Afra di Luisa Ruggio

Il commento...

“Afra. La terra. Una terra di nome Afra, che vuol dire calda. Che vuol dire dentro una cosa calda. Qualcosa di caldo, come il ventre gravido di una madre. Calda di uva regina, calda di ulivi, sudore,

oscenità. " La terra è terra " diceva lui. " Se hai le mani nella terra non muori di fame, ci devi credere. Per questo aveva lo stesso odore delle vigne, quello dell’uva matura. E, certe volte, gli restava sui polpastrelli anche un odore di inchiostro. Era quello viola del suo calamaio, col piccolo tappo di ferro, fermo sul bordo della scrivania verde, proprio sopra un cofanetto portalettere su cui gli piaceva passare le dita per sentirne i disegni in rilievo. Anche se là dentro di lettere non ce n’erano”

Luisa Ruggio in questo suo splendido lavoro edito da Besa editrice, parla di amore, sensualità e sentimento in una maniera tale che solo una grande penna, solo una grande sensibilità, solo un'anima iin bilico tra l'inferno e le nuvole è in grado di raccontare. Si parla di una terra, arsa dal sole e dalla passione, e di una lettera dimenticata tra le pagine di una Bibbia abbandonata. La storia di cinque donne, legate da un'incredibile destino in un'Italia a cavallo tra le due guerre 

 

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