Remo Bodei racconta l’Ira

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Questo evento si è tenuto il 28 febbraio 2011 presso l’Istituto Gramsci (Bologna), alle 17:30.
L'evento...

Remo Bodei racconta l'Ira

Lunedì 28 febbraio all’Istituto Gramsci di Bologna si parla di uno dei sette vizi capitali, l’ira, in compagnia del filosofo Remo Bodei, che presenta il suo saggio dal titolo “Ira. La passione furente” (edito da Il Mulino). L’evento, a ingresso gratuito, avrà inizio alle ore 17:30. Vi prendono parte, insieme all’autore, Carlo Galli e Carlo Gentili. Un saggio dal linguaggio spigliato e accessibile a tutti per indagare un sentimento che non lascia immune nessuno. L’ira dell’onore ferito, l’ira del sopruso, dell’ingiustizia, l’ira come reazione a una minaccia. La si ritrova sempre, in tutti i popoli, dai cavernicoli a quelli più civilizzati, in Oriente e in Occidente, sotto lingue, nazioni e culture diverse. Sì, perché l’ira ha una radice biologica: è la reazione fisica, ormonale, con cui difendiamo noi stessi da chi vorrebbe recarci un danno o, addirittura, privarci della vita. E nell’attuale società ego-centrica, orbitante intorno a un io capace di calamitare ogni azione come il sole fa con i pianeti, più di sempre siamo portati a vedere nell’altro un nemico, colui che potrebbe privarci di chissà quale posto al sole:

“Nel clima di diffuso individualismo di massa ognuno crede spesso di essere un moi soleil. Considera gli altri semplici satelliti, si dichiara vittima di soprusi, allontana da sé colpe e responsabilità. Trova comunque insopportabile la messa in discussione di «Sua Maestà l’Io»”, dice Bodei parlando del suo saggio (fonte http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=WJQAN).

Nel volume, l’indagine di questo tratto dell’animo umano procede secondo una prospettiva certamente filosofica, ma anche letteraria, religiosa, giuridica e antropologica. Molti i furiosi della grande letteratura, dal pelide Achille e gli eroi del mondo omerico, agli amanti traditi Otello e Orlando -che per ira perderà il senno, volato sulla luna e poi recuperato da Astolfo-, fino a Medea, anch’essa tradita e furiosa, tanto da trasformarsi in madre assassina, per vendetta contro Giasone.

Si noti, poi, che l’ira non è solo intra ma anche inter homines: segna il muoversi delle epoche storiche, lo strutturarsi delle civiltà e delle forme di governo, non solo i comportamenti personali. La dimensione sociale di questa passione, infatti, fa tracciare a Bodei la distinzione tra “società della colpa”, nelle quali si viene giudicati per la propria coscienza e interiorità -come accade nelle civiltà cristiane-, e “società della vergogna” -quelle del mondo arabo-, nelle quali l’individuo è sottoposto alla pressione costante dello sguardo e del giudizio altrui, il che determina una tendenza maggiore allo stare in allerta, che spesso sfocia in forme di aggressività esasperate. Come dimenticare, inoltre, la strumentalizzazione a fini politici e la “burocratizzazione” dell’ira nei regimi totalitari del Novecento, ma anche l’ira come spinta propulsiva per grandi masse di oppressi che, in cerca di riscatto, daranno vita alla Rivoluzione francese e a molti altri movimenti rivoluzionari della storia.

Condannata dalla Bibbia, combattuta dalla scienza (se non c’è origine divina del mondo, inutile temere la collera di Dio), vizio secondo la morale comune, schiavitù per i violenti, passione per i romantici, da controllare o da lasciar sfogare, l’ira, in ogni caso, è tra le forze che muovono il mondo.

 

 


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