coffin Tree”, ci sono voluti circa dieci anni di preparazione, e altri dieci per la seconda opera, “Irrawaddy Tango”. Oggi arriva la terza attesa creatura, The Road to Wanting”, pubblicata in Italia con il titolo "Il seme del papavero".
Per quest'autrice vissuta nella capitale birmana Rangoon e poi costretta, a vent'anni, a lasciare il suo Paese per farci ritorno solo molti anni dopo, una scrittura che riqualifica il tempo lento dell'analisi e della riflessione.


 

 


Evento organizzato da LibrInTerra

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