Faccio un numero a caso. Sergio Rubini legge Edoardo Sanguineti

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > gruppi di letture/reading
Questo evento si è tenuto il 2 marzo 2011 presso Teatro Studio (Roma), alle 21:00.
L'evento...

Faccio un numero a caso

Sergio Rubini legge Edoardo Sanguineti

Attraverso il corpo e la voce di Sergio Rubini il ricordo di un grande protagonista della poesia contemporanea, Edoardo Sanguineti: mercoledì 2 marzo il Teatro Studio di Roma ospita il reading “Faccio un numero a caso”. A partire dalle ore 21, poesia e musica si fondono sulle scenografie di Gregorio Botta.

L’evento è presentato da Fondazione Musica per Roma e prodotto da Star Dust International.

Il costo del biglietto è di euro 20 ed è acquistabile qui.

Riduzioni per possessori di Parco della Musica Card, giovani fino a 26 anni, over 65, possessori di American Express, card Feltrinelli, Carta Per Due, Interclub, ACI, Bibliocard, Carta Giovani, CTS e cral convenzionati.



 

A voler ricordare l’esordio poetico di Sanguineti si deve tornare al 1956, con Laborintus. Seguiranno Erotopaegnia e Purgatorio de l’Inferno, poi raccolti, nel 1964, in Triperuno. Lo si capisce subito: è una poesia difficile da leggere, versi troppo avanti per avere successo nell’immediato. Bisognerà attendere gli anni Sessanta per accorgersi della rivoluzione di questo poeta e di come il suo modo di far poesia abbia tracciato una nuova strada, verso uno sperimentalismo che distrugge la lingua della logica e della tradizione per raccontare il degrado del mondo capitalista e borghese. Mondo marcescente, mondo che regredisce, una “lividissima Palus” in cui tutto si disfa e ciò che rimane può essere detto solo con i fossili del linguaggio, con segni prelinguistici, quasi suoni di bestia, di uomo non più uomo, di uomo artificiale. Il verso si fa spezzato e inquieto, parentesi e interiezioni, punti esclamativi, frasi mozzate a capo, parole latine che stanno insieme e in mezzo ad altre italiane, plurilinguismo, commistione di codici. Un dialogo da dentro. Babelico, surrealista, freudiano.

Sanguineti sapeva mettere insieme estremi opposti, l’assolutamente incomprensibile e l’apparentemente facilissimo, saltando dalla sperimentazione più spinta a ritmi quasi da filastrocca. Ma la contabilità è un inganno, il modo di scoperchiare con la dolcezza della nenia l’allontanamento dalla natura e la bruttezza caotica di una modernità che mischia insieme, come giocattoli con cui giocare, simboli di morte, di potere e di consumismo.

“piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero
Bosch in miniatura, un salvadanaio di terracotta, un quaderno
Con tredici righe, un’azione della Montecatini:

piangi piangi, che ti compero
una piccola maschera antigas, un flacone di sciroppo ricostituente,
un robot, un catechismo con illustrazioni a colori, una carta geografica
con bandierine vittoriose […]

piangi piangi, che ti compero tanti francobolli
dellìAlgeria francese, tanti succhi di frutta, tante teste di legno,
tante teste di moro, tante teste di morto […]”

 


 


Evento organizzato da Fondazione Musica per Roma, Star Dust International

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